Alessandria. I mangani imperiali iniziano a battere le difese della citta’. I pavesi completano un tunnel che permette ai teutonici di sbucare in forze dentro al perimetro cittadino. Il morale dei difensori pero’ non crolla. Gli alessandrini si battono e i teutonici si trovano ad affrontare l’intera popolazione urbana, oltre all’esercito della Lega. Dalle finestre e dai tetti piovono sassi e dardi, e’ notte fonda e gli attaccanti non conoscono il terreno. Poi improvvisamente il tunnel crolla e seppellisce almeno 200 cavalieri teutonici condannandoli ad una atroce morte. I tedeschi gia’ entrati sono ora isolati e si arrendono. I comandanti alessandrini approfittano della confusione, per attaccare con decisione una grossa torre di assedio, dandole fuoco. Mentre il grosso edificio crolla, travolge militi teutonici e balestrieri genovesi, e le forze alessandrine tornano al riparo della citta’ con centinaia di prigionieri. All’alba di Pasqua la disfatta imperiale e’ evidente a tutti. E’ una delle peggiori disfatte dell’esercito di Federico, che ora deve evitare di essere preso a tenaglia fra le forze alessandrine e quelle della Lega.



