25 Marzo 1849
Il nuovo sovrano piemontese, Vittorio Emanuele II, incontra Radetzky in una cascina a Vignale, a Nord di Novara, e prende gli accordi per la fine della guerra. Vittorio Emanuele fara’ in seguito dei passi indietro ma il Regno di Sardegna non diventera’ mai come gli
23 Marzo 1849
Al termine della Battaglia di Novara, vedendo l’esercito sconfitto, il Re Carlo Alberto si getta nella mischia per cercare la morte, ma non la trova. Si ritira quindi a palazzo Bellini da dove manda un messo al generale austriaco per chiedere un armistizio. Le condizioni
31 Marzo 1849
Brescia. La battaglia volge alla fine. Gli austriaci al comando del maresciallo Haynau, la iena di Brescia, arrivano a 5000. A sera gli austriaci sfondano ed entrano in citta’. Per tre giorni le porte della citta’ verranno tenute chiuse e l’abitato saccheggiato senza riserve. Un
24 Marzo 1849
Brescia. Secondo giorno della rivolta: viene dato l’assalto all’ospedale militare e requisite armi e provviste. Si mette in luce la figura di Tito Speri per intelligenza e coraggio.
23 Marzo 1849
Brescia. All’arrivo degli emissari austriaci per riscuotere la rata della multa per il ritrovamento di armi in citta’, la popolazione insorge e in poche ore l’intero abitato cade in mano della Guardia Civica e gli austriaci si ritirano nel castello. Dalla fortezza per dieci giorni
23 Marzo 1849
Ore 18:00. Novara. Gli austriaci, con l’arrivo dei rinforzi, vincono la battaglia.
23 Marzo 1849
Ore 14:00. Novara. Gli austriaci, in 20 mila, hanno appena evitato il disastro contro 60 mila piemontesi (ma non tutti partecipano ai combattimenti).
23 Marzo 1849
Battaglia di Novara. Si affrontano l’esercito piemontese rinforzato con reparti modenesi, lombardi, polacchi, ungheresi, contro l’esercito austriaco. La battaglia, pur rappresentando una sconfitta dolorosa per il Regno sardo-piemontese e per gli ideali di unità e libertà d’Italia, segna il momento fondamentale di svolta nel Risorgimento:
18 Marzo 1849
Lombardia. Radetzky passa il Ticino, coglie di sorpresa i piemontesi che pianificavano una marcia trionfale attraverso la Lombardia, e ne sbaraglia la strategia.
8 Febbraio 1849
Roma. Ex Stato Pontificio. Viene proclamata la Repubblica Romana. La Costituzione della Repubblica Romana e’ la sola, fra quelle nate nel 1848-49 a non fare del cattolicesimo la religione di stato.
29 Gennaio 1849
Roma. Stato Pontificio. Viene eletta a suffragio universale la Costituente
21 Gennaio 1849
Roma. Si tengono le prime elezioni democratiche nello Stato Pontificio.
Dicembre 1848
Roma. Stato Pontificio. Dopo la fuga del Papa, affluiscono a Roma molti patrioti democratici a cominciare da Mazzini e Garibaldi.
27 Novembre 1848
Roma. Stato Pontificio. Il Papa lascia lo stato e si rifugia a Gaeta nel Regno delle Due Sicilie, ospitato da Ferdinando II.
24 Novembre 1848
Roma. Papa Pio IX si convince che e’ meglio abbandonare San Pietro, dopo che alcuni esaltati assassinano il primo ministro Pellegrino Rossi. Il Papa lascia l’urbe travestito per andare a Gaeta sotto la protezione dei Borbone di Napoli. Roma verra’ presto proclamata Repubblica.
Novembre 1848
In tutto l’Impero Francese nel mondo viene introdotto il suffragio universale maschile. Nelle colonie i bianchi rappresentano appena l’1% dell’elettorato. Il Senegal invia il primo uomo di colore all’Assemblea Nazionale Francese.
15 Novembre 1848
Roma. Stato Pontificio. Il Primo Ministro di idee liberali, Pellegrino Rossi, viene assassinato sulle scale della Camera al Palazzo della Cancelleria.
