25 Marzo 1849

25 Marzo 1849

in Tags

Il nuovo sovrano piemontese, Vittorio Emanuele II, incontra Radetzky in una cascina a Vignale, a Nord di Novara, e prende gli accordi per la fine della guerra. Vittorio Emanuele fara’ in seguito dei passi indietro ma il Regno di Sardegna non diventera’ mai come gli altri stati della penisola, restando un punto di riferimento per tutti i liberali e i democratici d’Italia.

23 Marzo 1849

23 Marzo 1849

in Tags

Al termine della Battaglia di Novara, vedendo l’esercito sconfitto, il Re Carlo Alberto si getta nella mischia per cercare la morte, ma non la trova. Si ritira quindi a palazzo Bellini da dove manda un messo al generale austriaco per chiedere un armistizio. Le condizioni poste sono durissime e, nella speranza che il suo Piemonte ottenga condizioni meno severe, la sera stessa Carlo Alberto abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele e lascia l’Italia verso l’esilio di Oporto in Portogallo scegliendo per sé il semplice titolo di Conte di Barge. Morira’ pochi mesi dopo.

31 Marzo 1849

31 Marzo 1849

in Tags

Brescia. La battaglia volge alla fine. Gli austriaci al comando del maresciallo Haynau, la iena di Brescia, arrivano a 5000. A sera gli austriaci sfondano ed entrano in citta’. Per tre giorni le porte della citta’ verranno tenute chiuse e l’abitato saccheggiato senza riserve. Un decennio dopo, Brescia sara’ una delle citta’ che dara’ piu’ volontari all’impresa di Garibaldi in Sicilia.

24 Marzo 1849

24 Marzo 1849

in Tags

Brescia. Secondo giorno della rivolta: viene dato l’assalto all’ospedale militare e requisite armi e provviste. Si mette in luce la figura di Tito Speri per intelligenza e coraggio.

23 Marzo 1849

23 Marzo 1849

in Tags

Brescia. All’arrivo degli emissari austriaci per riscuotere la rata della multa per il ritrovamento di armi in citta’, la popolazione insorge e in poche ore l’intero abitato cade in mano della Guardia Civica e gli austriaci si ritirano nel castello. Dalla fortezza per dieci giorni cannoneggiano la citta’ e sparano coi cecchini sulla popolazione. Si va verso lo scontro aperto.

23 Marzo 1849

23 Marzo 1849

in Tags

Battaglia di Novara. Si affrontano l’esercito piemontese rinforzato con reparti modenesi, lombardi, polacchi, ungheresi, contro l’esercito austriaco. La battaglia, pur rappresentando una sconfitta dolorosa per il Regno sardo-piemontese e per gli ideali di unità e libertà d’Italia, segna il momento fondamentale di svolta nel Risorgimento: dalla fase degli slanci eroici ma senza programmazione e coordinamento, alla fase della preparazione metodica – economica, politica e diplomatica – che portera’ in un decennio al coronamento degli obiettivi. La sconfitta di Novara avra’ il merito di insegnare agli Italiani che per sconfiggere l’Impero asburgico e’ necessario conseguire 4 obiettivi: 1) riorganizzare su basi più solide le forze armate; 2) sviluppare e rafforzare l’economia; 3) ottenere il favore diplomatico delle grandi potenze europee; 4) assicurarsi l’appoggio di un forte alleato militare. Proprio questi punti costituiranno il programma politico di Cavour, che in capo a soli 10 anni riuscira’ – con l’aiuto della Francia di Napoleone III e l’iniziativa di Garibaldi – ad unificare l’Italia.

18 Marzo 1849

18 Marzo 1849

in Tags

Lombardia. Radetzky passa il Ticino, coglie di sorpresa i piemontesi che pianificavano una marcia trionfale attraverso la Lombardia, e ne sbaraglia la strategia.

8 Febbraio 1849

8 Febbraio 1849

in Tags

Roma. Ex Stato Pontificio. Viene proclamata la Repubblica Romana. La Costituzione della Repubblica Romana e’ la sola, fra quelle nate nel 1848-49 a non fare del cattolicesimo la religione di stato.

24 Novembre 1848

24 Novembre 1848

in Tags

Roma. Papa Pio IX si convince che e’ meglio abbandonare San Pietro, dopo che alcuni esaltati assassinano il primo ministro Pellegrino Rossi. Il Papa lascia l’urbe travestito per andare a Gaeta sotto la protezione dei Borbone di Napoli. Roma verra’ presto proclamata Repubblica.

Novembre 1848

Novembre 1848

in Tags

In tutto l’Impero Francese nel mondo viene introdotto il suffragio universale maschile. Nelle colonie i bianchi rappresentano appena l’1% dell’elettorato. Il Senegal invia il primo uomo di colore all’Assemblea Nazionale Francese.

