1860

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La Royal Navy conta poco meno di 200 navi nei 7 mari, su cui navigano quasi 800 cronometri per la stima della longitudine

1860

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300 000 indiani a Ovest del 95′ meridiano (stabilito come frontiera indiana permanente da Jackson-Coltello Affilato nel 1830) 31 milioni di europei in USA. Iniziano le Guerre Indiane. Abraham Lincoln eletto presidente col 40% dei suffragi.

1860

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I Russi, con un trattato con la Cina, occupano la regione degli Ussuri e fondano la citta’ di Vladivostock

1860

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Inizia estrazione petrolifera a scopo industriale; verranno estratti 825 miliardi di barili in 140 anni (24 miliardi all’anno gli ultimi anni del XX sec.)

1860

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Con grande sorpresa si trovano spesse incrostazioni coralline su un cavo telegrafico transatlantico che giaceva a 3Km di profondita’, recuperato per riparazioni; si credeva, infatti, non ci fosse vita sotto ai 600m di profondita’

20 Dicembre 1860

20 Dicembre 1860

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Charleston, South Carolina. Visti i risultati delle elezioni presidenziali, la South Carolina si dichiara Repubblica Indipendente e considera rescissi i suoi legami con l’Unione: e’ la Secessione. Il presidente Lincoln vede nella secessione non solo la disfatta morale della democrazia, ma lo spezzettamento del Nord America in potenze ostili, come in Europa: contese senza fine, milioni di uomini in armi schierati dalle due parti del Potomac, militarismo, convulsioni interne, reazione sociale. La vittoria dell’Unione avrebbe invece non solo preservato la democrazia americana, ma in futuro avrebbe potuto estendere la prospettiva laddove si cercava la disfatta delle tirannidi e l’avvento della liberta’. Con queste idee espresse a partire dal suo insediamento, Lincoln dimostra l’impressionante realismo dei visionari, oltre i continenti, oltre i secoli. Gli stati sudisti che erano in procinto di completare la secessione avevano trovato in lui un avversario formidabile.

1860

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Modena. Via Vittorio Emanuele, appena inaugurata e con il canale coperto, appare con una parte centrale coperta di ciotoli e col tram a cavalli al centro, col quale si puo’ andare dalla Stazione a Piazza Sant’Agostino per 10 centesimi, passando da Via Farini, Via Emilia.

‘1 Dicembre 1860

‘1 Dicembre 1860

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Gaeta. L’esercito sabaudo, inizia il bombardamento della fortezza di Gaeta con i nuovissimi cannoni Cavalli, con gittata superiore a quelli borbonici. Dentro alla fortezza resistono il re e la regina: Francesco II e Maria Sofia. Resisteranno ben 102 giorni, facendone forse il momento di maggior dignita’ del tramonto borbonico.

6 Novembre 1860

6 Novembre 1860

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Elezioni presidenziali USA: il repubblicano Lincoln conquista tutto il Nord vincendo in 17 stati conquistando la maggioranza assoluta dei seggi: 180 voti elettorali. Gli avversari hanno vinto solo in 11 stati (Breckinridge, 72 voti elettorali), 3 stati (Bell 39 voti elettorali), 1 stato (Douglas, 12 voti elettorali). Contando solo gli stati rimasti nell’Unione, Lincoln vince il 47.2% del voto popolare e i democratici il 46.6%. Contando invece tutti gli stati, le percentuali sono: Lincoln vince il 39.82% del voto popolare, John Cabell Breckinridge (Southern Democratic) il 18%, John Bell (Constitutional / Whig) il 13%, Stephen Arnold Douglas (30%).

4 Novembre 1860

4 Novembre 1860

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Marche e Umbria. Plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna. Nelle Marche i votanti sono 134977 con 133765 si e 77023 astenuti. In Umbria i votanti sono 5097708 con 97040 si.

‘4 Novembre 1860

‘4 Novembre 1860

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Gaeta. L’esercito sabaudo, che a questo punto ha preso il posto dei garibaldini, riesce a superare l’ultimo degli sbarramenti posti dai borbonici per rallentare la via per Gaeta. Si trovano di fronte una fortezza formidabile con 12000 soldati e ben 700 cannoni e obici. Spendono alcune settimane per posizionare e preparare l’assedio compresi i nuovissimi cannoni Cavalli, progettati da un ufficiale piemontese, rigati e a retrocarica, con gittata superiore a quelli borbonici cosicche’ sarebbero riusciti a bombardarli senza temere di essere colpiti.

‘2 Novembre 1860

‘2 Novembre 1860

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Capua. Uno dei tre tronconi in cui si e’ diviso l’esercito borbonico, si arrende dopo una notte di bombardamenti. Il secondo trova rifugio nello stato pontificio dove viene accolto e disarmato dal generale francese Guyon. Il terzo si rifugia a Gaeta per l’ultima resistenza.

