8000 – 9000 a.C. ca.

8000 – 9000 a.C. ca.

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Diffusione massiccia, nell’Europa del Nord, degli individui dai capelli biondi e occhi chiari; di seguito una possibile spiegazione della repentina diffusione: in quel periodo il freddo estremo faceva sì che le popolazioni delle aree più fredde si alimentassero di sola carne, non potendo raccogliere frutta e verdura, i maschi dovevano avventurarsi in cacce spesso pericolose, mentre le femmine rimanevano nei villaggi (nelle aree calde, invece, le donne potevano essere impegnate anche nella raccolta di frutti e vegetali vari, esponendosi anch’esse a rischi mortali). Nelle suddette condizioni di «disparità», in Europa la mortalità tra i maschi era molto maggiore e a ogni uomo corrispondeva un numero notevolmente superiore di donne che dovevano letteralmente contendersi i pochi uomini a disposizione che, evidentemente, preferivano fecondare donne dai capelli e dagli occhi chiari, favorendo la trasmissione dei geni che causano tale «anomalia». Senza un processo di selezione di questo tipo, anziché pochi secoli ai biondi sarebbero occorsi 850mila anni per prevalere sui mori in una determinata area

8000 a.C.

8000 a.C.

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Domesticazione di cereali soprattutto il Triticum Dicoccum e leguminose, in una vasta area compresa tra l’Anatolia orientale, l’Iraq settentrionale, la Palestina e l’Iran occidentale

8000 a.C.

8000 a.C.

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Pendici orientali dei Monti Urali centrali. Viene eretto il “Grande Idolo”: un palo totemico alto 5m e decorato di elaborate incisioni. Viene recuperato da una torbiera del lago Sigirskoe. Sappiamo pochissimo dei sistemi sociali e politici di queste comunità preistoriche, ma questi esempi ci rivelano realtà complesse inaspettate.

8000 a.C.

8000 a.C.

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La domesticazione di alcuni cereali nella mezza luna fertile puo’ essere vista, tramite la selezione volontaria dei ceppi migliori e piu’ appropriati, come la prima modifica (involontaria) del genoma di un altro essere vivente, da parte del genere umano, per ottenere i propri scopi (di cibarsene, in questo caso). Nel caso del frumento e dell’orzo, e’ la mutazione (normalmente recessiva) di un solo gene (!) a causare la non apertura spontanea dei bacelli per far cadere a terra i semi dove potrebbero germinare. Questa selezione artificiale della specie da parte dell’uomo porta al frumento, dove i semi sono tenuti nei bacelli, e possono quindi essere agevolmente raccolti per fare la farina e il pane. Questa mutazione genetica sarebbe stata letale alla pianta, in ambiente naturale senza l’intervento umano, in quanto non avrebbe potuto riprodursi, e per questa la selezione naturale la aveva fatta recessiva (ovvero quei ceppi che non la avevano come recessiva si sono estinti).

8000 – 2500 a.C.

8000 – 2500 a.C.

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La domesticazione di alcune specie animali fa la differenza in diverse societa’. Le Major Five sono: pecora, capra, mucca, maiale, cavallo. Le Minor Nine sono: cammello a una e due gobbe, lama, asino, renna, bufalo, yak, Bali cattle, mithan. Altri seguiranno molti secoli dopo: il coniglio (nel medio evo) e topi e ratti da laboratorio nel XX secolo. Si puo’ quindi affermare che l’addomesticamento dei grandi mammiferi e’ a tutti gli effetti terminato nel 2500 a.C.. Per quella data tutte le 148 specie candidate sono probabilmente state testate innumerevoli volte indipendentemente in giro per il mondo, col risultato che solo 14 sono risultate addomesticabili in modo vantaggioso.

8000 a.C.

8000 a.C.

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Cina: la coltivazione del miglio inizia in piccola scala nell’8000 a.C. sulle pianure settentrionali come complemento stagionale a foraggiamento e caccia, ma non diventa un alimento di base fino a 3000 anni dopo. Nelle foreste orientali del Nord America nel 3000 a.C. le colture da seme sono già presenti ma l’agricoltura seria arriva solo 4000 dopo, nel 1000 d.C.. Nel Messico del 7000 a.C. il mais e la zucca sono specie vegetali domesticate dall’uomo attraverso l’agricoltura. Ma diventeranno alimenti di base della dieta locale solo 5000 anni dopo. Questi esempi forniscono la prova che il percorso verso l’agricoltura non era né scontato né lineare ed inesorabile come si potrebbe pensare. Al contrario, l’agricoltura neolitica era un esperimento che avrebbe potuto fallire e talvolta fallì.