7 Settembre 1848

7 Settembre 1848

in Tags

Messina, semidistrutte e in gran parte incendiata, si arrende ai borbonici dopo 5 giorni di battaglia feroce. Sono circa due o tre mila i caduti fra gli aggressori e anche fra i difensori. Tanti messinesi fuggono verso l’interno dell’isola mentre gli ultimi camiciotti sopravvissuti preferiscono buttarsi in un pozzo piuttosto che arrendersi.

6 Settembre 1848

6 Settembre 1848

in Tags

Messina. I borbonici ritentano lo sbarco, stavolta piu’ a sud, a Contessa (oggi Contesse). Davanti alle spiagge ci sono le navi Stromboli e Nettuno che trainano 8 barche cannoniere e 12 scafi che trasportano artiglierie. I cannoni spazzano le spiagge e poi da altri 20 barconi sbarcano i soldati. Per i bombardamenti Ferdinando II verra’ soprannominato Re Bomba.

3 Settembre 1848

3 Settembre 1848

in Tags

Messina. Inizia l’assalto borbonico alla citta’. Cacciatori e svizzeri sbarcano a sud della citta’, dove le difese sono meno presenti. Popolani e camiciotti resistono con una feroce battaglia casa per casa. Si parla di crudelta’: fra i 60 e i 200 svizzeri fatti prigionieri sono fatti a pezzi. La relazione borbonica parla di brani di carne, braccia e gambe arrostiti e poi venduti per strada come “rotoli di carne napoletana”. Gli attaccanti devono ritirarsi e la citta’ esulta. Ma per poco.

31 Agosto 1848

31 Agosto 1848

in Tags

Vienna. L’esautorato Ferdinando (principi e generali gli hanno imposto di abdicare a favore del nipote Francesco Giuseppe) presiede il Festival per la Gran Vittoria. “In onore dei nostri coraggiosi soldati in Italia” viene eseguita la marcia composta da Johan Strauss in omaggio a Radetzky. E’ stata composta su un motivo molto in voga al tempo e cantato dai soldati austriaci di ritorno da Milano: Alter Tanz aus Wien.

7 Agosto 1848

7 Agosto 1848

in Tags

Radetzky riconquista la Lombardia. Nell’autunno successivo firmera’ un provvedimento in cui obblighera’ le classi piu’ abbienti a pagare i danni. Il 1848 e’ l’anno nero del Risorgimento Italiano, ma anche l’anno in cui viene gettato il seme della riscossa e del disegno unitario.

6 Agosto 1848

6 Agosto 1848

in Tags

Milano assiste attonita al rientro di Radetzky. In centomila prendono la via dell’esilio, fra cui Cattaneo, che ha gioito per la disfatta di Custoza, convinto che ci fosse spazio per una guerra solitaria di Milano. In molti fuggono a Torino, fra cui Sottocorno, eroe delle Cinque Giornate di Milano, che deve cosi’ rinunciare alla pensione di 365 lire l’anno assegnatali dal governo provvisorio A Torino riprendera’ l’antico mestiere di ciabattino, ignorato da tutti. Si spostera’ poi a Genova, convinto che il clima marino gli dia sollievo alla tisi polmonare. Morira’ proprio a Genova nel 1857.

4 Agosto 1848

4 Agosto 1848

in Tags

Milano. A sera il piemontese Re Carlo Alberto decide di chiedere l’armistizio all’Impero Austriaco. Quando esce sul balcone per parlare alla folla, qualcuno gli spara un colpo di fucile. Non lo colpisce e la pallottola si pianta nel soffitto della stanza, ma la cosa desta una enorme impressione (sparare a un Re non e’ cosa normale…)

Agosto 1848

Agosto 1848

in Tags

Dopo il disastro di Custoza il governo piemontese decide finalmente di dare credito ad un comandante di guerriglieri e corsari appena giunto dal Sud America: Giuseppe Garibaldi. Ha ordine di agire, con un drappello di volontari, sulle PreAlpi bergamasche. Conduce una incessante guerriglia, e alla fine, oppresso dalla superiorita’ austriaca, riesce a riportare in Piemonte gli ultimi 60 uomini rimasti al suo fianco.

27 Luglio 1848

27 Luglio 1848

in Tags

Inizia la ritirata dell’esercito piemontese attraverso la Lombardia. Una delle pagine piu’ nere della storia d’Italia. Una serie di errori conducono ad una ritirata precipitosa che poteva invece rendere la vita difficile agli austriaci che avevano lo svantaggio di un territorio ostile.

23 Luglio 1848

23 Luglio 1848

in Tags

Sona e Sommacampagna, tra Verona e Peschiera. Gli austriaci attaccano i piemontesi con grandissima superiorita’: 60 battaglioni con 183 cannoni contro 20 battaglioni con 20 cannoni. La divisione sarda deve abbandonare la posizione che aveva occupato per 3 mesi e ritirarsi a Cavalcaselle, presso Peschiera.