7 Settembre 1848
Messina, semidistrutte e in gran parte incendiata, si arrende ai borbonici dopo 5 giorni di battaglia feroce. Sono circa due o tre mila i caduti fra gli aggressori e anche fra i difensori. Tanti messinesi fuggono verso l’interno dell’isola mentre gli ultimi camiciotti sopravvissuti preferiscono
6 Settembre 1848
Messina. I borbonici ritentano lo sbarco, stavolta piu’ a sud, a Contessa (oggi Contesse). Davanti alle spiagge ci sono le navi Stromboli e Nettuno che trainano 8 barche cannoniere e 12 scafi che trasportano artiglierie. I cannoni spazzano le spiagge e poi da altri 20
3 Settembre 1848
Messina. Inizia l’assalto borbonico alla citta’. Cacciatori e svizzeri sbarcano a sud della citta’, dove le difese sono meno presenti. Popolani e camiciotti resistono con una feroce battaglia casa per casa. Si parla di crudelta’: fra i 60 e i 200 svizzeri fatti prigionieri sono
31 Agosto 1848
Vienna. L’esautorato Ferdinando (principi e generali gli hanno imposto di abdicare a favore del nipote Francesco Giuseppe) presiede il Festival per la Gran Vittoria. “In onore dei nostri coraggiosi soldati in Italia” viene eseguita la marcia composta da Johan Strauss in omaggio a Radetzky. E’
7 Agosto 1848
Radetzky riconquista la Lombardia. Nell’autunno successivo firmera’ un provvedimento in cui obblighera’ le classi piu’ abbienti a pagare i danni. Il 1848 e’ l’anno nero del Risorgimento Italiano, ma anche l’anno in cui viene gettato il seme della riscossa e del disegno unitario.
6 Agosto 1848
Milano assiste attonita al rientro di Radetzky. In centomila prendono la via dell’esilio, fra cui Cattaneo, che ha gioito per la disfatta di Custoza, convinto che ci fosse spazio per una guerra solitaria di Milano. In molti fuggono a Torino, fra cui Sottocorno, eroe delle
Agosto 1848
Dopo la sconfitta di Custoza da parte dei piemontesi termina la guerra con gli austriaci.
4 Agosto 1848
Milano. A sera il piemontese Re Carlo Alberto decide di chiedere l’armistizio all’Impero Austriaco. Quando esce sul balcone per parlare alla folla, qualcuno gli spara un colpo di fucile. Non lo colpisce e la pallottola si pianta nel soffitto della stanza, ma la cosa desta
Agosto 1848
Dopo il disastro di Custoza il governo piemontese decide finalmente di dare credito ad un comandante di guerriglieri e corsari appena giunto dal Sud America: Giuseppe Garibaldi. Ha ordine di agire, con un drappello di volontari, sulle PreAlpi bergamasche. Conduce una incessante guerriglia, e alla
27 Luglio 1848
Inizia la ritirata dell’esercito piemontese attraverso la Lombardia. Una delle pagine piu’ nere della storia d’Italia. Una serie di errori conducono ad una ritirata precipitosa che poteva invece rendere la vita difficile agli austriaci che avevano lo svantaggio di un territorio ostile.
25 Luglio 1848
Custoza. I piemontesi si ritirano a Goito, oltre il fiume Mincio. Entrambe le parti hanno sofferto piu’ di mille perdite a Custoza, ma nessuna parte e’ disfatta.
23 Luglio 1848
Sona e Sommacampagna, tra Verona e Peschiera. Gli austriaci attaccano i piemontesi con grandissima superiorita’: 60 battaglioni con 183 cannoni contro 20 battaglioni con 20 cannoni. La divisione sarda deve abbandonare la posizione che aveva occupato per 3 mesi e ritirarsi a Cavalcaselle, presso Peschiera.