8000 a.C.

8000 a.C.

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La domesticazione di alcuni cereali nella mezza luna fertile e’ probabilmente la prima grande modifica (miglioramento, dal punto di vista umano) di un altro essere vivente, ai propri scopi.

8000 a.C.

8000 a.C.

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Mesopotamia. I contabili registrano le quantita’ degli oggetti con piccoli gettoni d’argilla di varie forme, che poi venivano rinchiusi in un contenitore sigillato d’argilla, con su iscritto un simbolo che significava il numero di gettoni in esso contenuti (per evitare di rompere il contenitore ogni volta). Questa e’ forse la nascita dei simboli per indicare le cose, e quindi dei numeri, e forse poi anche la scrittura.

8 000 a.C.

8 000 a.C.

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Nord America ed Europa. Con l’estinzione di grandi mammifferi come i mastodonti e i mammouth, vengono a mancare specie che con la loro presenza numerosa ed invasiva contribuivano a mantenere le praterie disboscate. Come conseguenza avviene un netto aumento delle foreste alle latitudini elevate, siccome non ci sono grandi mammiferi che abbattono o danneggiano gli alberi quando sono ancora giovani piante. Siccome le praterie tengono il pianeta piu’ freddo che le foreste (siccome le foreste assorbono meglio il calore solare), l’assenza di mammuth e mastodonti non e’ una buona notizia per il riscaldamento globale.

8 000 a.C.

8 000 a.C.

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I leopardi si estinguono in Europa. Erano bestie di 60-90Kg i maschi e 35-40Kg le femmine: i piu’ grossi predatori europei dopo i leoni delle caverne e le iene delle caverne (100Kg)

8500 a.C.

8500 a.C.

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Mesopotamia. Inizia la domesticazione, intesa anche come selezione delle specie piu’ adatte e quindi l’involontaria modifica genetica della specie, di piante come il frumento, i piselli, le olive, e di animali come le pecore e le capre. Tutto cio’ permette ai gruppi umani di formare villaggi, avere surplus per mantenere lavori non produttivi, popolazioni piu’ numerose, sostenere organizzazioni complesse, avere la scrittura, tecnologia, eserciti, la religione. Quindi fa la differenza.

9000 – 8500 a.C. ca.

9000 – 8500 a.C. ca.

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La diffusione dell’agricoltura nella Mezza Luna Fertile e’ dovuta principalmente ad alcuni fattori: il clima di tipo Mediterraneo caratterizzato da brevi inverni umidi e lunghe estati calde e secche. Questo porta alla selezione naturale di specie annuali, che si seccano e muoiono nella stagione secca; cio’ a sua volta comporta per la pianta spendere tutte le proprie energie per sviluppare il frutto, senza sprecarle nel fare un fusto legnoso solido. Un secondo vantaggio sta nel fatto che le specie indigene presenti sono gia’ molto produttive di per se’. Un terzo vantaggio e’ la presenza di hermafroditic selfers, ovvero piante che si auto-impollinano anche se occasionalmente possono farlo mutualmente. L’ermafroditismo e’ vantaggioso per l’agricoltore perche’ cosi’ la pianta non perde il carattere genetico selezionato artificialmente, mentre l’ocassionale cross-pollination puo’ dare quella mutazione casuale che alla lunga puo’ rivelarsi utile. Un quarto vantaggio e’ la presenza di grossi mammiferi addomesticati come capre, pecore, maiali, mucche. Un quinto vantaggio e’ che la pesca, la caccia o la raccolta non sono molto convenienti nella Mezza Luna Fertile, per cui non esiste una forte competizione da parte da culture nomadi di cacciatori-raccoglitori.

9000 – 8500 a.C. ca.

9000 – 8500 a.C. ca.

