1187

1187

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Battaglia di Hattin, Galilea, attuale Israele. Saladino (Salah al-Din Yusuf) prende Gerusalemme e sconfigge i Franchi Crociati; Rinaldo di Antiochia viene giustiziato da Saladino; il Papa Gregorio VIII (Alberto de Morra) muore di infarto appresa la notizia

1185

1185

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Il Libro del Giudizio Universale (Domesday Book) censisce i possedimenti e i diritti reali e fornisce quindi una base per l’autorita’ di Enrico II Plantageneto, re d’Inghilterra. Fornisce solide istituzioni finanziarie (la Corte dello Scacchiere) e funzionari strettamente dipendenti dal trono (gli sheriffs).

Luglio 1185

Luglio 1185

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Piacenza. L’imperatore Federico Barbarossa pone l’antica alleata Cremona al bando. Cremona fara’ resistenza ma poi decidera’ di capitolare, accettando la distruzione del borgo fortificato e la ricostruzione di Crema.

7-8 Maggio 1185

7-8 Maggio 1185

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Crema. Federico Barbarossa procede ad insediare solennemente i cremaschi nel sito dove originariamente sorgeva il loro abitato. L’operazione e’ osteggiata dai cremonesi, sicche’ tutto il lavoro e’ fatto con la scorta in armi. Lo spettacolo e’ particolare: il Barbarossa comanda un esercito composto prevalentemente da coloro che fino a pochi anni prima combatteva.

Settembre 1184

Settembre 1184

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Federico Barbarossa scende ancora in Italia Settentrionale, accompagnato da una scorta essenziale, per un tour delle principali citta’, partendo da Milano, passando per diverse citta’ in Lombardia ed Emilia (fra cui Modena) per poi rientrare a Milano nella tarda primavera del 1185. Dopo tanti anni di aspri scontri, Milano e’ diventato un importante interlocutore dell’Imperatore, a cui viene chiesto pero’ di sacrificare Cremona e di rifondare Crema. Condizioni ottenute dai milanesi.

1184

1184

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Costruzione della moschea maggiore di Siviglia e del suo minareto (poi conosciuto come La Giralda)

1184

1184

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Duomo di Modena: alla presenza di Papa Lucio III viene aperto, per la seconda volta in 7 secoli, il sarcofago di San Geminiano. Il Papa sta dirigendosi a verona per incontrarsi con l’Imperatore. Solo l’anno prima c’e’ stata la Battaglia di Legnano e la pace che ha dovuto firmare Federico Barbarossa con i Comuni Italiani.

1183

1183

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Pace di Costanza, Svevia Meridionale: l’imperatore Federico I Barbarossa riconosce le liberta’ comunali delle citta’ italiane. Formalmente non e’ un trattato bilaterale, ma una serie di privilegi concessi da Federico alle citta’ italiane: i cittadini possono eleggere liberamente i propri governanti, questi devono giurare fedelta’ all’imperatore (pratica che verra’ abbandonata dopo pochi anni), possono liberamente costruire palazzi e fortificazioni, la Lega viene riconosciuta legalmente. L’imperatore viene ridotto ad un ruolo poco piu’ che simbolico. L’oppressivo apparato fiscale viene completamente cancellato.

1178

1178

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Mongolia. Temujin (futuro Gengis Khan), torna a reclamare la sposa promessa tanti anni prima, dal clan Onggirad, che mantengono la parola data e celebrano il matrimonio. Poi si reca da To’oril, del clan dei Kerait, che aveva giurato fratellanza a suo padre, per onorarlo come padre e gli dona il mantello di zibellino nero. che la sposa ha preparato per il suocero come da tradizione. Il potente To’oril rispetta i patti e aiuta Temujin a riunire il suo clan disperso.

1177

1177

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Mongolia. Temujin (futuro Gengis Khan), viene braccato dal clan rivale Taichi’ut. Dopo vari tentativi riescono a catturarlo. Viene tenuto prigioniero con la gogna al collo ma dopo alcuni giorni riesce a liberarsi e scappare.

fine Luglio 1176

fine Luglio 1176

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Pace fra Federico Barbarossa e papa Alessandro II, che ottiene il riconoscimento della sua carica e la rinuncia di una qualsiasi pretesa imperiale sui beni matildici e laziali. Con la Lega Federico si limita a concludere due tregue della durata di 6 di 15 anni. L’imperatore tenta piu’ volte di dividere i comuni durante le trattative, ma questi, forti della loro supremazia militare possono rispondere sprezzantemente e con minacce neanche troppo velate. La tregua reggera’. La pace verra’ firmata a Costanza il 25 Giugno 1183.

