Castelfidardo. Scontro decisivo fra truppe piemontesi e truppe del Papa. Il comandante pontificio Lamoriciere, famoso per le battaglie in Algeria e contro gli estremisti democratici del ’48, raggiunge Castelfidardo con 5000 uomini e 12 cannoni, quando incappa nella colonna di Cialdini con 14000 uomini e 24 cannoni. Lo scontro avviene tra Castelfidardo e Loreto con la mole del santuario di Loreto a dominare la battaglia. Il soldati del papa hanno appena assistito alla messa di fronte ad uno stendardo che era stato usato nella Battaglia di Lepanto nel 1571. Cio’ la dice lunga sui sentimenti crociati e sul significato attribuito alla loro azione. I pontifici prendono l’iniziativa, poi vanificata dal contrattacco italiano. La resistenza e’ accanita e De Pimodan, vera anima dell’armata pontificia, cerca di usare al meglio le riserve. Viene colpito due volte, la seconda in modo gravissimo. Senza guida, i pontifici ripiegano. La storiografia ha spesso dato per scontata questa vittoria ma tale non era a priori. Dalla parte pontificia combattono anche i bersaglieri austriaci, gli zuavi franco-belgi che oppongono resistenza quasi fanatica, piegata a cannonate. I superstiti si rifugiano a Loreto e si arrendono 3000 uomini con 11 cannoni.