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Le colture di svariati vegetali e la loro domesticazione, si diffonde dapprima nella Mezza Luna Fertile e poi, indipendentemente, in altre parti del mondo come Cina, Meso America (Messico), Sud America (Equador, Peru) e Valle del Mississippi. Delle 200 mila specie di piante selvatiche, solo alcune migliaia sono commestibili dal genere umano o lo sono state, e solo alcune centinaia sono state domesticate, ma solo una dozzina oggi (10 mila anni dopo l’invenzione dell’agricoltura) costituiscono l’80% dei raccolti ogni anno (in peso). Questi sono: frumento, mais, riso, orzo, saggina, soia, patate, manioca, patata dolce, canna da zucchero, barbabietola da zucchero, banana.

9000 a.C.

9000 a.C.

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Inizia attuale processo di desertificazione del Sahara: da una prospera savanna con gazzelle, giraffe, zebre, elefanti e bovini, in poco piu’ di mille anni, diventa un arido deserto. Gli umani devono trovare una alternativa alla caccia, e l’allevamento dei bovini costituisce una valida possibilita’.

9 000 a.C.

9 000 a.C.

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Cipro. Lo strait-tusked elephant (une versione insulare di soli 200Kg dell’elefante africano) e il Phanourius minor (il piu’ piccolo ippopotamo conosciuto) si estinguono sull’isola di Cipro, l’ultimo avamposto europeo (o quasi europeo) di questi animali, quasi contemporaneamente all’arrivo degli umani sull’isola.

9500 a.C.

9500 a.C.

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Gobekli Teple, Turchia sud-orientale. Una banda di cacciatori raccoglitori per oscure ragioni culturali costruisce 10 strutture monumentali fatte a “T”, dai 5 ai 30 metri di altezza, del peso di 20 tonnellate, senza un evidente uso pratico. Verranno scoperte nel 1995 d.C.

10000 – 9000 a.C.

10000 – 9000 a.C.

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In un articolo su “Science” di Charles Hockett, si dimostra che i suoni morbidi “f” e “v”, gia’ ritenuti piu’ comuni fra le culture che mangiano cibi piu’ soffici, si sono evoluti all’inizio del neloitico, grazie ad una particolare conformazione della bocca, mandibola, e denti superiori. Hockett dimostra in particolare, che grazie al cibo piu’ facile da masticare, si selezionano dei caratteri genetici che portano a conformazioni del cranio e della bocca, che permettono di pronunciare i suoni “f” e “v”, prima impronunciabili. Questi suoni sono tuttora assenti nelle culture di cacciatori-raccoglitori, ancora esistenti sul pianeta.

10 000 a.C.

10 000 a.C.

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Mare di Barents, tra l’attuale Norvegia e Russia. Sui fondali marini si verificano grandi esplosioni di sacche di metano freddo, rimaste intrappolate lì per millenni sotto forma ghiacciata, ed ora rilasciate a causa del surriscaldamento del clima. Questo contribuisce ad un forte ulteriore effetto serra.

10 000 a.C.

10 000 a.C.

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Nord America. Dopo l’inizio del ritiro del ghiacciaio nord americano dal New England, alcune specie, come i lombrichi, impiegano ancora millenni prima di ripopolare lentamente l’ecosistema. Quando arriveranno gli europei, i lombrichi non saranno ancora tornati.

10 000 a.C.

10 000 a.C.

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Nel 10 000 a.C. al mondo ci sono migliaia di civilta’ quasi o totalmente isolate fra di loro. Nel 1450 d.C. sono calate drasticamente e piu’ del 90% della popolazione mondiale vive in un’unica macro civilta’ in Afro-Eurasia. Il restante 10% della popolazione mondiale e’ diviso fra le civilta’ di Mesoamerica, Ande, Australia, Oceania. Nei successivi 3 secoli, la macro civilta’ Afro-Eurasiatica inghiotte gli altri 4 mondi: il Mesoamerica nel 1521, le Ande nel 1532, l’Australia nel 1788 (e la Tasmania, l’ultimo avamposto nel 1803).

10 000 a.C.

10 000 a.C.