29 Maggio 1176

29 Maggio 1176

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Battaglia di Legnano in cui la Lega Lombarda sconfigge Federico Barbarossa. Le citta’ dell’Italia settentrionale infliggono al Barbarossa una sconfitta che meraviglia il mondo feudale.

29 Maggio 1176

29 Maggio 1176

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Ore 15:00. Battaglia di Legnano. Le cariche dei teutonici si sono susseguite per diverse ore senza successo. I tedeschi contano i morti, fra cui il portabandiera imperiale. A questo punto le forze cittadine ribaltano la situazione con un improvviso contrattacco coordinato di fanteria, cavalleria e cavalleria di riserva. I lombardi arrivano addirittura addosso all’imperatore. Un colpo di lancia lo raggiunge e, pur senza perforare l’armatura, lo abbatte al suolo, contuso e stordito. Con la caduta di Federico la battaglia termina. I militi teutonici si sbandano e si danno alla fuga. I comaschi si arrendono tutti, i tedeschi in parte si arrendono, in parte scappano cadendo cosi’ vittima delle acque infide del Ticino. Federico, ripresosi dalla caduta, riesce fortunosamente ad allontanarsi dal campo e rientrare a Como.

29 Maggio 1176

29 Maggio 1176

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Ore 9:00.Battaglia di Legnano. I teutonici avanzano verso Sud con 3500 cavalieri pesanti con un centinaio di comaschi. I lombardi hanno invece uno schieramento difensivo, in linea, con il carroccio in posizione rialzata. A meta’ mattinata le due avanguardie vengono improvvisamente a contatto e scoppia la battaglia. I tedeschi sono guerrieri di professione, i lombardi sono cittadini scesi in battaglia chiamati dalla necessita’: sono giudici, notai, imprenditori, proprietari terrieri. La superiorita’ numerica della cavalleria lombarda e’ schiacciante (500 contro 100) ma i teutonici non si fanno schiacciare, e indietreggiano fino a portare i cittadini a ridosso dei 3000 teutonici che costituiscono il grosso dell’esercito federiciano. I comunali sono quindi dispersi e messi in fuga. I comandanti della Lega riescono pero’ a mantenere saldo lo schieramento della fanteria e della cavalleria di riserva. I teutonici avanzano fino ad arrivare al grosso dei cittadini appiedati. Il contrasto e’ netto: da una parte i teutonici rigidamente gerarchizzati con l’Imperatore davanti, poi i grandi principi, poi gli aristocratici minori, i castellani, i cavalieri, i ministeriali, i mercenari di Brabante. Dall’altra i comunali con cavalieri frammisti ai fanti, di ogni estrazione. I teutonici sono fiduciosi di travolgere l’avversario impreparato con una o piu’ cariche di cavallerie. Mettono la lunga lancia sotto al gomito destro e disposti su tre file, attaccano. I difensori, pero’, tengono la posizione. Rimangono immobili, scudo innalzato e lancia protesa, fianco a fianco con i propri vicini di casa, guardando migliaia di cavalieri pesanti precipitarsi a 40Km/h verso di loro. Le cariche si susseguono, ma non si apre nessun varco nel fronte.

25 Maggio 1176

25 Maggio 1176

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L’esercito federiciano, con i rinforzi di Pavia, entra nel territorio milanese per l’ennesima volta. Di fronte all’azzardata mossa di Federico i lombardi decidono di rispondere in modo altrettanto ardito: gli danno battaglia senza attendere la completa mobilitazione delle proprie forze.

meta’ Giugno 1175

meta’ Giugno 1175

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Scade la tregua di Montebello fra le forze imperiali e quelle della Lega. Le ostilita’ riprendono ma in tono minore, limitate dall’arrivo dell’inverno. Ma il messaggio e’ chiaro: con la primavera si sarebbe ripreso alla grande…

1175

1175

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Modena. Durante una riunione del “Consiglio Grosso” si decide, per invidia di Bologna, di fare anche a Modena lo “Studio” ovvero l’Universita’. E si va ad ingaggiare a Bologna, di nascosto, il Professor Pillio da Medicina, valente giurista. In pochi anni altri professori, e studenti, seguiranno il suo esempio.

1175

1175

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Inaugurazione Universita’ di Modena. Si tratta della seconda piu’ vecchia universita’ italiana, dopo Bologna.

17 Aprile 1175

17 Aprile 1175

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Piana di Montebello (la stessa delle due grandi battaglie del 1800 fra napoleonici e austriaci e del 1859 fra austriaci e piemontesi). Si scrutano disposti pronti alla battaglia, gli eserciti imperiale di Federico Barbarossa e quello della Lega col carroccio. Quella che sarebbe potuta essere la piu’ grande battagli del Medioevo con 40 mila uomini in campo, non verra’ combattuta. Ad entrambe le parti conviene dialogare.

