4 Ottobre 1582
Entra in vigore la bolla “Inter gravissimas” del calendario Gregoriano
Entra in vigore la bolla “Inter gravissimas” del calendario Gregoriano
Cina. I gesuiti (come Matteo Ricci) iniziano ad entrare in Cina. Scelgono la porta principale: Fujan, con regolari permessi governativi, e imparano e adottano usi e costumi locali, fino ad arrivare alla corte dell’Imperatore. I domenicani (come Angelo Cocchi), che inizieranno mezzo secolo dopo, adotteranno
Drake circumnaviga il globo. Il navigatore inglese Francis Drake torna a Plymouth con la ‘Golden Hind’ dopo aver circumnavigato, primo tra i britannici, la terra. Nel 1577 Drake era salpato dall’Inghilterra con l’obiettivo di razziare i possedimenti spagnoli sulla costa pacifica del Nuovo Mondo. Delle
Appena 5 anni dopo il suo completamento, il sultano ordina la demolizione totale dell’osservatorio astronomico di Takiyuddin. A Istanbul non si vedra’ un altro osservatorio fino al 1868!
Dopo la guerra di Cipro e la pestilenza del 1575-77, Venezia, indebolita, e’ costretta a seguire una politica di neutralita’. La Francia e’ devastata da guerre di religione e deve lasciare l’Italia meridionale agli spagnoli. L’impero ottomano, con sovrani incapaci volge la sua attenzione alle
Tra il 1579 e il 1581 Jermak (Ermak Timofeevič, noto semplicemente come Ermak o Jermak (in russo: Ермак Тимофеевич), alla guida dei suoi cosacchi, inizia le sue campagne militari nella Siberia. Nel 1579 e nel 1580 tali campagne si concretizzano in raid estivi nel territorio
Gerolamo Cardano , matematico con gia’ 131 libri all’attivo, muore in assoluta poverta’ ormai ignorato dai piu’. Sul letto di morte scrive una ode al suo figlio prediletto, il primogenito, che era stato giustiziato 16 anni prima. Era sopravvissuto a due dei tre figli. Il
I portoghesi, dopo aver abolito nel 1575 il monopolio commerciale totale sul commercio delle spezie con le Indie, per avere piu’ disponibilita’ di denaro da anticipare prima delle missioni, nel 1575 cedono addirittura in appalto l’intero business. Cio’ apre le porte agli olandesi, che gia’
Muore Bartolomeo Eustachi, anatomista italiano, che a Padova studiava il corpo umano sperimentando su cadaveri non reclamati, che studiava coi suoi studenti, su un tavolo ribaltabile, dove furbecamente era stato inchiodata una carcassa animale sull’altro lato, e che veniva in un attimo ribaltato per gettare
Venezia (tramite il suo bailo Barbaro) e Mehmet Pascia’ concludono la pace, che riconosce agli ottomani il possesso di Cipro. Il documento in lettere dorate e’ conservato all’Archivio di Stato ai Frari. Dopo pochi mesi i turchi riprendono Tunisi agli spagnoli. Questo chiude l’eredita’ di
Peru’. Con l’esecuzione di Tupac Amaru, termina definitivamente la resistenza Inca agli spagnoli.
Massacro degli Ugonotti (protestanti francesi) nel giorno di S.Bartolomeo. I morti, trucidati per ordine del Re di Francia Carlo IX (cattolico), sono oltre tremila solo a Parigi. Stime moderne parlano di fra 5 mila e 30 mila morti in tutta la Francia.
Venezia, stanca della guerra, inizia a negoziare una pace separata con l’Impero Ottomano.
Nella citta’ di Weil der Stadt nel Wuttemburg nasce Johannes Kepler
Arriva a Venezia la notizia della schiacciante vittoria a Lepanto.
La vittoria alleata e soprattutto veneziana nella Battaglia di Lepanto obbliga il turco a fermare l’avanzata verso Occidente, permettendo a Venezia di mantenere il controllo delle isole dello Ionio (Zante e Corfu’ in particolare) e della Dalmazia. Ma gli alleati di Venezia non vogliono che
Battaglia di Lepanto: la Lega Santa promossa da Papa Pio V (Venezia, Spagna, Papato, Genova, Firenze, Torino, Parma, Mantova, Lucca, Ferrara, Urbino, Malta) sconfigge i Turchi Ottomani e la flotta di Ali’ Pascia’
Domenica sera. Lepanto. La battaglia si e’ trasformata in una mattanza e saccheggio delle galere turche. Venier parla di, su 200 galere turchesche, ben 180 vengono prese e solo 5 riescono a fuggire, 15 mila cristiani liberati fra cui molte donne, 20 mila turchi uccisi.