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Siria Settentrionale. Prima coltivazione di cereali selvatici. Si tratta di “agricoltura per gioco” e non di agricoltura pianificata e organizzata per sostenere la società. Il processo di domesticazione biologica, che include anche il passaggio da rachide fragile a rachide tenace, si concluderà non prima del 7000 a.C., ovvero ben tremila anni dopo. Questo sottintende una transizione niente affatto lineare o a tappe forzate, ma più un percorso di avvicinamento e allontanamento dall’agricoltura che alla fine sfocia nell’addomesticamento dei cereali.

10 000 – 7 000 a.C.

10 000 – 7 000 a.C.

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Sono passati solo poche migliaia di anni dell’arrivo dell’uomo in Nord America ma gia’ il 70% delle specie di grandi mammiferi si sono estinti a causa dell’uomo: bufali, cavalli, antilopi, bradipi, mammoth, tigri dai denti a sciabola, leoni, ecc.

10900 a.C.

10900 a.C.

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Una pioggia di meteoriti investe il Nord America. Questo evento, testimoniato dal ritrovamento di nanodiamanti nello strato geologico, puo’ aver contribuito all’estinzione di mammuth, tigri dai denti a sciabola, bradipi giganti.

11 000 a.C.

11 000 a.C.

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Le bande sono ancora la forma di organizzazione piu’ diffusa sul pianeta per il genere umano. Le tribu’ sono ancora l’eccezione piuttosto che la regola. Regni e stati nazionali nasceranno nei successivi 13 mila anni fino ad essere la forma di gran lunga dominante di organizzazione sociale.

11 000 a.C.

11 000 a.C.

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Sull’isola indonesiana di Flores prospera l’Homo Floresiensis. Contemporaneamente coi moderni Homo Sapiens. La specie Homo Floresiensis viene scoperta solo all’inizio del XXI secolo d.C. e ha una incredibile somiglianza con la specie Hobbit inventata e descritta da Tolkien un secolo prima ne Il Signore degli Anelli

11 000 a.C.

11 000 a.C.

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Inizio delle prime comunita’ che vivono in villaggi. Fino a questo momento la totalita’ del genere umano erano stati cacciatori-raccoglitori (hunther-gatherer). Il passaggio alla vita di villaggio comporta un enorme cambiamento con potenzialita’ che si svilupperanno nei successivi millenni.

11 000 a.C.

11 000 a.C.

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Prima evidenza di imbarcazioni capaci di andar per mare nel Mediterraneo. Gli aborigeni australiani avevano pero’ gia’ sviluppato tale tecnologia quasi 40 mila anni prima! Infatti raggiungono per la prima volta l’Australia dalle isole indonesiane 50 mila anni fa. Anche dall’isola piu’ vicina all’Australia (Timor e Tanimbar), il nuvo continente e’ invisibile all’orizzonte, anche considerando il deperimento del livello dei mari dovuto alle glaciazioni. Gli aborigeni devono quindi aver attraversato il profondo canale di mare con barche di tecnologia evoluta. Questo (enorme) vantaggio iniziale non e’ stato pero’ sufficiente per gli aborigeni per dominare le altre civilta’ del pianeta, a causa di forti limitazioni ambientali locali, come l’assenza di rilevanti specie addomesticabili (forse a causa di sterminio da parte degli stessi aborigeni).

12 000 a.C.

12 000 a.C.

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I cacciatori-raccoglitori russi e mongoli dell’Asia centrale allevano le renne. Si tratta, insieme ai cani, della prima specie allevata dall’uomo.

12 000 a.C.

12 000 a.C.

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La comparsa di mondi culturali locali durante il Mesolitico, aumenta la probabilità che società relativamente autonome abbandonino la dispersione stagionale e si adattino a un sistema gerarchico verticistico permanente.

12 300 a.C.

12 300 a.C.

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Si estinguono gli ultimi leoni delle caverne in Europa. I resti datati a questa ultima epoca sono trovati in Spagna (Cantabria) in una grotta abitata da umani, assieme a resti di ossi di cervo rosso, orso bruno, volpe, iene, cavalli, aurochs. I resti di ossi di leoni sono marcati in modo tale che si ritiene all’animale sia stata tolta la pelliccia. I resti sono trovati oltre 130m all’interno della caverna, in una zona adornata con pitture rupestri sulle pareti, evidentemente illuminata da fuochi e torce.

12 700 a.C.