12 Aprile 1175

12 Aprile 1175

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Alessandria. I mangani imperiali iniziano a battere le difese della citta’. I pavesi completano un tunnel che permette ai teutonici di sbucare in forze dentro al perimetro cittadino. Il morale dei difensori pero’ non crolla. Gli alessandrini si battono e i teutonici si trovano ad affrontare l’intera popolazione urbana, oltre all’esercito della Lega. Dalle finestre e dai tetti piovono sassi e dardi, e’ notte fonda e gli attaccanti non conoscono il terreno. Poi improvvisamente il tunnel crolla e seppellisce almeno 200 cavalieri teutonici condannandoli ad una atroce morte. I tedeschi gia’ entrati sono ora isolati e si arrendono. I comandanti alessandrini approfittano della confusione, per attaccare con decisione una grossa torre di assedio, dandole fuoco. Mentre il grosso edificio crolla, travolge militi teutonici e balestrieri genovesi, e le forze alessandrine tornano al riparo della citta’ con centinaia di prigionieri. All’alba di Pasqua la disfatta imperiale e’ evidente a tutti. E’ una delle peggiori disfatte dell’esercito di Federico, che ora deve evitare di essere preso a tenaglia fra le forze alessandrine e quelle della Lega.

11 Marzo 1175

11 Marzo 1175

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I fanti e i cavalieri di Milano si mettono in marcia lungo la Via Emilia per congiungersi agli alleati di Piacenza a cui si aggiungono truppe a piedi e a cavallo di vari altri comuni fra cui modenesi, reggiani, per un totale di 20-30 mila combattenti.

1175

1175

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La Lega si fortifica nel versante sud-orientale: un ulteriore accordo politico-militare lega Mantova, Parma, Reggio, Modena e Bologna. Nella zona Medicina e Canossa sono rivendicate dall’Impero.

29 Ottobre 1174

29 Ottobre 1174

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I teutonici di Federico, congiungendosi con l’esercito di Pavia, pongono finalmente l’assedio all’odiata Alessandria, che, appena fondata, e’ protetta solo da un grande fossato, niente mura. Come al solito tedeschi non dispongono delle conoscenze tecniche e degli artigiani per fare le macchine da assedio, per cui Federico chiede aiuto a Genova, da cui arrivano, pagati in denaro contante, ingegneri e manovali, oltre a contingenti di balestrieri. I magazzini di Alessandria sono pero’ gia’ pieni di rifornimenti, siccome l’assedio e’ stato posto troppo tardi in stagione.

‘1 Settembre 1174

‘1 Settembre 1174

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L’esercito federiciano si mette in marcia verso l’Italia Settentrionale. Attraverso le Alpi Occidentali muovendo in Alta Savoia e arrivando a Susa, che viene devastata dai teutonici, la citta’ di Susa raso al suolo e dato alle fiamme. Con l’Impero rimane solo Pavia e il marchese di Monferrato. Federico sceglie come obiettivo l’odiata Alessandria, emblema della rivolta lombarda.

Agosto 1174

Agosto 1174

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Federico Barbarossa ancora una volta si appresta a scendere in Italia alla testa di un esercito imponente di circa 8000 cavalieri teutonici, che con i soliti scudieri, ausiliari e servitori, arriva a circa 20 mila uomini.

Settembre 1172

Settembre 1172

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Genova. Obizzo Malaspina e suo figlio Morroello, probabilmente appoggiati dalla Lega, alla testa di un esercito di 250 cavalieri e 3000 fanti, occupano Chiavari e il monte Sestri, minacciando Genova. Solo nel 1174, verranno fatti desistere e ritirare, rinunciando alle ambizioni sulla Riviera di Levante.

1171

1171

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Cristiano di Magonza si pone a capo di una potente alleanza fra Genova, Lucca, Siena e i conti Guidi. Le truppe di questa alleanza vanno a devastare il territorio della rivale Pisa. Poi il conflitto si arena in una serie di piccoli scontri minori. Cristiano poi muove all’attacco dei territori del conte Ildebrandino degli Aldobrandeschi, nella zona di Grosseto. Ma poi l’accorrere di 150 cavalieri pisani ristabilisce l’equilibrio, e a questo punto Cristiano di Magonza lascia il campo e va in Lazio. Ne’ le abilita’ diplomatiche ne’ quelle militari ha permesso al legato imperiale di aver ragioni delle intricate rivalita’ dei comuni italiani. Le citta’ della Toscana stanno per avere una enorme crescita demografica e culturale che non permette alle forze imperiali di Cristiano di Magonza di fare la differenza.

fine 1171

fine 1171

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Cristiano di Magonza (successore di Rainaldo di Dassel al fianco di Federico), arriva a Genova, accolto in modo festante dalla popolazione. Cristiano deve ribadire i diritti imperiali sul Regno d’Italia. I rettori della Lega, ostili alla visita del legato imperiale, pongono un embargo a Genova, Per circa un semestre Genova vivra’ sull’orlo della carestia.