22 – 25 Luglio 1848

22 – 25 Luglio 1848

in Tags

Battaglia di Custoza. Prima Guerra di Indipendenza italiana, tra le truppe del Piemonte, guidate da Carlo Alberto di Savoia, e quelle dell’Impero Austriaco, comandate da Josef Radetzky. I due eserciti si scontrarono a Custoza, nei pressi di Verona, per il controllo delle pianure del Veneto. Dopo la vittoria di Goito e la conquista di Peschiera per l’esercito piemontese si aprono le via del Quadrilatero. Tuttavia per quasi due mesi la lentezza e l’irresolutezza dei comandi piemontesi hanno fatto perdere il vantaggio acquisito. Le truppe austriache vincono la battaglia, e i piemontesi sono costretti alla ritirata.

Estate 1849

Estate 1849

in Tags

Thomas Alva Edison ha solo 2 anni e sono i suoi primi ricordi: gattona per raggiungere un dollaro d’argento lanciato da un corteggiatore di sua sorella Marion. Passa una carovana di carri coperti diretti a Ovest. Su uno di quei carri c’è lo zio Snow Edison, che segue la corsa all’oro nel grande Ovest americano.

22 Luglio 1848

22 Luglio 1848

in Tags

Rivoli, subito a Sud del Lago di Garda. Prime schermaglie fra piemontesi ed austriaci nella cosiddetta Battaglia di Custoza. Si tratta degli austriaci scesi dal Trentino e dei piemontesi di De Sonnaz che resistono senza difficolta’. Ma il grosso dell’attacco deve ancora arrivare…

10 Giugno 1848

10 Giugno 1848

in Tags

Vicenza. Terzo e decisivo assalto austriaco alla citta’. E’ guidato personalmente da Radetzky con 30 mila uomini e 124 cannoni. La difesa, guidata dal pontificio Giovanni Durando e’ ostinata ovunque, ma la pressione degli austriaci e’ insopportabile. I difensori tentano un contrattacco con Massimo d’Azeglio e il colonnello Enrico Cialdini. La mossa non ha successo e Cialdini rimane ferito gravemente.

Giugno – Agosto 1848

Giugno – Agosto 1848

in Tags

Durante la Prima Guerra d’Indipendenza, Giuseppe Garibaldi guida un gruppo di volontari nella zona di Varese, con successo contro gli austriaci. Con un breve discorso chiama il popolo alle armi. Inizia con: “Non con le grida e gli applausi si combattono i nemici, ma coll’armi e col sangue…”

inizio Giugno 1848

inizio Giugno 1848

in Tags

Italia Nord Orientale. Gli austriaci controllano solo tre delle quattro citta’ del Quadrilatero fortificato, avendo appena perso Peschiera; la Lombardia e’ in mano ai piemontesi, i volontari veneti sono a nord dell’Adige e l’Esercito Pontificio ha passato Vicenza, Treviso e Venezia arrivando in vista del Piave. Infine Vienna e’ insorta e sfuggita al controllo dell’esercito imperiale.

Maggio – Luglio 1860

Maggio – Luglio 1860

in Tags

Mentre e’ in corso la guerra del Piemonte contro l’Austria, i moderati di Milano, Venezia, Parma, Modena decidono di fondersi col Piemonte. Ma la sconfitta di Custoza indurra’ presto Carlo Alberto a lasciare precipitosamente Milano e fare la pace con l’Austria.

Primavera 1848

Primavera 1848

in Tags

In Italia agiscono 350 reparti di volontari. I piu’ famosi quelli (circa 3000) di Luciano Manara, l’eroe di Porta Tosa, alla fine delle Cinque Giornate di Milano, ma anche gli animosi Crociati Veneti (circa 2000), i volontari toscani, perlopiu’ studenti universitari. Ma ci sono anche gruppi con intenti piu’ loschi e meno idealisti come la Banda di Bois Gilbert e la Banda di Anfossi.

30 Maggio 1848

30 Maggio 1848

in Tags

Battaglia di Goito. Gli austriaci di Radetzky ripiegano dopo 3 ore di intensi combattimenti e lasciano sul campo 68 morti e 331 feriti contro 43 morti e 253 feriti piemontesi.

29 Maggio 1848

29 Maggio 1848

in Tags

Ore 16:00. Curtatone. Dopo 6 ore di combattimenti con gli austriaci, il comandante toscano De Laugier ordina il ripiegamento. A Montanara solo la meta’ dei difensori riesce ad evitare la cattura. Alla fine della giornata gli italiani soffrono 166 morti, 518 feriti e 1178 prigionieri, quasi tutti a Montanara. Ma il sacrificio non e’ stato inutile: l’avanzata asutriaca e’ temporaneamente fermata. Arrivano i piemontesi che si assestano a Goito.