22 – 25 Luglio 1848
Battaglia di Custoza. Prima Guerra di Indipendenza italiana, tra le truppe del Piemonte, guidate da Carlo Alberto di Savoia, e quelle dell’Impero Austriaco, comandate da Josef Radetzky. I due eserciti si scontrarono a Custoza, nei pressi di Verona, per il controllo delle pianure del Veneto.
Estate 1849
Thomas Alva Edison ha solo 2 anni e sono i suoi primi ricordi: gattona per raggiungere un dollaro d’argento lanciato da un corteggiatore di sua sorella Marion. Passa una carovana di carri coperti diretti a Ovest. Su uno di quei carri c’è lo zio Snow
22 Luglio 1848
Rivoli, subito a Sud del Lago di Garda. Prime schermaglie fra piemontesi ed austriaci nella cosiddetta Battaglia di Custoza. Si tratta degli austriaci scesi dal Trentino e dei piemontesi di De Sonnaz che resistono senza difficolta’. Ma il grosso dell’attacco deve ancora arrivare…
10 Giugno 1848
Vicenza. Terzo e decisivo assalto austriaco alla citta’. E’ guidato personalmente da Radetzky con 30 mila uomini e 124 cannoni. La difesa, guidata dal pontificio Giovanni Durando e’ ostinata ovunque, ma la pressione degli austriaci e’ insopportabile. I difensori tentano un contrattacco con Massimo d’Azeglio
Giugno – Agosto 1848
Durante la Prima Guerra d’Indipendenza, Giuseppe Garibaldi guida un gruppo di volontari nella zona di Varese, con successo contro gli austriaci. Con un breve discorso chiama il popolo alle armi. Inizia con: “Non con le grida e gli applausi si combattono i nemici, ma coll’armi
inizio Giugno 1848
Italia Nord Orientale. Gli austriaci controllano solo tre delle quattro citta’ del Quadrilatero fortificato, avendo appena perso Peschiera; la Lombardia e’ in mano ai piemontesi, i volontari veneti sono a nord dell’Adige e l’Esercito Pontificio ha passato Vicenza, Treviso e Venezia arrivando in vista del
Maggio – Luglio 1860
Mentre e’ in corso la guerra del Piemonte contro l’Austria, i moderati di Milano, Venezia, Parma, Modena decidono di fondersi col Piemonte. Ma la sconfitta di Custoza indurra’ presto Carlo Alberto a lasciare precipitosamente Milano e fare la pace con l’Austria.
Primavera 1848
In Italia agiscono 350 reparti di volontari. I piu’ famosi quelli (circa 3000) di Luciano Manara, l’eroe di Porta Tosa, alla fine delle Cinque Giornate di Milano, ma anche gli animosi Crociati Veneti (circa 2000), i volontari toscani, perlopiu’ studenti universitari. Ma ci sono anche
30 Maggio 1848
Verona. La colonna di rinforzi austriaci per Peschiera e’ intercettata dai piemontesi del generale Bes. E Peschiera di conseguenza si arrende.
30 Maggio 1848
Battaglia di Goito. Gli austriaci di Radetzky ripiegano dopo 3 ore di intensi combattimenti e lasciano sul campo 68 morti e 331 feriti contro 43 morti e 253 feriti piemontesi.
29 Maggio 1848
Ore 16:00. Curtatone. Dopo 6 ore di combattimenti con gli austriaci, il comandante toscano De Laugier ordina il ripiegamento. A Montanara solo la meta’ dei difensori riesce ad evitare la cattura. Alla fine della giornata gli italiani soffrono 166 morti, 518 feriti e 1178 prigionieri,
29 Maggio 1848
Ore 10:00. Curtatone e Montanara. Le truppe austriache di Radetzky composte da 43 battaglioni di fanteria, 54 squadroni di cavalleria e 151 cannoni, divise in tre colonne, aprono il fuoco sul battaglione di studenti universitari e sui napoletani. La resistenza e’ accanita e inaspettata.