1171

1171

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Il curdo sunnita Saladino (nome con cui è noto agli europei – nome completo: Salah ad-Din Yusuf ibn Ayyub) unisce Egitto e Siria, ponendo fine alla dinastia sciita dei Fatimids.

1171

1171

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Mongolia. Yesugei, padre di Temujin (futuro Gengis Khan), viene invitato a cena dal capo del clan rivale e viene avvelenato. Temujin torna per assumere la guida del clan, ma la sua autorita’ non viene riconosciuta e il clan sbanda. Tocchera’ alla combattiva madre tentare di radunare i membri ancora fedeli.

1171

1171

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Costantinopoli. L’imperatore bizantino Manuele Comneno fa arrestare all’improvviso tutti i veneziani dell’Impero confiscandone gli averi. I veneziani sono alleati dei bizantini da diversi decenni, ma l’Impero dipende sempre piu’ dai veneziani che in anni recenti se ne fanno gioco.

1168

1168

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Anche Pavia e Como, due delle piu’ tenaci avversarie di Milano ed alleate dell’Impero, entrano anch’esse a far parte della Lega. Pavia rifiuta e deve essere piegata con le armi. Aiuti finanziari arrivano dall’Inghilterra, dato che il re Enrico II Plantageneto e’ ostile alle pretese imperiali di Federico, e dall’Imperatore d’Oriente, Manuele Comneno, che vuole ostacolare i piani di espansione del suo omologo occidentale.

9 Marzo 1168

9 Marzo 1168

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Brianbate, Piemonte orientale. Un forte esercito della Lega composto da Milano, Brescia, Lodi, Novara e Vercelli assale e conquista la citta’. La notizia della caduta di Brianbate raggiunge Federico gia’ in Val di Susa, sulla via del ritorno in Germania. Federico si lascia andare alla vendetta: prende uno degli ostaggi, il bresciano Zilio Prandi, e lo fa impiccare su un albero in Val di Susa. Ovviamente il risultato e’ che a loro volta i bresciani mettono a morte un gran numero di tedeschi prigionieri. Catturati a Brianbate. Federico rientra i Germania amareggiato. La campagna in Italia non e’ andata come sperava.

fine 1167 – inizio 1168

fine 1167 – inizio 1168

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Vede la luca la citta’ di Alessandria, intitolata ad Alessandro III. Federico e’ ancora in Italia, e questo e’ quindi un grosso affronto per lui. E questo e’ proprio l’intento di Milano che investe grosse risorse nella citta’ di Alessandria. La citta’ inoltre e’ su un crocevia di vie di comunicazione.

1167

1167

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Giuramento di Pontida fra i comuni italiani. Vi aderisce anche Modena. Federico Barbarossa si convince a tornare in Germania. Vi restera’ per ben sei anni.

1 Dicembre 1167

1 Dicembre 1167

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Giuramento di alleanza: nasce ufficialmente l’Associazione della Lombardia e della Marca Veronese, ossia quella che chiamiamo Lega Lombarda. Il trattato prevede che non le citta’ non cedano all’Impero piu’ di quanto era stato dato fino all’avvento di Federico (alla morte di Enrico V). Vi aderiscono inizialmente le lombarde Cremona, Brescia, Bergamo, Milano, Piacenza, Lodi, Parma, Mantova e le venete Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Treviso e Ferrara. In pochi mesi aderiscono anche Bologna, Como, Pavia, Asti e Alessandria. Genova non vuole invece cedere. La Lega diventa un’organizzazione politica oltre che militare.

10 Agosto 1167

10 Agosto 1167

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Anche Trezzo, alleata dell’Impero, cede alla Lega, dopo due mesi di assedio. I difensori ottengono salva la vita, ma devono abbandonare tutto cio’ che si trova nella fortezza. Ruino e i combattenti tedeschi e lombardi sono portati in carcere a Milano, e poi il castello viene completamente raso al suolo.

6 Agosto 1167

6 Agosto 1167

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Roma. La parte dell’esercito imperiale rimasta intatta si mette in marcia per la ritirata verso la Germania. Di tappa in tappa si lascia alle spalle una scia di ammalati e morti.