29 Maggio 1848

29 Maggio 1848

in Tags

Ore 10:00. Curtatone e Montanara. Le truppe austriache di Radetzky composte da 43 battaglioni di fanteria, 54 squadroni di cavalleria e 151 cannoni, divise in tre colonne, aprono il fuoco sul battaglione di studenti universitari e sui napoletani. La resistenza e’ accanita e inaspettata.

28 Maggio 1848

28 Maggio 1848

in Tags

L’ammiraglio Raffaele De Cosa, a capo della flotta napoletana che sostiene il Generale Pepe nel Nord dell’Adriatico, viene richiamato da Ferdinando II per combattere contro l’insurrezione in Sicilia. De Cosa, fedele agli ideali della guerra contro gli austriaci, chiede di essere destituito e si ritira a vita privata.

27 Maggio 1848

27 Maggio 1848

in Tags

Verona. Radetzky tenta di forzare l’assedio e fa uscire verso Mantova una forza imponente: 43 battaglioni di fanteria, 54 squadroni di cavalleria e 151 cannoni. Punta su cio’ che considera il punto debole dello schieramento piemontese: Curtatone e Montanara, tenuti da un battaglione di studenti universitari e da uno di napoletani borbonici.

27 Maggio 1848

27 Maggio 1848

in Tags

Monti del Cadore. I montanari volontari guidati da Pier Fortunato Calvi, armati di carabine rigate, tipiche dei cacciatori, sono affiancati dai cittadini che hanno formato una sorta di guardia civica, attuando azioni come fare cadere vede e proprie frane di pietre contro gli austriaci. Il 27 Maggio riescono addirittura a respingere un attacco in forze da parte di 8000 austriaci che sono armati anche di 9 cannoni. Ma senza rinforzi e supporto logistico sono destinati a soccombere.

1848

1848

in Tags

Il Maresciallo Radetzky, 81 anni, fa la differenza nella Prima Guerra di Indipendenza, salvando gli austriaci dal disastro e riportando l’esito della guerra a favore dell’Impero. Non e’ un genio e nemmeno un grande stratega, ma un abile artigiano che conosce cosa serve e cosa e’ superfluo in guerra. Le esercitazioni erano il suo chiodo fisso, con simulazioni di scontri e combattimenti. Un uomo di aspetto severo ma non altezzoso, che ispira fiducia nei suoi ufficiali.

14 Maggio 1848

14 Maggio 1848

in Tags

Napoli. Una folla si raduna per protestare contro la volonta’ del sovrano Federico II di cancellare le concessioni democratiche. Il re fa intervenire l’esercito col supporto del popolino, i cosiddetti lazzaroni, da sempre ostili alla borghesia e agli intellettuali e fedeli al sovrano. Finisce in un bagno di sangue. Di conseguenza Federico II fa ritirare l’esercito assestato subito a sud del Po in Romagna, pronto ad intervenire contro gli austriaci. Si tratta dell’esercito meglio preparato fra quelli in campo da parte italiana, e cio’ quindi costituisce un grave colpo per le sorti della Prima Guerra di Indipendenza.

9 Maggio 1848

9 Maggio 1848

in Tags

Veneto. L’esercito pontificio (10 mila uomini) guidato da Giovanni Durando, un ex esule piemontese, raggiunge posizioni avanzate nel Nord del Veneto austriaco. Ci sono anche 7000 volontari laziali guidati dal fervente repubblicano Andrea Ferrari. Questi ultimi sono impegnati in battaglia il 9 Maggio dagli austriaci, senza che Durando intervenga. Dopo 12 ore di resistenza devono cedere e la battaglia e’ persa. Questo permette agli austriaci di portare rinforzi al Quadtrilatero e rompere l’assedio.

30 Aprile 1848

30 Aprile 1848

in Tags

Pastrengo, alle spalle di Peschiera. 8000 austriaci sono attaccati da 14000 piemontesi e sono sconfitti ritirandosi al di la’ dell’Adige. I piemontesi festeggiano una vittoria brillante ma si tratta in realta’ di una occasione perduta. Famosa e’ la carica di 240 cavalieri sui cavalli da guerra. I morti piemontesi sono 15 e 90 i feriti, fra gli austriaci 23 i caduti e 140 i feriti e quasi 400 i prigionieri.

20 Aprile 1848

20 Aprile 1848

in Tags

Alfred Wallace e Henry Bates, ispirati dal libro di Darwin Viaggio di un naturalista attorno al mondo, partono per una spedizione in Amazzonia facendosi finanziare con la raccolta di esemplari rari di insetti e farfalle da vendere ai collezionisti

11 Aprile 1848

11 Aprile 1848

in Tags

Castelnuovo sul Mincio. La rabbia austriaca si rivolge verso la popolazione locale colpevole di aver accolto con entusiasmo i volontari accorpati all’Esercito Piemontese e massacrano 113 persone bombardando il paesino.