28 Maggio 1848
L’ammiraglio Raffaele De Cosa, a capo della flotta napoletana che sostiene il Generale Pepe nel Nord dell’Adriatico, viene richiamato da Ferdinando II per combattere contro l’insurrezione in Sicilia. De Cosa, fedele agli ideali della guerra contro gli austriaci, chiede di essere destituito e si ritira
27 Maggio 1848
Verona. Radetzky tenta di forzare l’assedio e fa uscire verso Mantova una forza imponente: 43 battaglioni di fanteria, 54 squadroni di cavalleria e 151 cannoni. Punta su cio’ che considera il punto debole dello schieramento piemontese: Curtatone e Montanara, tenuti da un battaglione di studenti
27 Maggio 1848
Monti del Cadore. I montanari volontari guidati da Pier Fortunato Calvi, armati di carabine rigate, tipiche dei cacciatori, sono affiancati dai cittadini che hanno formato una sorta di guardia civica, attuando azioni come fare cadere vede e proprie frane di pietre contro gli austriaci. Il
23 Maggio 1848
Vicenza. Secondo assalto austriaco alla citta’. Alla fine della giornata i generale Thurn und Taxis deve dare ordine di ritirata.
20 Maggio 1848
Vicenza. Primo assalto austriaco alla citta’ dopo aver sconfitto i volontari a Cornuda.
15 Maggio 1848
Sicilia. Ferdinando II sopprime con un colpo di forza la Costituzione ed il Parlamento.
14 Maggio 1848
Napoli. Una folla si raduna per protestare contro la volonta’ del sovrano Federico II di cancellare le concessioni democratiche. Il re fa intervenire l’esercito col supporto del popolino, i cosiddetti lazzaroni, da sempre ostili alla borghesia e agli intellettuali e fedeli al sovrano. Finisce in
9 Maggio 1848
Veneto. L’esercito pontificio (10 mila uomini) guidato da Giovanni Durando, un ex esule piemontese, raggiunge posizioni avanzate nel Nord del Veneto austriaco. Ci sono anche 7000 volontari laziali guidati dal fervente repubblicano Andrea Ferrari. Questi ultimi sono impegnati in battaglia il 9 Maggio dagli austriaci,
6 Maggio 1848
Sera. I Piemontesi a Verona hanno perso un’altra occasione e permettono agli austriaci di ritirarsi nelle mura della citta’.
6 Maggio 1848
Mattina. I Piemontesi prendono la decisione di attaccare il Quadrilatero fortificato, aggredendone il cuore: Verona.
30 Aprile 1848
Pastrengo, alle spalle di Peschiera. 8000 austriaci sono attaccati da 14000 piemontesi e sono sconfitti ritirandosi al di la’ dell’Adige. I piemontesi festeggiano una vittoria brillante ma si tratta in realta’ di una occasione perduta. Famosa e’ la carica di 240 cavalieri sui cavalli da
Fine Aprile 1848
In seguito alle concessioni delle Costituzioni, si tengono in Piemonte le prime elezioni parlamentari
20 Aprile 1848
Alfred Wallace e Henry Bates, ispirati dal libro di Darwin Viaggio di un naturalista attorno al mondo, partono per una spedizione in Amazzonia facendosi finanziare con la raccolta di esemplari rari di insetti e farfalle da vendere ai collezionisti
13 Aprile 1848
I siciliani dichiarono decaduta la dinastia borbonica regnante a Napoli.
11 Aprile 1848
Castelnuovo sul Mincio. La rabbia austriaca si rivolge verso la popolazione locale colpevole di aver accolto con entusiasmo i volontari accorpati all’Esercito Piemontese e massacrano 113 persone bombardando il paesino.
9 Aprile 1848
I piemontesi decidono di inviare 200 volontari in esplorazione al di la’ del Mincio, in territorio austriaco. Questi fanno di piu’ del ruolo loro assegnato e conquistano una polveriera austriaca con 500 barili di polvere da sparo a Castelnuovo. Ma poi senza supporto piemontese devono
9 Aprile 1848
Le truppe piemontesi arrivano (finalmente) a tiro degli austriaci, con uno scontro al ponte di Goito. Hanno il battesimo del fuoco i Bersaglieri con il loro fondatore e comandante Alessandro La Marmora che rimane ferito gravemente.