Agosto 1167

Agosto 1167

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La terribile estate romana sorprende l’esercito imperiale impreparato. Col caldo, le zanzare anofele che popolano le paludi pontine a Sud di Roma, si spostano verso la citta’ e portano il bacillo della malaria. I primi casi scoppiano il 2 Agosto. Dopo una settimana ci sono i primi morti fra i templari di Federico Barbarossa. L’elenco delle vittime nobili e’ impressionante: muoiono il duca Federico Rotherburg, il duca Guelfo il giovane di Baviera, Tebaldo, fratello di re Vladislao di Boemia, i conti di Sulzbach, di Halremonth e di Lipsia, il nobile Ludolf di Dassel, l’arcivescovo Daniele di Praga e i vescovi di Verdun, di Ratisbona, di Basilea e di Strasburgo, e anche il principale consigliere di Federico, Rainaldo di Dassel, arcivescovo di Colonia. Ben il 20% dell’esercito imperiale e’ colpito in modo letale: fra 2000 e 3000 morti. Il morale crolla. In molti collegano la malaria all’assalto federiciano alla Basilica di San Pietro, come punizione divina.

30 Luglio 1167

30 Luglio 1167

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Roma. Papa Pasquale III, che si trovava a Viterbo, viene precipitosamente richiamato a Roma da Federico Barbarossa, e insediato a San Pietro, antipapa in contrapposizione ad Alessandro III.

29 Luglio 1167

29 Luglio 1167

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Roma. L’esercito imperiale, dopo essere entrato dall’attuale Porta Angelica, saccheggia il quartiere del Vaticano, e poi attacca San Pietro, fortificata dai sostenitori di Alessandro III. I romani riescono per diversi giorni a respingere gli attacchi. Gli imperiali, esasperati, danno fuoco alla chiesetta di Santa Maria in Torre, di fianco a San Pietro. A questo punto in molti si arrendono, mentre Alessandro II e’ da tempo scappato oltretevere, sotto la protezione dei Frangipane. Poi papa Alessandro II si rifugiera’ presso la Torre Cartularia, una delle possenti fortezze cittadine private iperprotette dalle famiglie regnanti, perlopiu’ le rivali Frangipane e Pierleoni (fra cui vi era anche il Colosseo). Alessandro III riesce cosi’ a sfuggire alla furia dei cavalieri teutonici, che non sono in grado di assediare tali fortezze. Eccezionalmente in questa battaglia i Pierleoni sono al fianco dei Frangipane. Federico quindi si ritirera’ fuori porta, limitandosi a tenere l’assedio alla citta’. Alessandro III, riuscira’ pero’ ad uscire da Roma, camuffato da pellegrino.

29 Maggio 1167

29 Maggio 1167

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Tuscolo, Lazio. L’esercito imperiale di Federico Barbarossa e quello comunale di Roma si trovano faccia a faccia. I romani sono forti del numero e mettono inizialmente in difficolta’ gli imperiali, che pero’ hanno il sopravvento in un secondo tempo. La cavalleria romana sbanda e si ritira dandosi alla fuga. La vittoria imperiale e’ schiacciante: 2000 caduti, 3000 prigionieri fra i romani, ovvero circa un terzo delle forze impegnate. E’ un trionfo insperato per Federico, che vede aperta la strada per l’Urbe.

fine Maggio 1167

fine Maggio 1167

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I nomi dei capi politici milanesi compaiono per la prima volta nella nuova alleanza contro Federico. Ci sono anche Lodi e Piacenza. Consoli milanesi ex prigionieri dell’Impero, che hanno visto morire amici e colleghi, figurano nelle liste: Gerardo Cagapisto, Guidotto Porenzoni, Guido Confalonieri, Anselmo Mandelli, Alberto da Carate, Crotto da Gorgonzola, Squarciparte da Busnate, Guarnerio Grasso, Obizo Pagani, Lissa Lampugnani, Lanterio de Curte, Uberto da Landriano, Bertramo Scaccabarozzi, Guercia della Sala.

22 Maggio 1167

22 Maggio 1167

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Lodi si arrende ed accetta di entrare nella Lega, fatta salva la fedelta’ all’imperatore. Nonostante la citta’ sia stata piegata militarmente, riceve condizioni di resa eccellenti. I Milanesi danno cosi’ prova di moderazione, cedendo anche una porzione di territorio ai lodigiani e garantendo la non ingerenza negli affari interni di Lodi. Il successo e’ stato rapido e clamoroso, grazie alla sovrabbondanza di tecnici, falegnami, carpentieri e artigiani di ogni genere.