1860

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Giappone. Terrorismo Shishi. Un gruppo di terroristi anti-occidentali ha successo nel aggredire e decapitare il reggente Ii Naosuke, che aveva ipotizzato un nuovo trattato con gli occidentali.

27 Ottobre 1860

27 Ottobre 1860

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Il nuovo ministro dell’Interno, Luigi Carlo Farini, promotore di un’organizzazione federale dello stato, in visita al Sud, lancia a Cavour un grido di allarme, scrivendogli: “Ma, amico mio, che paesi sono mai questi, il Molise e Terra di Lavoro! Che barbarie! Altro che Italia! Questa e’ Affrica: i beduini, a riscontro di questi caffoni, son fior di virtu’ civile. E quali e quanti misfatti!”. Cavour quindi cambiera’ opinione a partire dal Dicembre 1860 a favore di una solida unita’ d’Italia accantonando ogni progetto di decentramento.

23 Ottobre 1860

23 Ottobre 1860

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Manfredo Fanti sancisce la competenza dei tribunali militari per tutti i tipi di brigantaggio e diventa effettivo l’ordine di fucilazione per chi eccita all’insurrezione, insulta il re o la bandiera. E ‘ iniziato un decennio di spietata guerra al brigantaggio.

23 Ottobre 1860

23 Ottobre 1860

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Cina. Il conte Elgin incontra il principe ereditario Gong e lo costringe a firmare un trattato che è di fatto una resa pesante e costosa, alle condizioni degli europei. Con il termine della Seconda Guerra dell’Oppio nuove città costiere finiscono sotto l’influenza Occidentale e ci sono indennizzi da pagare da Pechino verso Londra e Parigi.

21 Ottobre 1860

21 Ottobre 1860

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Regno delle Due Sicilie. Plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna. Nel Regno di Napoli i votanti sono 1745086 con 1302064 si e 479914 astenuti. In Sicilia i votanti sono 500000 con 432053 si.

20 Ottobre 1860

20 Ottobre 1860

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Manfredo Fanti, comandante del neo-Esercito Italiano, affronta la guerriglia nell’ex regno delle Due Sicilie. Comanda: “Faccia pubblicare che fucilo tutti i paesano armati che piglio e do’ quartiere soltanto alle truppe. Oggi ho cominciato”.

1860

1860

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La fine della seconda guerra dell’oppio coi cinesi, pone l’Inghilterra in una posizione di vantaggio, e la Cina di svantaggio, da cui non si riprendera’ piu’ per ben oltre un secolo. Gli inglesi, che hanno finito le forniture di argento per pagare i beni cinesi, obbligano questi ad accettare pagamenti con oppio indiano (colonia inglese), e ricevere in cambio argento.

18 Ottobre 1860

18 Ottobre 1860

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Il palazzo d’estate di Pechino viene distrutto. Truppe britanniche occupano Pechino, la saccheggiano e quindi danno alla fiamme lo Yuanmingyuan, la favolosa residenza estiva costruita dagli imperatori Manciù nel XVIII secolo. Poco dopo la dinastia Qing si arrese alle forze anglo-francesi, mettendo fine alla seconda guerra dell’Oppio e alle speranze cinesi di capovolgere la situazione di dominazione straniera nei suoi affari nazionali. Verso il 1870 l’imperatrice cinese Dowager Cixi iniziò la ricostruzione del palazzo e dei suoi meravigliosi giardini, e lo ribattezzò Yiheyuan, o “Giardino della Salute e dell’Armonia”. Nel 1900, durante la rivolta dei Boxer, il palazzo fu nuovamente bruciato dalle truppe occidentali e rimase in rovine fino a quando i comunisti cinesi lo ricostruirono, negli anni ’50.

17 Ottobre 1860

17 Ottobre 1860

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Passo del Macerone, sopra Isernia. L’esercito piemontese, appena entrato nel Regno delle Due Sicilie, viene attaccato da 2000 regolari borbonici e circa 4000 contadini. I sabaudi resistono all’assalto, attendono rinforzi e contrattaccano accerchiando il nemico, che si arrende.

6 – 10 Ottobre 1860

6 – 10 Ottobre 1860

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Cina. I corpi militari di spedizione anglo-francesi infieriscono sul Palazzo d’Estate dell’Imperatore Kangxi: lo Yuan Ming Yuan che concentra il culmine di tutti gli splendori della civiltà cinese, in oltre duecento edifici e giardini

1-2 Ottobre 1860

1-2 Ottobre 1860

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Garibaldi sconfigge definitivamente i Borboni presso il fiume Volturno. La vittoria costa pero’ 1600 tra morti e feriti, contro 1200 borbonici a testimonianza di quanto e’ stata difficile. Il Volturno, la Termopili d’Italia, costituisce la vetta piu’ alta e anche l’inizio del declino dei sogni garibaldini.