9 Aprile 1848

9 Aprile 1848

in Tags

I piemontesi decidono di inviare 200 volontari in esplorazione al di la’ del Mincio, in territorio austriaco. Questi fanno di piu’ del ruolo loro assegnato e conquistano una polveriera austriaca con 500 barili di polvere da sparo a Castelnuovo. Ma poi senza supporto piemontese devono ripiegare. La rabbia austriaca si rivolgera’ verso la popolazione locale colpevole di aver accolto con entusiasmo i volontari e massacreranno 113 persone bombardando il paesino.

9 Aprile 1848

9 Aprile 1848

in Tags

Le truppe piemontesi arrivano (finalmente) a tiro degli austriaci, con uno scontro al ponte di Goito. Hanno il battesimo del fuoco i Bersaglieri con il loro fondatore e comandante Alessandro La Marmora che rimane ferito gravemente.

8 Aprile 1848

8 Aprile 1848

in Tags

Veneto. Tra Montebello e Sorio, i Crociati Veneti, una massa confusa di volontari armati nei modi piu’ svariati, si scontrano con 3000 austriaci usciti da Verona. I volontari si battono con coraggio, ma essendo del tutto inadeguati allo scontro in campo aperto, subiscono una durissima sconfitta. Alla fine il Friuli tornera’ in mani austriache.

8 Aprile 1848

8 Aprile 1848

in Tags

Vienna. Il Wiener finalmente, senza commento o rossori, pubblica il rapporto integrale di radetzky sulla disfatta di Milano. Negli stessi giorni, un piccolo quotidiano, il Gegenwart, pubblica le lettere del corrispondente da Milano con la cronaca fedele della rivolta trionfante, e delle violenze perpetrate dagli austriaci. Seguiranno il Studenten-Kurier che chiede di concedere l’indipendenza al lombardo-veneto, e poi il Wiener-Sonntagsblatter che descrive la fuga precipitosa austriaca e le miserevoli condizioni dell’esercito.

1 Aprile 1848

1 Aprile 1848

in Tags

Vienna. Il Wiener tiene duro, nonostante l’evidenza e asserisce che manca la conferma del governo sulla presunta sconfitta di Radetzky. Riporta anche numerose voci sul generale: che sia morto sul campo di battaglia, o che abbia perso entrambe le gambe, o che sia stato ferito e rinchiuso in gabbia dopo aver salvato in extremis i soldati. Il Wiener pubblichera’ parte della verita’, senza particolare rilievo, solo il 8 Aprile, due settimane dopo la perdita di Milano.

28 Marzo 1848

28 Marzo 1848

in Tags

Vienna. Il Wiener: “Milano si e’ arresa a discrezione di Radetzky ed e’ pronta a pagare 12 milioni” (42milioni EUR). Ma l’Allemagne Zeitung di Augusta svela che Radetzky e’ in realta’ stato battuto.

23 Marzo 1848

23 Marzo 1848

in Tags

Vienna. I viennesi apprendono dalla Wiener Zeitung, il quotidiano piu’ importante, che a Milano sono accaduti piccoli scontri attribuiti a malintesi. Col governo nel caos, e’ il comando militare ad imporre la censura.

23 Marzo 1848

23 Marzo 1848

in Tags

Venezia. Il governatore militare austriaco, Ferdinand Zichy, firma la capitolazione nonostante i suoi soldati controllino ancora i forti. Dopo la capitolazione di Como, Bergamo, Sondrio, Brescia, soltanto Mantova e Verona rimangono ancora sotto il tacco dell’Impero.

23 Marzo 1848

23 Marzo 1848

in Tags

Milano. Sala degli Scarlioni. Il capitano austriaco Antonio Gnoato firma, per conto di Radetzky, la capitolazione della fortezza. Non batte ciglio anche nel leggere il seguente capoverso: “I progionieri politici, vittime della caduta tirannide, saranno immediatamente messi in liberta’, particolarmente quelli che vennero imprigionati a causa degli ultimi avvenimenti che miravano alla gloriosa meta di liberare la patria dallo straniero”. Tra i testimoni vi e’ anche Cattaneo, che per l’occasione, ha cinto in vita la spada di Radetzky.

23 Marzo 1848

23 Marzo 1848

in Tags

Ore 13:00. Le truppe austriache in ritirata da Milano, raggiungono Melegnano. La marcia e’ stata lentissima: 14Km in 14h. La ritirata di Radetzky sorprende i milanesi. La voglia di festa prevale su ogni desiderio di rivalsa. Dalle porte aperte della citta’ sciamano dentro migliaia di volontari accorsi dalle campagne. E inizia il triste conto delle vittime…

23 Marzo 1848

23 Marzo 1848

in Tags

Carlo Alberto, Re del Regno di Piemonte lo stesso giorno della dichiarazione di guerra all’Austria, adotta il tricolore. Un articolo di Cavour ne sottolinea il significato, forse oltre le intenzioni del Re: “Una sola via e’ aperta per la nazione, pel governo, pel re. La guerra! La guerra immediata, senza indugi!”