12 Maggio 1167

12 Maggio 1167

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Lodi. E’ il primo obiettivo della Lega Lombarda. Lodi e’ da sempre un fedele alleato dell’Impero. Dapprima i milanesi tentano di condurre Lodi nel campo antifedericiano, ma di fronte al loro fermo rifiuto, si schierano di fronte alla citta’ ed iniziano le operazioni belliche. Mentre Lodi viene pesantemente bombardata, le campagne attorno sono sistematicamente saccheggiate. I cremonesi costruiscono anche un ponte di barche sull’Adda in modo da bloccare il porto di Lodi e completarne l’isolamento.

27 Aprile 1167

27 Aprile 1167

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I profughi milanesi, vedono arrivare colonne di soldati con bandiere al vento. Si tratta dell’esercito di Bergamo, seguito da quello di Brescia e poi Cremona, per proteggere il ritorno dei cittadini nella Milano distrutta e abbandonata. Ne’ i pavesi ne’ le forze imperiali osano sfidare i comuni questa volta, e i milanesi possono costruire le fortificazioni campali.

4 Aprile 1167

4 Aprile 1167

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Giuramento di Pontida. Formale giuramento di pace e amicizia. Non e’ un atto indolore, siccome, per esempio, Milano deve concedere ai Cremonesi il sacrificio di Crema, che si impegnano a non ricostruire. Le ambizioni imperiali sul Nord Italia sono per il momento soffocate.

8 Marzo 1167

8 Marzo 1167

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I consoli di Bergamo, Cremona, Brescia e Mantova si giurano aiuto reciproco con un accordo senza precedenti destinato a durare cinquant’anni. Le assemblee generali delle singole citta’ lo ratificheranno solennemente col giuramento di tutti i cittadini adulti. L’alleanza ha come obiettivo non uscire dall’Impero, bensi’ rimanervi fedele prestandogli ogni servizio spettato fino a Re Corrado, ossia al 1152: tutte le decisioni successive, in particolare quelle di Federico come i patti di Roncaglia, non sono riconosciute valide.

Marzo – Aprile 1967

Marzo – Aprile 1967

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Contatti clandestini, trattative e accordi rivoluzionano la geografia politica dell’Italia settentrionale e creano il primo embrione di un’alleanza fra citta’ completamente nuova, sia per dimensioni sia per ambizione programmatica sia per i clamorosi risultati ottenuti alla fine. Stavolta ci sono anche Cremona e Bergamo, vecchie alleate dell’Impero ma ora esasperate da forti penalizzazioni. E poi Brescia e Mantova, e a seguire tante altre fra cui Lodi e Piacenza e poi Milano.

11 Gennaio 1167

11 Gennaio 1167

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Lodi e Pavia. L’esercito imperiale di Federico muove a Sud verso Roma. Federico crede di lasciarsi alle spalle una regione comunque domata e pacificata. Non sara’ proprio cosi’…

Novembre 1166

Novembre 1166

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L’imponente esercito imperiale muove giu’ dalle Alpi attraverso la Val Camonica, in modo da aggirare l’ostile Verona. L’attitudine nelle campagne e’ ostile e sono saccheggiate Bergamo e Brescia, alleate di Milano.

Ottobre 1166

Ottobre 1166

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Augsburg. Per la quarta volta Federico Barbarossa raduna le sue truppe per discendere in Italia alla testa di un imponente esercito attraverso il Brennero: 4000 soldati piu’ 1500 mercenari brabanzoni, gli scudieri e gli altri ausiliari, per un totale attorno ai 10 mila combattenti. L’impressione e’ che dopotutto le citta’ dell’Italia settentrionale, seppur a fatica, sono gia’ state piegate, I veneti ribelli non sembrano una vera minaccia, e le favolose ricchezze dell’Italia meridionale (l’unica terra d’Occidente dove circolano ancora monete d’oro) sembrano a portata di mano.

7 Maggio 1166

7 Maggio 1166

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Sicilia. Colto da un improvviso e violento attacco di dissenteria, muore Guglielmo I di Sicilia a soli 46 anni. Il regno passa nelle mani della vedova, Margherita, reggente per il giovane Guglielmo II. Questa debolezza attirera’ le mira di Federico Barbarossa che intravede una facile preda. Ma non andra’ come da lui sperato…

1165

1165

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Otranto. Il presbyter Pantaleone concepisce il mosaico “L’albero del male”, che viene posato nella cattedrale, con 600 mila tessere di fine mosaico. Tale raffigurazione, con scene di esseri mostruosi e martoriata umanita’, nel Luglio 1480, sembrera’ diventare realta’ ai paesani, con l’arrivo della flotta ottomana.