1 Ottobre 1860

1 Ottobre 1860

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Volturno. Tardo pomeriggio. I napoletani desistono dall’attacco e rientrano a Capua. Le truppe dello sciagurato Ruiz invece sbandano e assaltano la reggia di Caserta saccheggiandola. Interviene Garibaldi di persona con le truppe che trova a disposizione compresi alcune centinaia di bersaglieri appena sbarcati a Napoli. L’operazione si conclude con 2000 prigionieri.

1 Ottobre 1860

1 Ottobre 1860

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Volturno. Primo pomeriggio. Lo svizzero pontificio Von Mechel coi suoi 3000 mercenari continua a combattere con successo contro i reparti di Bixio a Ponti della Valle, aspettando l’aggiramento di Ruiz, che e’ bloccato a Castelmorrone da un piccolo gruppo di garibaldini su una rocca mezza crollata. Si accanisce a cercare di prenderla e, assalto dopo assalto, perde tutto il pomeriggio. I garibaldini di Bronzetti infatti si difendono eroicamente nonostante l’abissale sproporzione di forze. Dapprima coi fucili, poi con pietre e infine con le baionette. La rocca si arrende dopo 4 ore con due terzi dei difensori morti o feriti. Lo stesso Bronzetti viene ucciso mentre sventola bandiera bianca. Ma lo scopo e’ raggiunto e Von Mechel si e’ gia’ dovuto ritirare.

1 Ottobre 1860

1 Ottobre 1860

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Volturno. All’alba. Le colonne azzurre borboniche uscite da Capua investono l’ala destra garibaldina. L’assalto e’ ben congegnato. Garibaldi interviene subito per evitare il peggio e fa intervenire i 2500 uomini della riserva di Turr e riesce a stabilizzare il fronte. Il fronte alla sua destra e’ invece irraggiungibile ma la’ c’e’ Bixio. Garibaldi definisce Ponti della Valle la Termopili dei Mille perche’ la’ bisogna stare o morire. I primi assalti di Von Mechel coi suoi 3000 mercenari svizzeri hanno successo. Si aspetta che il suo sottoposto Ruiz faccia come d’accordo una manovra di aggiramento coi 5000 napoletani. Ma questi a Castelmorrone trovi uno sparuto gruppo di garibaldini asserragliati sui ruderi di un castello diroccato.

1 Ottobre 1860

1 Ottobre 1860

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Volturno. Prime ore della giornata. Garibaldi si ritrova a disposizione tanti uomini quanti non ne aveva mai avuti: 20 mila con diversi cannoni. Molti sono volontari settentrionali, mentre molti siciliani hanno considerata conclusa la loro missione una volta passato lo stretto di Messina. Infine la leva nel resto del Regno delle Due Sicilie si e’ rivelata un mezzo fallimento: per fare un esempio, a Napoli, dove Garibaldi e’ stato accolto da un tripudio di folla, sono solo 80 i volontari. Sul Volturno Garibaldi schiera il polacco Milbitz con 3000 uomini a sinistra, a Santa Maria, Medici con 4000 uomini a Sant’Angelo in Formis sul monte Tifata, Sacchi a San Leucio con 1800 e infine Bixio con piu’ di 5000 a Ponti della Valle, a destra. A Caserta ci sono anche 5600 uomini di riserva, al comando dell’ungherese Turr. I borboni schierano alla sinistra garibaldina 3000 mercenari e 5000 napoletani e a destra stanno arrivando da Capua 20 mila uomini.

Settembre 1860

Settembre 1860

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Cina. Il principe Seng, il feroce capo mongolo dell’esercito imperiale cinese, fa catturare e incarcere i diplomatici britannici. I prigionieri sono trattati in modo disumano, sono legati in modo talmente stretto che gli arti vanno in cancrena e si vedono mangiare vivi dai vermi. La descrizione di quelle sevizie provocherà la vendetta Occidentale che culminerà col saccheggio del Palazzo d’Estate.

19 Settembre 1860

19 Settembre 1860

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Castelfidardo. I superstiti pontifici e i loro alleati, rifugiati al santuario di Loreto, si arrendono: 3000 uomini con 11 cannoni. Fra loro De Pimodan gravemente ferito, ma non Lamocriciere, che fugge verso Ancona lasciandosi dietro decorazioni e oggetti personali.