23 Marzo 1848

23 Marzo 1848

in Tags

Torino. L’impavido Martini giunge in citta, con le lettere firmate da Cattaneo e l’altra da Manzoni fra gli altri illustri milanesi. Carlo Alberto ha appena sciolto il consiglio dei ministri. Era la sua prima riunione, ma il re, con scarso ossequio alla fresca costituzione, sancisce che decide lui e decide per la guerra. A convincere il “re tentenna” e’ soprattutto sono la piazza e un articolo a firma Camillo Benso di Cavour, che afferma che e’ giunta l’ora suprema per la monarchia sabauda. In realta’ il re non ha niente di pronto e l’esercito e’ in lento trasferimento dalla frontiera francese. Cerca solo una scusa per aprire le ostilita’. Indro Montanelli piu’ di un secolo dopo chiosera’: “Quando mai al lup mancano le scuse per aggredire l’agnello? Il guaio e’ che qui era l’agnello che le cercava per aggredire il lupo”. Il pretesto arriva con la lettera di Martini: Milano e’ stata liberata, e serve l’esercito piemontese.

23 Marzo 1848 – 24 Marzo 1849

23 Marzo 1848 – 24 Marzo 1849

in Tags

Prima Guerra di Indipendenza italiana. Con spontanea partecipazione popolare in varie città (Milano, Venezia, Genova) e regioni (Sicilia, Toscana) avviene la ribellione e la guerra del Piemonte contro l’Austria. Dal punto di vista strettamente militare viene divisa in tre fasi: due campagne militari (una prima da 23 marzo al 9 agosto 1848 e una seconda dal 20 al 24 marzo 1849), separate da un periodo di tregua durato alcuni mesi. Volendo la guerra può esser divisa anche in due parti: una prima fase in cui la guerra è condotta da Regno di Sardegna, Granducato di Toscana, Regno delle Due Sicilie e Stato della Chiesa, seguida da una seconda fase (iniziata nell’Aprile del 1848) in cui ufficialmente gli alleati del Regno di Sardegna (pur mantenendo le loro truppe) lasciano la coalizione.

23 Marzo 1848

23 Marzo 1848

in Tags

Milano. Terminano le Cinque Giornate di Milano. L’esercito austriaco, dopo aver sofferto un migliaio di perdite, e’ costretto ad evacuare la citta’ nella notte fra il 22 e il 23 Marzo 1848. I morti dalla parte italiana sono 409 di cui 35 donne. Si conoscono le professioni di circa 250: gli operai e artigiani sono 160, i bottegai 28, i domestici 25, i contadini 14. Radtezky perde 600 uomini, di cui 5 ufficiali, 176 soldati morti, 241 feriti, 200 dispersi, tra i quali molti disertori. La mattanza degli artiglieri e’ incredibile: ne sono sopravvissuti solo 5.

22 Marzo 1848

22 Marzo 1848

in Tags

Milano. Ore 22:00. Le compagnie imperiali abbandonano il castello. In testa la carrozza blindata di radetzky, mimetizzata col fieno. Porta Tosa viene presa subito dopo che i cacciatori (jager) e i fanti si ritirino. Verra’ rinominata Porta Vittoria con l’Unita’ d’Italia nel 1861.

22 Marzo 1848

22 Marzo 1848

in Tags

Milano. In serata inizia un cannoneggiamento che durera’ 6h, per proteggere la ritirata imperiale. Dal castello si alzano alte fiamme; a bruciare e’ una pira formata dai cadaveri dei soldati, con la’ggiunta di materassi, documenti e materiali non trasportabili. Il rogo e’ ordinato da Radetzky. Milano non ha capitolato: per il momento e’ perduta per l’Austria.

notte fra 22 e 23 Marzo 1848

notte fra 22 e 23 Marzo 1848

in Tags

Milano. Radetzky decide che non puo’ piu’ resistere in citta’ rischiando di rimanere bloccato fra rivoluzionari e piemontesi in arrivo. Decide la ritirata. Ha di fronte un territorio lombardo ostile. Tira un sospiro di sollievo solo quando si chiude alle spalle le porte delle mura di Verona, citta’ del Quadrilatero fortificato.