20 Aprile 1164

20 Aprile 1164

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Muore l’anti papa Vittore IV. Rainaldo da Dassel, senza neppure consultare Federico, fa eleggere immediatamente un nuovo anti papa: Pasquale III. Il bellicoso cancelliere vuole frenare ogni tentativo di pacificazione con Roma. Anche dopo la distruzione di Milano, per l’Imperatore, districarsi e tenere sotto controllo il labirinto di rivalita’ cittadine italiane e’ un’impresa ardua.

1164

1164

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Il malcontento civico e pressioni diplomatiche veneziane e bizantine, portano Vicenza e Padova ad una clamorosa presa di posizione, che si uniscono a Venezia in un patto giurato per opporsi all’Impero. Federico, dal canto suo, cerca di arginare le citta’ in rivolta concedendo importanti privilegi, e assicurandole cosi’ dalla propria parte, Ferrara, Mantova e Treviso.

1164

1164

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Bologna. Nuovi tumulti contro l’impero portano all’uccisione del vicario imperiale Bezo che faceva le veci del podesta’ su mandato di Federico Barbarossa. Seguira’ la sua sostituzione con Guido di Canossa e una seconda sottomissione della citta’.

1162

1162

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Anno del cavallo. Temujin (poi meglio conosciuto come Gengis Khan) nasce in Mongolia; tiene chiuso nel pugno un grumo di sangue, la tradizione mongola attribuisce a questo un segno che diventera’ un grande guerriero

26 Marzo 1162

26 Marzo 1162

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Milano. La citta’ viene sistematicamente distrutta, rasa al suolo, con l’eccezione delle chiese. Distruggere la piu’ grande metropoli dell’Occidente non e’ impresa semplice. Viene usato il fuoco, ma anche cosi’ occorrono ben 8 giorni per ottenere risultanti evidenti. Infine Federico cerca tenacemente di impedire la ricostruzione della citta’.

6 Marzo 1162

6 Marzo 1162

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Lodi. Giunge anche il popolo della citta’ milanese rappresentato da un migliaio di uomini coi 94 (o 100) vessilli. Infine il carroccio viene fatto inchinare di fronte all’Imperatore. Infine Federico chiede la consegna di 400 ostaggi.

4 Marzo 1162

4 Marzo 1162

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Lodi. 300 cavalieri eletti che chiedono perdono e baciano il piede dell’Imperatore. Fra di loro vi e’ anche mastro Guintelmo, che consegna al sovrano le chiavi della citta’.

1 Marzo 1162

1 Marzo 1162

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Federico impone a Milano una cerimonia di resa lunga e umiliante. I consoli in carica si presentano a Lodi a capo scoperto cedendogli le proprie spade. Tre giorni dopo e’ il turno di 300 cavalieri eletti che chiedono perdono e baciano il piede dell’Imperatore. Fra di loro vi e’ anche mastro Guintelmo, che consegna al sovrano le chiavi della citta’. Alla fine il 6 Marzo giunge anche il popolo della citta’ rappresentato da un migliaio di uomini coi 94 (o 100) vessilli. Infine il carroccio viene fatto inchinare di fronte all’Imperatore. Infine Federico chiede la consegna di 400 ostaggi. Ma non e’ finita. Il 19 Marzo viene comandato a tutta la popolazione di lasciare la citta’ entro 8 giorni. Il 26 la citta’ viene sistematicamente distrutta, rasa al suolo, con l’eccezione delle chiese. Distruggere la piu’ grande metropoli dell’Occidente non e’ impresa semplice. Viene usato il fuoco, ma anche cosi’ occorrono ben 8 giorni per ottenere risultanti evidenti. Infine Federico cerca tenacemente di impedire la ricostruzione della citta’.

1161

1161

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Bologna. Tumulti contro l’impero portano Federico a marciare sulla citta’ per poi distruggerne le mura. Impone poi il giurista Bezo come podesta’. Bezo sara’ poi ucciso durante la successiva sollevazione popolare del 1164.

1161 – 1164

1161 – 1164

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L’inviato imperiale il cancelliere Rainaldo di Dassel ricopre la carica di Legato Generale, che fa le veci del sovrano. Al suo fianco vi e’ il vescovo Ermanno di Verdun, Vicario Imperiale con compiti giudiziari. Federico Barbarossa vuole cosi’ tenere uno stretto controllo sull’Italia Settentrionale.

25 Giugno 1161

25 Giugno 1161

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Castello Corno Vecchio. Federico Barbarossa prende il castello, e fa amputare la mano a tutti I cittadini di Milano che lo hanno difeso, e poi li getta in carcere. La stessa mutilazione viene inflitta a tutti coloro che tentano di portare i raccolti in citta’. Sei prigionieri milanesi sono accecati e rimandati in citta’ guidati da un settimo cavaliere accecato da un solo occhio. Il fine terroristico dell’operazione e’ evidente.