18 Settembre 1860

18 Settembre 1860

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Castelfidardo. Scontro decisivo fra truppe piemontesi e truppe del Papa. Il comandante pontificio Lamoriciere, famoso per le battaglie in Algeria e contro gli estremisti democratici del ’48, raggiunge Castelfidardo con 5000 uomini e 12 cannoni, quando incappa nella colonna di Cialdini con 14000 uomini e 24 cannoni. Lo scontro avviene tra Castelfidardo e Loreto con la mole del santuario di Loreto a dominare la battaglia. Il soldati del papa hanno appena assistito alla messa di fronte ad uno stendardo che era stato usato nella Battaglia di Lepanto nel 1571. Cio’ la dice lunga sui sentimenti crociati e sul significato attribuito alla loro azione. I pontifici prendono l’iniziativa, poi vanificata dal contrattacco italiano. La resistenza e’ accanita e De Pimodan, vera anima dell’armata pontificia, cerca di usare al meglio le riserve. Viene colpito due volte, la seconda in modo gravissimo. Senza guida, i pontifici ripiegano. La storiografia ha spesso dato per scontata questa vittoria ma tale non era a priori. Dalla parte pontificia combattono anche i bersaglieri austriaci, gli zuavi franco-belgi che oppongono resistenza quasi fanatica, piegata a cannonate. I superstiti si rifugiano a Loreto e si arrendono 3000 uomini con 11 cannoni.

11 Settembre 1860

11 Settembre 1860

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Cialdini agisce in modo rapido e risoluto ed entra nello Stato della Chiesa dalla Romagna e dall’Umbria e subito investe i capisaldi nemici. Impressiona che in campo piemontese, anche fra i cattolici, non ci siano remore a combattere contro lo Stato del Papa. Un comandante cattolico piemontese, Della Rocca, scrive di aver fatto fucilare un prete a Perugia perche’ aveva sparato sui suoi uomini aggiungendo di non aver alcun rimorso.

Settembre 1860

Settembre 1860

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Cavour si inventa una operazione militare lampo per trarre vantaggio dalla spedizione garibaldina. Attacca lo Stato della Chiesa (qualcosa di impensabile solo fino a poche settimane prima!) tenendosi ben alla larga del Lazio e da Roma protetti dalle truppe francesi, per puntare su Napoli dove si trova Garibaldi. Al comando dei piemontesi c’e’ Manfredo Fanti inizialmente ma poi si ritira malato. Al comando passa un altro modenese: Cialdini. Guida la maggiore delle due colonne e entra nelle Marche con cinque divisioni attraverso Umbria e Romagna.

7 Settembre 1860

7 Settembre 1860

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Napoli. L’ingresso di Garibaldi e’ paradossale nel caos generale di potere nel Regno delle Due Sicilie. Nessuno sa chi comanda cosa. Il generale giunge praticamente da solo, senza scorta, nella capitale del Regno. Per fare arrivare in orario il treno su cui arriva, viene deviato su un binario morto un convoglio che trasporta soldati regi armati di tutto punto. La folla che lo accoglie si raduna sotto il forte con ancora i cannoni pronti a sparare. Sulla carrozza che lo trasporta per le strade, gli e’ accanto Liborio Romano, ministro di polizia del re, formalmente nel pieno delle sue funzioni.

6 Settembre 1860

6 Settembre 1860

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Napoli. Il re Francesco II lascia la citta’, per sottrarsi all’ostilita’ che sente attorno a se’. Si reca prima a Gaeta e poi nella fortezza di Capua. Promuovera’ una sollevazione lealista che portera’ poi al fenomeno del brigantaggio, sanguinosamente represso dai carabinieri nel decennio a venire.

fine Agosto – inizio Settembre 1860

fine Agosto – inizio Settembre 1860

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Calabria, Basilicata, Campania: lo sbando dell’esercito del Regno delle Due Sicilie e’ totale. L’esercito in pratica non esiste piu’ e in migliaia disertano vagabondando per i monti per tornare a casa. I forti sulla costa si arrendono senza essere attaccati. Sicuramente in questa fase agiscono emissari di Cavour per allargare il solco esercito napoletano e il re. In particolare si punta il dito su Pianell, ministro della Guerra, e sul generale Nunziante (poi diventato generale dell’Esercito Italiano). In questo scenario i garibaldini risalgono l’Italia in diversi gruppi con navi, vaporetti, treni e a piedi.

fine Agosto 1860

fine Agosto 1860

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A Milazzo il comandante borbonico Bosco si arrende. Delle citta’ siciliane, solo Messina e’ ancora in mano napoletana. Ma timorosi di una sollevazione popolare, i soldati si ritirano nella fortezza di Messina e Clary, il comandante borbonico di Messina firma la capitolazione.

23 Agosto 1860

23 Agosto 1860

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Calabria. Presi tra la colonna di Cosenz che scende dall’Aspromonte e Garibaldi che muove da Reggio, i borbonici si arrendono il 23 agosto. Garibaldi avanza a cavallo verso gli avversari sconfitti e ricorda loro di essere figli d’Italia. Promette buona accoglienza a chi vuole passare tra i suoi, ma quasi tutti preferiscono tornare alle loro case. Quando anche la colonna Medici, rimasta finora in Sicilia, sbarca presso Nicotera e i garibaldini dilagano in Calabria.