Domenica, tarda mattinata. Lepanto, attuale Grecia. Dopo un’ora di combattimento l’ala destra e centrale turca sono allo sbando. Bragadin ma soprattutto il Quirini compiono una tremenda mattanza di galere ed equipaggi che possono salvarsi solo cercando scampo a terra. Il Barbarigo viene colpito da una
Domenica mattina. Lepanto, attuale Grecia. Di fronte si trovano la flotta cristiana e quella turco-ottomana, entrambe divise in due ali e una linea centrale. A sinistra sono di fronte Barbarigo, con alla sua destra il Quirini, e Shuluq Mehmet, al centro Don Juan con la
Domenica. All’alba. Don Juan ordina che i marinai piu’ esperti salgano sugli albero maestri. Non c’e’ piu’ dubbio: quella che riempie l’orizzonte e’ l’intera flotta nemica. Il pilota piu’ esperto, Cecco Pisano, parte con una fregata a tutta velocita’ per contare le galere turche.
La flotta della Lega e’ alla fonda a Petala’, un porto naturale all’imboccatura del golfo di Lepanto. Ci sono animate discussioni sul da farsi. Il veneziano Venier schiuma: “la Christianita’ perdera’ la piu’ bella occasione del mondo” se non diamo battaglia.Il Colonna concorda che bisognava
La flotta della Lega salpa da Messina per dirigersi a Lepanto, ad incontrare la flotta turca.
La flotta turca salpa da Prevesa per dirigersi a Lepanto, ultima tappa prima di chiudere la stagione e tornare a Costantinopoli.
Corfu’. Gli ottomani si preparano a prendere la fortezza e attraccano dalla parte opposta dell’isola, oltre il monte che la domina. I veneziani sparano coi cannoni sui turchi con un alzo tale che, alla cieca, le palle superano il monte e piovono sulla flotta turca.
Messina. La flotta della Lega che combattera’ a Lepanto e’ riunita nel porto. Si tratta di 209 galere e 6 galeazze, oltre ai trasporti e al naviglio minore. Di contro l’Impero Ottomano ha in mare 168 galere e galeotte. Il genovese Gian Andrea Doria stipula
Farmagosta, Cipro. Durante le trattative per la resa dei veneziani qualcosa va storto. Mustafa’ ha una reazione di insensata violenza. Il Bragadin viene imprigionato e soggetto ad uno spaventevole supplizio per una decina di giorni con torture ed umiliazioni. Il pascia’ gli fa tagliare orecchie
Farmagosta, Cipro. Dopo 120 000 palle di ferro e 43 000 di pietra sparate contro le mura della fortezza, gli italiani decidono di trattare la resa. I turchi hanno portato a Cipro 7000 cavalli e 250 000 soldati di cui 40 000 guastatori, 70 cannoni
Farmagosta, Cipro. I turchi attaccano la porta Limassol e arrivano a piantarci le insegne ma poi devono ritirarsi. Il Baglioni riporta dentro la porta “nove teste de Turchi”.
Budva. Il podesta’ Agostino Pasqualino negozia la resa con gli ottomani. Appena ripartiti, il provveditore Zaccaria Salamon sbarca a Budva, la riossupa e passa fil di spada tutti i turchi trovati sul posto.
Scutari, Montenegro. Il rettore Alessandro Dona’ si arrende agli ottomani.
Dulcigno, Albania. Il conte Sciarra Martinengo e suoi 200 ugonotti difendono bravamente la citta’ contro gli assedianti ottomani ma poi devono trattare la resa.
Zante. Gli ottomani arrivano a saccheggiare e bruciare la citta’. Poi si accaniscono su Cefalonia. In tutto diverse migliaia di civili sono fatti schiavi.
Farmagosta, Cipro. Continuano le cannonate turche. In una notte i veneziani ne contano otto mila.
Farmagosta, Cipro. Seconda mina turca scavata nella roccia viva sotto il rivellino.
Farmagosta, Cipro. I turchi fanno brillare la prima mina, sotto la mezzaluna dell’Arsenale.
La flotta turca salpa da Castelrosso verso Creta e nel percorso di 300Km si ferma per saccheggiare la baia di Suda. Ma qui erano gia’ arrivati di rinforzo 2000 soldati reclutati in Corsica dal conte (bandito famoso) Pietro Avogadro e dal colonnello genovese Francesco Giustiniani.
Farmagosta, Cipro. I turchi iniziano a scavare i tunnell e le mine sotto le mure nemiche.
Il veneziano Marco Quirini getta un’esca alle navi ottomane al largo di Cipro. Ne cola a picco tre. Poi, venuta la notte, sbarca i rinforzi e rifornimenti per Farmagosta: 1319 soldati, 6 cannoni, 4 colubrine, 1400 barili di polvere da sparo e decine di altri
Venezia. Il Senato vota di accettare le dimissioni dello Zane e nomina Sebastiano Venier suo rimpiazzo a comandare la flotta da guerra.