22 Marzo 1848

22 Marzo 1848

in Tags

Milano. Porta Tosa. Manara guida l’assalto all’arma bianca. Escono allo scoperto a 200m dalla porta, coperti dal fuoco di copertura delle case vicine. Riescono a raggiungere il portone, cospargerlo di acqua ragia, e appiccare il fuoco, tuttavia molti vengono falcidiati dal fuoco di una nutrita schiera di granatieri ungheresi (circa 400) appena giunti. La difesa imperiale e’ ben piazzata e la tecnica impeccabile, ma balena una differenza fondamentale, destinata a pesare sempre piu’ nell’Europa delle Nazioni: per quanto istruiti e motivati i soldati sono mercenari di un impero, invece i milanesi, vanno alla morte gratis, per liberare la loro citta’, e per un ideale di nazione, benche’ molti non abbiano ben chiaro che cosa significhi.

22 Marzo 1848

22 Marzo 1848

in Tags

Milano. Mercoledi’. Porta Ticinese. Arriva Cattaneo, e trova una popolazione assai provata dalle violenze degli ussari, ben saldi sui bastioni. Soltanto a sera il bastione cede alle squadre di patrioti.

22 Marzo 1848

22 Marzo 1848

in Tags

Milano. Quinto giorno di rivolta. Il professore di scuola militare Antonio Carnevali inventa le barricate mobili. Si tratta di enormi fascine grosso modo cilindriche del diametro di quasi tre metri, bagnate perche’ non si incendino. Gli assalitori le fanno rotolare davanti a se’, fermando cosi’ pallottole e palle di cannone. I primi due tentativi di utilizzarle falliscono, ma il terzo, a Porta Tosa (che diverra’ Porta Vittoria), ha successo. Guida gli attaccanti un personaggio della Milano piu’ agiata, che dall’alta moda, cavalli e donne, diventa in pochi giorni un abile combattente: Luciano Manara.

21 Marzo 1848

21 Marzo 1848

in Tags

Milano. Quarto giorno di rivolta. La situazione e’ d’impasse. Sul lato della cittadinanza, sono mobilitati gli astronomi che con i cannocchiali tengono controllato il nemico dalle torri e campanili, gli ingegneri e gli impiegati del catasto che cercano passaggi sotterranei nelle fogne o fra le case, e i cosiddetti martinitt, i ragazzi dell’orfanatrofio cittadino, usati come portaordini efficientissimi.

21 Marzo 1848

21 Marzo 1848

in Tags

Milano. I rivoltosi tentano l’assalto al Palazzo del Genio. Il piano di Anfossi, pistola sul fianco destro e sciabola sul sinistro, e’ semplice: abbattere il portone con un cannoncino, e lanciare dentro un manipoli di volenterosi all’arma bianca. Ma il portone resiste. Al terzo tentativo, Anfossi e’ colpito in piena fronte da un proiettile. Il comando passa a Manara. ma la situazione e’ di empasse. Finche un giovane sconosciuto, Pasquale Sottocorno, sbilenco su una stampella, perche’ storpio, si fa avanti: “ci penso io!”. L’elegante, raffinato, colto Manara di fronte all’ultimo degli ultimi. Sottocorno si fa avanti rasente le mura, bersaglio continuo dei cecchini, arriva al portone e lo cosparge di acqua ragia, e vi butta un fiammifero acceso. Ma non basta. Si trascina indietro, afferra due fascine, le riporta verso portone, viene colpito, si accascia, ma poi si rialza, e lasciando una scia di sangue arriva al portone, che stavolta con le fascine secche brucia e crepita. Dopo poco i 160 ufficiali si consegnano fra le acclamazioni del popolo. E’ la piu’ grande vittoria dell’insurrezione.

21 Marzo 1848

21 Marzo 1848

in Tags

Milano. Martedi’. Cattaneo, leader dei repubblicani, prepara una lettera per il re Carlo Alberto del Regno di Piemonte: “Dal consiglio di guerra, 21 Marzo 1848 – La citta’ e’ dei combattenti, che l’hanno conquistata; non possiamo richiamarli dalle barricate per deliberare. Noi battiamo giorno e notte le campagne per chiedere aiuto. Se il Piemonte accorre generosamente, avra’ la gratitudine dei generosi di ogni opinione. La parola gratitudine e’ la sola che possa far tacere la parola repubblica e riunirci in un solo volere. La saluto cordialmente – Carlo Cattaneo.” Martini non se la sente di presentarsi al re con la lettera del leader dei repubblicani, e vi include una lettera firmata da milanesi eccellenti, fra cui Manzoni, che firma sul cappello di un amico (la firma risultera’ sbilenca).

20 Marzo 1848

20 Marzo 1848

in Tags

Milano. Radetzky ha perso pochi soldati ma troppi artiglieri, su cui si accaniscono i cecchini milanesi. Fra i milanesi e’ sparito il timor panico delle prime ore. Antonio carnevali, professore cinquantenne di matematica e fisica, idea e fa costruire enormi fascine di diametro di ben 3m, imbevute d’acqua per non prender fuoco, da far rotolare e usare cosi’ come riparo dalle fucilate austriache. Astronomi e ottici salgono sulle guglie del Duomo, per riferire dei movimenti alle periferie, dove si accalcano i contadini delle campagne, per entrare e dare man forte alla rivolta. L’aumentata intraprendenza milanese, suscita la reazione rabbiosa austriaca, che spesso sfocia nella rappresaglia piu’ bieca.