21 Agosto 1860

21 Agosto 1860

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Calabria. Ore 2:00. Reggio Calabria e’ attaccata: Garibaldi con le forze di Missori si avvicina dalle colline orientali e non trova resistenza. Il grosso muove verso il centro della cittа’ e quando giunge alla piazza della cattedrale trova una forte resistenza; e’ ferito lo stesso Bixio al comando della colonna. Dall’alto interviene Garibaldi che taglia la ritirata agli avamposti borbonici e Reggio e’ presa. Rimangono nella regione forze borboniche che tentano di marciare su Reggio ma sono respinte. Intanto Cosenz da Capo Faro sbarca con un migliaio di volontari tra Scilla e Bagnara e si addentra verso l’Aspromonte per evitare di essere preso tra i presidi delle due fortezze. A Villa San Giovanni ci sono ancora 4.000 borbonici, ma la sfiducia dei comandanti e il definitivo scoramento dei soldati rendono vana ogni resistenza.

20 Agosto 1860

20 Agosto 1860

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Calabria. Il giorno dopo lo sbarco, i garibaldini il tardivo intervento di tre vapori borbonici provoca l’incendio del Torino e qualche perdita tra gli uomini sbarcati. La sera del 20 circa 3.600 uomini si mettono in marcia verso Reggio dopo avere preso contatto con le forze di Missori, subentrato a Musolino nel comando dei 200 uomini sbarcati per primi in Calabria.

19 Agosto 1860

19 Agosto 1860

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Melito, Calabria, a Sud di Reggio Calabria. Garibaldi con poco piu’ di 3000 uomini affronta 16000 borbonici con in piu’ una forte riserva a Nord a Monteleone (oggi Vibo Valentia).

9 Agosto 1860

9 Agosto 1860

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Garibaldi tenta di far sbarcare un piccolo commando in Calabria, guidato da Benedetto Musolino, presso il forte di Altafiumara, sulla costa. E’ un fallimento.

20 Luglio 1860

20 Luglio 1860

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Milazzo. A por fine alla battaglia arriva la prima nave da guerra borbonica passata ai garibaldini: la Veloce, ribattezzata Tukory, armata di 10 cannoni. Appare inaspettatamente e prende a bordo Garibaldi che guida il tiro dei cannoni contro i capisaldi della difesa napoletana. I borbonici si ritirano nel castello ponendo fine ai combattimenti. La giornata e’ stata sanguinosissima: 800 garibaldini morti o feriti e 150 borbonici caduti. Ma la sconfitta di Milazzo avra’ un effetto disastroso sul morale dei borbonici.

20 Luglio 1860

20 Luglio 1860

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Milazzo. Durante una delle innumerevoli cariche, Garibaldi e Missori si trovano isolati sulla strada. Attaccati, uno si difende con la sciabola uccidendo un cavaliere, e l’altro con la pistola.

20 Luglio 1860

20 Luglio 1860

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Milazzo. Il garibaldino Vincenzo Malenchini muove i suoi uomini su una spiaggia allo scoperto all’attacco di una postazione di cacciatori borbonici. Subisce molte perdite. Per il resto della giornata si susseguono assalti alla baionetta casa per casa. In prima linea ci sono tutti i comandanti: oltre a Garibaldi, sempre presente, ci sono Medici, Simonetta, Missori, Cosenz, l’inglese John Dunne e i suoi giovanissimi siciliani biancovestiti. Dall’altra parte anche il colonnello e’ sempre in prima linea ad infondere coraggio tra i borbonici.

Giugno 1860

Giugno 1860

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Napoli. Si vedono i limiti del giovane re Francesco II (Franceschiello o Lasagna come e’ soprannominato). La corte e persino i suoi parenti piu’ stretti sono divisi fra partiti opposti. Dopo diverse esitazioni cerca di intavolare trattative col Regno di Sardegna e perfino con Garibaldi.

18 Giugno 1860

18 Giugno 1860

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Palermo. Arriva la prima spedizione di rinforzo ai garibaldini, guidata da Giacomo Medici: 2500 uomini con 8000 ottimi fucili Enfield. Ne seguono altre due, agli ordini di Cosenz e del toscano Malenchini.

1 Giugno 1860

1 Giugno 1860

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Il Partito Democratico americano, l’ultima organizzazione politica a carattere nazionale, si scinde anch’essa in nordisti e sudisti presentando due diversi candidati alle elezioni presidenziali.

30 Maggio 1860

30 Maggio 1860

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Palermo. Lanza invia a Garibaldi un suo plenipotenziario per trattare la tregua. Dopo pochi minuti dall’entrata in vigore della tregua, a Porta Termini si presenta la colonna di soldati di Von Mechel. Invano alcuni garibaldini cercano di informarli della tregua in vigore, ma lo svizzero e i suoi soldati avanzano fino a Fieravecchia dove alcuni ufficiali borbonici gli intimano di rispettare la tregua. I soldati sono presto avviluppati in una ragnatela di barricate che li rende inoffensivi.