8 Aprile 1848
Veneto. Tra Montebello e Sorio, i Crociati Veneti, una massa confusa di volontari armati nei modi piu’ svariati, si scontrano con 3000 austriaci usciti da Verona. I volontari si battono con coraggio, ma essendo del tutto inadeguati allo scontro in campo aperto, subiscono una durissima
8 Aprile 1848
Vienna. Il Wiener finalmente, senza commento o rossori, pubblica il rapporto integrale di radetzky sulla disfatta di Milano. Negli stessi giorni, un piccolo quotidiano, il Gegenwart, pubblica le lettere del corrispondente da Milano con la cronaca fedele della rivolta trionfante, e delle violenze perpetrate dagli
3 Aprile 1848
Radetzky col suo esercito e’ al riparo dietro le solide mura di Verona.
1 Aprile 1848
Vienna. Il Wiener tiene duro, nonostante l’evidenza e asserisce che manca la conferma del governo sulla presunta sconfitta di Radetzky. Riporta anche numerose voci sul generale: che sia morto sul campo di battaglia, o che abbia perso entrambe le gambe, o che sia stato ferito
28 Marzo 1848
Vienna. Il Wiener: “Milano si e’ arresa a discrezione di Radetzky ed e’ pronta a pagare 12 milioni” (42milioni EUR). Ma l’Allemagne Zeitung di Augusta svela che Radetzky e’ in realta’ stato battuto.
24 Marzo 1848
Vienna. Il Wiener Zeitung ammette che ci sono stati disordini importanti, ma tranquillizza sulla fedelta’ di Milano a Ferdinando.
23 Marzo 1848
Vienna. I viennesi apprendono dalla Wiener Zeitung, il quotidiano piu’ importante, che a Milano sono accaduti piccoli scontri attribuiti a malintesi. Col governo nel caos, e’ il comando militare ad imporre la censura.
23 Marzo 1848
Venezia. Il governatore militare austriaco, Ferdinand Zichy, firma la capitolazione nonostante i suoi soldati controllino ancora i forti. Dopo la capitolazione di Como, Bergamo, Sondrio, Brescia, soltanto Mantova e Verona rimangono ancora sotto il tacco dell’Impero.
23 Marzo 1848
Milano. Sala degli Scarlioni. Il capitano austriaco Antonio Gnoato firma, per conto di Radetzky, la capitolazione della fortezza. Non batte ciglio anche nel leggere il seguente capoverso: “I progionieri politici, vittime della caduta tirannide, saranno immediatamente messi in liberta’, particolarmente quelli che vennero imprigionati a
23 Marzo 1848
Ore 13:00. Le truppe austriache in ritirata da Milano, raggiungono Melegnano. La marcia e’ stata lentissima: 14Km in 14h. La ritirata di Radetzky sorprende i milanesi. La voglia di festa prevale su ogni desiderio di rivalsa. Dalle porte aperte della citta’ sciamano dentro migliaia di
23 Marzo 1848
Carlo Alberto, Re del Regno di Piemonte lo stesso giorno della dichiarazione di guerra all’Austria, adotta il tricolore. Un articolo di Cavour ne sottolinea il significato, forse oltre le intenzioni del Re: “Una sola via e’ aperta per la nazione, pel governo, pel re. La
23 Marzo 1848
Torino. L’impavido Martini giunge in citta, con le lettere firmate da Cattaneo e l’altra da Manzoni fra gli altri illustri milanesi. Carlo Alberto ha appena sciolto il consiglio dei ministri. Era la sua prima riunione, ma il re, con scarso ossequio alla fresca costituzione, sancisce
23 Marzo 1848 – 24 Marzo 1849
Prima Guerra di Indipendenza italiana. Con spontanea partecipazione popolare in varie città (Milano, Venezia, Genova) e regioni (Sicilia, Toscana) avviene la ribellione e la guerra del Piemonte contro l’Austria. Dal punto di vista strettamente militare viene divisa in tre fasi: due campagne militari (una prima