20 Marzo 1848

20 Marzo 1848

in Tags

Milano. Un inviato di Radetzky, D’Ettinghausen, va da Cattaneo per negoziare un cessate-il-fuoco. Cattaneo e’ contrario a bloccare la ribellione. A sancire il definitivo NO, e’ l’arrivo di un prete della Chiesa di San Bartolomeo, che svela la barbara esecuzione di Don Lazzarini. D’Ettinghausen viene accompagnato fuori senza nemmeno essere bendato.

20 Marzo 1848

20 Marzo 1848

in Tags

Milano. Porta Nuova. Gli austriaci la fanno sporca: un ufficiale esce col drappo bianco urlando “pace, pace!”. Dietro di lui una schiera di granatieri ungheresi con i fucili abbassati. Giunti a ridosso della barricata, i soldati sparano. Muoiono in parecchi, i feriti finiti dalle baionette.

20 Marzo 1848

20 Marzo 1848

in Tags

Milano. Lunedi. Torelli s’inerpica sulla guglia centrale del Duomo, e vi issa la bandiera italiana, che mai ha sventolato piu’ in alto. Dalla piazza la folla, riunitasi in pochissimi minuti, lancia l’urlo di vittoria. Le campane del Duomo battono a stormo.

20 Marzo 1848

20 Marzo 1848

in Tags

Milano. Dopo due giorni di rivolta il quadro e’ delineato: nel cuore di Milano gli insorti sono in vantaggio. Ci sono piu’ di 1700 barricate. Davanti al castello una barricata imponente e’ innalzata con lastre di granite legate da catene di ferro, e riempita di terra. E’ cosi’ salda che alla fine dei combattimenti vi si troveranno conficcate ben 72 palle di cannone! Un’altra barricata viene invece preparata con le scenografie della Scala.

Marzo 1848

Marzo 1848

in Tags

Milano. Gli insorti si fanno coraggio intonando il coro del popolo oppresso: Va’ Pensiero, sull’ali dorate, dal Nabucco di Giuseppe Verdi

19 Marzo 1848

19 Marzo 1848

in Tags

Venezia. L’arsenale cade nelle mani dei veneziani e diviene il centro della rivolta con centinaia di fanti di marina, soprattutto veneti, che si ammutinano. In una adunata in Piazza San Marco, Manin viene proclamato Presidente della Repubblica di San Marco.

19 Marzo 1848

19 Marzo 1848

in Tags

Milano. In poco piu’ di 36h Milano ha stretto all’angolo l’aquila asburgica. Sprovvisti di tutto, tranne l’orgoglio cittadino e il sogno di una nazione unita, i suoi abitanti si sono trasformati in guerrieri spericolati. Adesso piu’ che mai serve una strategia, ma dove sono i capi della rivolta? L’impressione e’ di confusione e caos. A Casa Taverna ci sono Cernuschi, Correnti, Manara, Casati, Cattaneo. Ma si litiga su tutto. Non sanno che quello stesso giorno si sta sollevando anche Venezia. C’e’ chi propone di stabilire rapporti diplomatici con Francia e Inghilterra, che potrebbero fungere da protettori. La pioggia fuori e’ insistente. L’eclisse di Luna incupisce ancor di piu’ gli stati d’animo. Radetzky abbandona il suo appartamento di Via Brisa. Manda il colonnello Festetics a prelevare i suoi beni, ma questi dimentica di prendere la famosa “spada fremente” di Radetzky, testimone di tante vittorie. A Milano liberata sara’ donata dagli insorti a Cattaneo.

19 Marzo 1848

19 Marzo 1848

in Tags

Domenica. Milano. La soldataglia e’ irritata dalle difficolta’ di ristabilire l’ordine. I granatieri del capitano Kaas entrano nella chiesa di San Bartolomeo. I militari violano la zona di clausura del convento. Si imbattono in Don Mariano Lazzarini che sta preparando la Quaresima: “E con quali parole, con quali sentimenti mi presentero’ a voi in questo giorno…”. Non puo’ continuare: lo ammazzano e infieriscono sul cadavere con le baionette. Piu’ tardi Don Cesare Airoldi Aliprandi stacca dal muro il fucile, e va alla sua guerra personale. Uccide un ufficiale, stende i serventi della batteria che blocca corso Monforte. Poi incita i confratelli a costruire li’ una barricata. Diverra’ un emblema della rivolta. Nel 1859, dopo l’annessione della Lombardia ai domini di Vittorio Emanuele, diverra’ monsignore del Duomo di Milano.