27 Maggio 1860

27 Maggio 1860

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Palermo. La situazione e’ bloccata: si sono formate ragnatele di barricate nel centro storico di Palermo, alcune addirittura in muratura, anche tre o quattro per ogni via. Ci sono tiratori sui tetti e dietro le finestre. I borbonici bombardano il centro abitato per tre giorni di continuo causando gravi danni, ma senza alcun altro risultato se non fortificare l’animo e il morale dei palermitani. Nei cortili del Palazzo Reale ci sono 15000 soldati borbonici con poco cibo e acqua, fra i quali regna il malumore e aumentano le diserzioni.

26 Maggio 1860

26 Maggio 1860

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Garibaldi e i suoi iniziano la discesa verso Palermo verso Porta Termini, a Est della citta’. Entrano d’impeto e costruiscono una barricata su cui sale Francesco Carbone e vi rimane per un po’ fra il fischiare delle palle di cannone. Coi garibaldini dentro le mura della citta’ l’equilibrio del conflitto si rovescia a loro favore.

24 Maggio 1860

24 Maggio 1860

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Palermo. Garibaldi, nel suo tentativo di muoversi in senso anti’orario attorno alle difese della citta’, incappa nella colonna borbonica dello svizzero Von Mechel, uno dei piu’ attivi mercenari borbonici. Mette quindi di nuovo in marcia i suoi sotto la pioggia prendendo la via per Corleone dando idea di ritirarsi. Dopo pochi chilometri pero’ divide le forze: i cannoni, i carri, i feriti, e picciotti che non vogliono piu’ seguirlo proseguono per Corleone, mentre il grosso della truppa muove verso Est su sentieri scoscesi e attraverso i boschi. I 3000 cacciatori scelti di Von Mechel cadono nel tranello e proseguono per Corleone. Nel mentre Garibaldi fa un largo giro e si presentera’ a Palermo da Est, inaspettato.

21 Maggio 1860

21 Maggio 1860

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Palermo. Garibaldi tenta di avanzare verso Monreale, a Sud-Ovest di palermo, ma viene ricacciato. I borbonici ne approfittano per sorprendere e sbaragliere un concentramento di insorti uccidendo tra gli altri Rosolino Pilo, uno dei primi e principali animatori della rivolta siciliana. La situazione garibaldina e’ difficile.

18 Maggio 1860

18 Maggio 1860

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Chicago, Convention Repubblicana: al primo ballottaggio Seward prende 173 voti, Lincoln 102, Chase 49, Bates 48: Lincoln emerge a sorpresa come l’unico che puo’ contrastare Seward. Al secondo ballot la Pennsylvania passa dalla parte di Lincoln portando i suoi voti a 181 contro i 184 di Seward. Al terzo ballot, grazie a voti da Massachussetts, Pennsylvania e Ohio Lincoln arriva a 231 a solo due voti dalla nomination. Infine col travaso di voti da parte di New York e Michigan Lincoln vince la nomination Repubblicana.

16 Maggio 1860

16 Maggio 1860

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Chicago, convenzione del Partito Repubblicano: le differenti componenti del partito si confrontano per proporre un candidato alla presidenza. Ci sono gli affaristi dell’est, gli intellettuali raffinati del New England, i rudi contadini freesoilers della frontiera, i fattori frontiersmen del Mid West, gli operai della Pennsylvania, i conservatori e i puritani abolizionisti (della schiavitu’). Alla fine le figure piu’ di spicco sono troppo di parte e si ripiega su una figura di secondo piano che mette d’accordo tutti. Per la prima volta un candidato alla presidenza ha le mani rudi ed energiche dei frontiersmen e freesoilers del Mid West, si tratta di un ex avvocato di provincia dell’Illionis: Abraham Lincoln.

16 Maggio 1860

16 Maggio 1860

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Palermo. Il generale borbonico Ruffo di Castelcicala, reduce di Waterloo, riporta di essere di fronte a “masse di siciliani” e “nemici senza numero”. E’ fondamentale sottolineare che e’ contro questo nemico che i borbonici pensano di avere a che fare, e non contro i Mille solamente. Se non si considera questo non si comprendono gli eventi che seguono.

16 Maggio 1860

16 Maggio 1860

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Partinico. Gli abitanti del paesino assaltano i borbonici in fuga da Calatafimi. Devono aprirsi la strada verso Palermo con la forza. Si tratta di un primo episodio di guerra civile feroce e senza quartiere, di quelli che, dalla guerra spagnola in poi, sono diventati l’incubo di ogni esercito. Si riportano casi di cadaveri di borbonici arrostiti a meta’ cottura dai partinicesi, per poterli mostrare a “Garibardo”.

