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Published on: VG

15 Maggio 1860

Garibaldi sconfigge l’esercito Borbonico a Calatafimi. Le truppe garibaldine agli ordini di Garibaldi sono composte da 1089 volontari garibaldini tra cui 37 validi tiratori scelti carabinieri detti “genovesi”, 500 picciotti siciliani, 2000 contadini locali; mentre le truppe borboniche agli ordini del Brigadiere Generale Landi sono composte da circa 3000 militari borbonici: VIII Battaglione Cacciatori comandato dal Maggiore Sforza, II Battaglione del X Reggimento di Linea comandato del Tenente Colonnello Pini, II Battaglione Carabinieri comandato del Tenente Colonnello De Cosiron, quattro obici, Squadrone di Cacciatori a Cavallo. I borbonici dopo una prima avanzata si ritirano anche per la sorpresa nel vedere il coraggio e la disciplina dei garibaldini che desta ammirazione nei Cacciatori Napoletani e in molti militari borbonici. Nella storia militare la battaglia di Calatafimi rappresenta un combattimento d’incontro, poco più di una scaramuccia. Purtuttavia lo scontro avra’ enormi conseguenze sul piano strategico. Il disordinato arrivo della colonna di Landi, con militi stremati dalla fatica e dalla fame, fara’ una grande impressione sulla cittadinanza palermitana. Garibaldi assumera’ immediatamente, nella fantasia popolare, al ruolo di condottiero invincibile, al cui comando unirsi per combattere gli occupanti napoletani.