Ore 7pm. Serie di scosse telluriche nelle cosiddette pieghe ferraresi, attorno all’VIII grado Mercalli
I veneziani e il Papa decidono di chiudere la stagione in mare per quest’anno. Lo Zane e il Colonna iniziano il rientro. Il primo dara’ le dimissioni e sara’ rimpiazzato da Sebastiano Venier. Il secondo sara’ colto da una tempesta e riuscira’ a riportare in
Cipro. Su un galeone ottomano in partenza dall’isola carica di schiave, perlopiu’ giovani nobili veneziane destinate in regalo al sultano. Durante le operazioni di trasbordo di materiale esplosivo, avviene una tremenda esplosione colando a picco il galeone, la galeotta e il caramussale che gli sono
Farmagosta, Cipro. La citta’ ancora non si vuole arrendere agli ottomani che hanno gia’ preso la capitale Nicosia. La citta’ e’ su una rocca e difesa in modo agguerrito. A Venezia corre voce che dopo 13 giorni e 4000 cannonate ottomane “nessun Christiano vi peri’,
Cipro. Gli ottomani prendono la capitale, Nicosia. Citta’ di 20 mila persone, vi si erano rifugiati 56 500 persone in tutto, di cui 13 719 saranno ridotte in schiavitu’. Nicosia diventera’ per diversi anni una citta’ fantasma: il censimento ottomano del 1572 contera’ 235 maschi
Cipro. Una seconda ondata di galere ottomane arriva sull’isola a dar man forte agli assedianti.
Le trattative sono chiuse di fronte al Papa: si propone di mettere in mare 200 galere, meta’ del Re Cattolico e meta’ di Venezia. Le spese saranno sopportate per meta’ dalla Spagna, per un terzo da Venezia e per un sesto dal Papato.
Al largo di Malta un gruppo di 4 galere che si sarebbe dovuto unire alla Lega anti-ottomana, cade in bocca ad un’intera squadra corsara, appunto al soldo degli ottomani, con 19 galeotte. Si tratta di Uluc Ali’, noto agli italiani come Uccialli’ o Occhiali. Tre
Cipro. Il comandante ottomano Piali’ si sorprende nel trovare le spiaggie di Cipro non custodite dai veneziani. Sbarca cosi’ facilmente i soldati e tutto l’equipaggiamento. Si tratta di 40 000 uomini, di cui pero’ solo 6000 giannizzeri e 4000 sipahi. Questo e’ solo il primo
Il Papa Pio V apre le trattative per la Lega anti-ottomana. Dureranno tutto il mese. Vi partecipano: gli spagnoli del Re Cattolico e i suoi alleati genovesi, e i veneziani.
Il Papa si decide a chiarire l’equivoco: chiede esplicitamente agli ambasciatori spagnoli se il loro alleato genovese Gian Andrea Doria sta veramente andando ad unirsi ai veneziani a Corfu’. Questa non era l’intenzione del Doria, da sempre arcinemico dei veneziani. Il Papa sta anche preparando
La flotta veneziana fa tappa a Corfu’. Qui lo Zane incontra l’uomo che lo sostituira’ dopo sei mesi: l’anziano provveditore di Corfu’ Sebastiano Venier. Insieme decidono di attaccare la fortezza ottomana di Sopoto’, sulle montagne albanesi. Gli ottomani scapperanno senza combattere e il Venier innalza
Zara. La flotta veneziana, in attesa di salpare, soffre di tifo epitecchiale che la decimera’ nei successivi mesi. Le vittime del tifo si stimeranno poi in decine di migliaia e obbligheranno la flotta a imbarcare marinai, specialisti, rematori e soldati ad ogni porto… porto dove
L’isola veneziana di Tinos, in Grecia, viene attaccata a sorpresa dagli ottomani, dopo aver preso Chio ai genovesi. Dopo un assedio di dieci giorni e dopo aver messo a ferro fuoco tutto quello che riuscivano, i turchi abbandonano infuriati l’isola con un nulla di fatto.
Costantinopoli. Piali’ torna in mare con 80 delle 82 galere partite il giorno prima. Cinque torneranno indietro il giorno dopo.
Costantinopoli. Escono in mare le 82 galere al comando di piali’. Il Barbaro, ambasciatore di Venezia, le vede sfilare in disordine e si compiace. Ancora di piu’ quando le vede rientrare il giorno dopo “per un poco di borasca […] et sono hora a canto
Zara. La flotta veneziana, in rotta verso quella ottomana, si arricchisce di molti piu’ fanti di quelli che aveva pianificato: ben 12 000 si presentano, per cui alcune migliaia devono per forza essere lasciati a terra. La flotta riparte con ben 10 740 effettivi.
Venezia. Escono dal porto 82 galere e 11 galeazze per un totale di almeno 2000 marinai ovvero oltre l’1% della popolazione della citta’. In piu’ sono accorpati anche un migliaio di artigiani specializzati a bordo di 94 legni da guerra. La flotta e’ diretta a
Costantinopoli. Escono in mare le prime 25 galere di Murat rais con 1500 giannizzeri a bordo. Altre 75 sono in preparazione e altre ancora dovrebbero unirsi.
Venezia ordina al provveditore Giacomo Celsi e ai suoi comandanti per mare di “trattare li sudditi, et le cose turchesche” come nemici dichiarati ogni volta che si presenti l’occasione.
Venezia. Il Consiglio dei Dieci decide di armare entro due mesi una flotta di 150 galere per la guerra alla flotta ottomana.