15 Maggio 1860

15 Maggio 1860

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Garibaldi sconfigge l’esercito Borbonico a Calatafimi. Le truppe garibaldine agli ordini di Garibaldi sono composte da 1089 volontari garibaldini tra cui 37 validi tiratori scelti carabinieri detti “genovesi”, 500 picciotti siciliani, 2000 contadini locali; mentre le truppe borboniche agli ordini del Brigadiere Generale Landi sono composte da circa 3000 militari borbonici: VIII Battaglione Cacciatori comandato dal Maggiore Sforza, II Battaglione del X Reggimento di Linea comandato del Tenente Colonnello Pini, II Battaglione Carabinieri comandato del Tenente Colonnello De Cosiron, quattro obici, Squadrone di Cacciatori a Cavallo. I borbonici dopo una prima avanzata si ritirano anche per la sorpresa nel vedere il coraggio e la disciplina dei garibaldini che desta ammirazione nei Cacciatori Napoletani e in molti militari borbonici. Nella storia militare la battaglia di Calatafimi rappresenta un combattimento d’incontro, poco più di una scaramuccia. Purtuttavia lo scontro avra’ enormi conseguenze sul piano strategico. Il disordinato arrivo della colonna di Landi, con militi stremati dalla fatica e dalla fame, fara’ una grande impressione sulla cittadinanza palermitana. Garibaldi assumera’ immediatamente, nella fantasia popolare, al ruolo di condottiero invincibile, al cui comando unirsi per combattere gli occupanti napoletani.

15 Maggio 1860

15 Maggio 1860

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Calatafimi. Alcune compagnie di Cacciatori napoletani, pensando di mettere in fuga facilmente la masnada, iniziano a scendere dalla collina “Pianto dei Romani” sparando. Quando si trovano nell’avvallamento fra le due alture, hanno una prima sorpresa: sentono una tromba suonare. Gli straccioni in rivolta di solito non hanno trombe! Parte il fuoco preciso dei carabinieri genovesi e poi una carica alla baionetta. I borbonici si ritirano in tutta fretta. Poi l’impeto di alcuni reparti dei Mille e’ tale, che Garibaldi e’ costretto a dare ordine generale di attacco. La collina presenta diversi terrazzamenti che devono essere conquistati uno alla volta con attacchi alla baionetta. L’ultimo assalto, quello alla vetta con tutti i reparti nemici ad aspettarli, sembra disperato. Bixio chiede al generale se non sia il caso di ritirarsi, ma Garibaldi risponde “Qui si fa l’Italia o si muore.” Infine la vetta e’ conquistata e un cannone catturato. Nelle fasi finali della battaglia i picciotti siciliani, prima rimasti in attesa su una collina circostante, si muovono verso i borbonici facendoli temere un tentativo di accerchiamento.

15 Maggio 1860

15 Maggio 1860

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Calatafimi. I borbonici scorgono all’orizzonte i famosi garibaldini. Ai loro occhi si tratta di un’accozzaglia di gente vestite nelle fogge piu’ strane e differenti. I due cannoni dei Mille, piccoli e antiquati, erano stati prelevati a Talamone, e si presentano caricati a bordo di carretti siciliani dipinti con scene sacre. I soldati napoletani gridano: “Mo venimme, mo venimme straccioni, carognoni, malandrini!”

12 Maggio 1860

12 Maggio 1860

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Marsala. I Mille partono per l’interno dell’isola. Durante la marcia sono raggiunti dal barone di Sant’Anna con le sue squadre di picciotti: qualche centinaio di uomini in tutto, ma tutti “montanari armati fino ai denti, con certe facce sgherre e certi occhi che paiono bocche di pistole; tutta questa gente e’ condotta da gentiluomini ai quali ubbidisce devota.” La popolazione rimane, in questa prima fase, fredda e timorosa, quindi questi picciotti sono l’unico sostegno siciliano ai Mille, inizialmente.

11 Maggio 1860

11 Maggio 1860

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Marsala. Tarda notte. I Mille sono felicemente ubriachi dell’ottimo vino locale (“Vi e’ un certo vino locale traditore e si e’ stati tanti giorni a digiuno!”).

11 Maggio 1860

11 Maggio 1860

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Marsala. Due navi da guerra napoletane si presentano davanti al porto proprio mentre i Mille sbarcano dai piroscafi Piemonte e Lombardo. Hanno una esitazione per mancanza di ordini specifici, anche se le autorita’ sono al corrente dell’operazione garibaldina. Quando iniziano a sparare ormai e’ troppo tardi: i Mille sono gia’ al riparo sulla terraferma.

11 Maggio 1860

11 Maggio 1860

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Garibaldi e i Mille sbarcano in Sicilia, a Marsala, festosamente accolti dalla popolazione locale. I Mille, che in realta’ sono 1089 allo sbarco, diventano in poche settimane oltre 20 mila soldati agli ordini di Garibaldi, grazie ai volontari locali che si uniscono all’impresa spronati in tale senso dall’autoproclamatosi dittatore dell’isola, Garibaldi.

