Domenica. Milano. La soldataglia e’ irritata dalle difficolta’ di ristabilire l’ordine. I granatieri del capitano Kaas entrano nella chiesa di San Bartolomeo. I militari violano la zona di clausura del convento. Si imbattono in Don Mariano Lazzarini che sta preparando la Quaresima: “E con quali parole, con quali sentimenti mi presentero’ a voi in questo giorno…”. Non puo’ continuare: lo ammazzano e infieriscono sul cadavere con le baionette. Piu’ tardi Don Cesare Airoldi Aliprandi stacca dal muro il fucile, e va alla sua guerra personale. Uccide un ufficiale, stende i serventi della batteria che blocca corso Monforte. Poi incita i confratelli a costruire li’ una barricata. Diverra’ un emblema della rivolta. Nel 1859, dopo l’annessione della Lombardia ai domini di Vittorio Emanuele, diverra’ monsignore del Duomo di Milano.