29 Maggio 1161

29 Maggio 1161

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Federico Barbarossa, memore della brutta esperienza italiana dell’anno prima, non ha nessuna intenzione di intraprendere un altro lungo assedio di Milano. Stavolta decide di sistematicamente devastare le campagne milanesi nel periodo dei raccolti. E’ la stessa strategia messa in campo 3 anni prima ma su scala molto maggiore e organizzata. Viene inoltre usato il terrore con raid periodici nelle campagne per sottomettere la popolazione.

9 Agosto 1160

9 Agosto 1160

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Carcano, Brianza. I milanesi allestiscono un carroccio e muovono all’attacco. La battaglia si svolge su un fronte di un chilometro. Federico e’ probabilmente colto di sorpresa siccome gli uomini usciti dal carroccio riescono quasi a raggiungere l’accampamento imperiale. Lo scontro diventa una mischia furiosa. Sul lato opposto intanto la carica della cavalleria milanese spazza via il contingente novarese e monferrino. Milanesi e bresciani trionfano: 2000 imperiali ripiegano sbandati. Un improvviso temporale estivo interrompe le ostilita’. Ma i milanesi riprendono in fretta l’iniziativa e piombano sull’accampamento imperiale rimasto sguarnito, liberano decine di prigionieri e lo saccheggiano. Con Federico rimangono poche centinaia di uomini e vive brutti momenti. Lo Svevo si sgancia dal combattimento e si ritira a Como. I milanesi scoprono cosi’ di essere in grado di affrontare la cavalleria imperiale in campo aperto, grazie ad azioni ben coordinate.

Agosto 1160

Agosto 1160

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Carcano, Brianza. Un’operazione milanese troppo avventata, pone gli ambrosiani scoperti in campo aperto. Federico decide di approfittarne. L’esercito imperiale si ingrossa nella marcia e raggiunge oltre 5000 combattenti, composto da 1000 cavalieri e il resto fanti. Le forze milanesi (a cui si aggiungono anche 400 militi di Brescia e Piacenza) sono equivalenti ma molto inferiori in numero di cavalieri.

Maggio 1160

Maggio 1160

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Federico e il suo esercito di alcune migliaia di cavalieri teutonici danno alle fiamme e distruggono le campagne milanesi, per togliere i rifornimenti a Milano. Ma i milanesi, grazie all’ingegno di mastro Guintelmo, producono un centinaio di carri corazzati, di forma triangolare, con sui fianchi montate lame di falce. L’operazione ha un pieno successo: Federico abbandona il campo, ritirandosi a Pavia.

Febbraio 1160

Febbraio 1160

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Sinodo di Pavia. Rainaldo di Dassel, inviato di Federico, dichiara decaduto Alessandro, e sancisce papa Vittore. Ben pochi pero’ riconoscono Vittore papa, e l’imperatore si trova in una situazione veramente difficile.

27 Gennaio 1160

27 Gennaio 1160

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Assedio di Crema. Dopo che gli abitanti hanno lasciato indenni le proprie abitazioni, la citta’ viene distrutta dalle fondamenta e spopolata. Federico canta vittoria, ma la lunga e imprevista resistenza di Crema, piccola cittadina italiana, di fronte all’immenso esercito imperiale, lo mette in difficolta’ e provoca non pochi pensieri.

21 Gennaio 1160

21 Gennaio 1160

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Assedio di Crema. Il “gatto” dei cremonesi viene incendiato dagli stessi costruttori per poter mettere al suo posto una nuova torre di assedio. Corrado di Baviera e i suoi provano ad entrare nelle mura traversando il ponte di Marchisio. Ma questo non deve sembrare troppo rassicurante, dato che in molti non lo seguono. Un portabandiera cade dal ponte e viene catturato. Altri rimangono appesi e vengono tirati all’interno delle mura con rampini, e fatti prigionieri. Corrado e I suoi si tolgono le armature e si gettano nel fossato. La vittoria permette ai cremaschi di intavolare una trattativa da posizioni meno sfavorevoli. Gli abitanti ottengono il permesso di lasciare indenni le proprie abitazioni.

6 Gennaio 1160

6 Gennaio 1160

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Assedio di Crema. I cremonesi, alleati degli imperiali assedianti, costruiscono una nuova macchina da guerra, in grado di scagliare proiettili incendiari, costituiti da botti piene di resina, pece, zolfo, olio e strutto. Il “gatto” viene pesantemente bombardato, ma gli assedianti riescono a spegnere le fiamme e riparare i danni. Fra i cremaschi il morale e’ a terra, e un ingegnere capo, tale Marchisio, lascia la citta’ passando all’avversario, permettendo agli assedianti di costruire un ponte per scalare le mura.