5 Maggio 1860

5 Maggio 1860

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I Mille di Garibaldi sono composti da tre gruppi di persone: i reduci delle battaglie del 1848-49 (il nucleo piu’ fidato con Bixio, Sirtoti, Medici, Cosenz), i volontari dei Cacciatori delle Alpi, e infine i volontari dell’ultimo momento con tanti studenti universitari e rampolli di ceti benestanti. Sono 100 medici, 100 mercanti, 50 ingegneri, 50 capitani di marina, 20 farmacisti, 10 pittori e scultori e il resto erano artigiani e operai. Uno solo era contadino, mentre 3 erano gli ex sacerdoti. Il numero dei laureati e’ straordinariamente alto: sufficiente a soddisfare almeno 5 citta’ di medie dimensioni dell’epoca. Tra i liguri ci sono 36 carabinieri genovesi volontari al comando di Antonio Mosto, armati ed equipaggiati a proprie spese. Si dimostreranno soldati disciplinati e tiratori infallibili. Ci sono anche 23 guide, che verranno utilizzate continuamente da Garibaldi avido di informazioni sul terreno. Il piu’ giovane dei Mille ha 11 anni, il piu’ anziano 69 anni.

1860

1860

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Negli Stati Uniti ci sono 31 513 000 abitanti di cui 4 441 830 neri di cui 3 953 760 schiavi, tutti negli stati del Sud ove formano circa il 40% della popolazione: una questione irrisolta di enormi proporzioni.

Marzo – Agosto 1860

Marzo – Agosto 1860

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Cavour, tornato al potere, caldeggia un progetto di ordinamento basato sull’autonomia delle regioni. Autore del progetto e’ il nuovo ministro dell’Interno, Luigi Carlo Farini. Ma sara’ proprio lui a lanciare a Cavour il primo grido di allarme, quando il 27 Ottobre 1860, in visita ai nuovi territori del Sud appena acquisiti, scrive: “Ma, amico mio, che paesi sono mai questi, il Molise e’ Terra di Lavoro! Che barbarie! Altro che Italia! Questa e’ Affrica: i beduini, a riscontro di questi caffoni, son fior di virtu’ civile. E quali e quanti misfatti!”. Cavour quindi cambiera’ opinione a partire dal Dicembre 1860 a favore di una solida unita’ d’Italia accantonando ogni progetto di decentramento.

24 Marzo 1860

24 Marzo 1860

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Dopo essersi annesso anche Parma, Modena, Romagna e Toscana con l’assenso dei francesi, il Piemonte puo’ finalmente firmare il trattato di Torino con cui cede Nizza e Savoia, che servono a Napoleone III per giustificare le pesanti perdite di guerra. Si realizza il piano di Cavour.

1860

1860

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Cina. La Russia, al contrario di tutte le potenze occidentali, ha una ambasciata in Cina da un secolo e mezzo. Lo Zar si propone, efficacemente, come mediatore nella crisi fra Cina e le potenze occidentali. In cambio chiede ed ottiene la Manciuria Esterna, lungo la costa sull’Oceano Pacifico, 900 mila Km quadrati fino ad ora cinesi comprendenti l’importante porto di Vladivostok.

11 – 12 Marzo 1860

11 – 12 Marzo 1860

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Ducato di Modena e Reggio. Plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna. Votanti: 108798, su 131527 iscritti, favorevoli: 108336. Per la parte di Massa e Carrara del Ducato di Modena: votanti: 23584 su 36814 iscritti, favorevoli: 23492 (con solo 62 contrari, escluse le nulle). Si era gia’ votato per l’elezione di un’assemblea per l’annessione al Regno di Sardegna nell’Agosto del 1859.

11 – 12 Marzo 1860

11 – 12 Marzo 1860

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Toscana ed ex Legazioni pontificie (Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì). Plebiscito per l’annessione al Regno di Sardegna. Per la Toscana i votanti sono 386445 con 366571 si, per le ex legazioni pontificie i votanti sono 427512 con 426006 si.

1860

1860

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Australia. Terza ondata migratoria proveniente da Melanesia e Polinesia per le piantagioni di canna da zucchero del Queensland.

1860

1860

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Viene invitato in Italia il cocktail Americano, con Campari e Vermouth. Originariamente e’ conosciuto come Milano-Torino siccome usa Campari (da Milano) e Cinzano (Vermouth da Torino) e poi cambia nome in Americano siccome e’ particolarmente apprezzato dagli americani.

1860

1860

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L’Italia e’ messa in comunicazione con cavi telegrafici con l’Africa attraverso la Corsica.

1860

1860

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L’Inghilterra e’ messa in comunicazione con cavi telegrafici, posati fra il 1850 e il 1860, con Francia, Irlanda, Danimarca e Svezia