12 700 a.C.

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La fusione in acqua dolce dei ghiacci artici, accumulatasi nei laghi nel Nord del Canada (in particolare il Lake Agassiz), trabocca e si riversa improvvisamente nell’Oceano Atlantico (e/o Mar Artico); la repentina diminuzione della salinita’ sconvolge le correnti marine nel Nord Atlantico e provoca il breve episodio glaciale conosciuto come Younger Dryas; alcuni canyons (Ouimet, Boulders, Rabbit) in Canada rimangono a testimoniare tale catastrofico evento

12 000 a.C.

12 000 a.C.

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Shubayqa, Giordania. Prima pagnotta della storia. E’ fatta dai Natufiani, con farina, acqua e una punta di lievito. Assomiglia all’attuale pane arabo: e’ una pagnotta piatta e impilabile, un po’ bruciacchiata, ma nutriente. Verra’ studiata 14 mila anni dopo da ricercatori dell’Universita’ di Copenaghen, di Londra e di Cambridge. In tutto sono 642 (di cui almeno 24 sono pane), i frammenti di cibo ritrovati e tanti altri di focolai e carbone.

12 000 a.C.

12 000 a.C.

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Alaska. Prima evidenza certa e non in discussione, della presenza di villaggi umani nel continente americano. Probabilmente la colonizzazione e’ pero’ iniziata molto prima. Nei pochi secoli successivi c’e’ la certezza di altre centinaia di insediamenti negli attuali Stati Uniti e Messico. Probabilmente le Americhe sono state colonizzate in meno di mille anni. In effetti, anche se la popolazione iniziale fosse stata solo di 100 persone (e potrebbe essere), con un incremento annuale di solo lo 1.1% avrebbe raggiunto la cifra di 10 milioni di cacciatori-raccoglitori in mille anni, ovvero una persona per miglio quadrato (un numero elevato per popolazioni di cacciatori-raccoglitori). Inoltre per arrivare da Bering alla Patagonia in mille anni basta un ritmo medio di 14Km all’anno, che e’ perfettamente normale per popolazioni di cacciatori-raccoglitori, che, sotto pressione, possono coprire tale distanza anche in un sol giorno.

13 000 a.C.

13 000 a.C.

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Homo di Arlington Springs: una donna rinvenuta nelle isole Channel al largo della California Meridionale, si tratta delle isole dove prosperava il Mammuth Pigmeo… prosperava fino all’arrivo dell’uomo

13 000 a.C.

13 000 a.C.

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Mesopotamia. Prima evidenza di organizzazione in tribu’ invece che in bande. Si noti comunque che per milioni di anni tutto il genere umano e’ stato organizzato SOLO in bande. Negli ultimi 13 mila anni e’ iniziato un processo graduale di organizzazione in gerarchie piu’ complesse che ha portato a tribu’, domini, regni, stati nazionali.

13 000 a.C.

13 000 a.C.

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Fra 17 mila e 12 mila anni fa (la data stimata e’ 15 mila anni fa con una incertezza di due-tre mila anni), si estinguono diverse specie di grandi mammiferi nelle Americhe. Fino ad allora l’Ovest americano sembrava piu’ qualcosa come il Serengeti africano, con branchi di elefanti, cavalli e perfino cammelli braccati da leoni, giaguari, tigri dai denti a sciabola. Anche in questo caso, come per l’Australia e Nuova Guinea, il responsabile e’ molto probabilmente l’arrivo dell’uomo e la caccia intensiva. In alcuni casi ci sono prove di estinzioni avvenute in aree come la zona del Grand Canyon, solo alcuni secoli dopo l’arrivo dell’uomo. Parliamo di specie che avevano prosperato per milioni di anni e che avevano passato indenni almeno altre 22 ere glaciali.

13 000 a.C.

13 000 a.C.

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Americhe. Gli elefanti gomphothere (a 4 zanne) in Sud America e i mastodonti (da 15 tonnellate) in Nord America, si estinguono subito dopo l’arrivo dei primi umani sul continente, dopo 17.5 e 16.5 milioni di anni di anni rispettivamente. Si erano entrambi gia’ estinti nel resto dei continenti 2.7 milioni di anni prima. Assieme a loro scompaiono anche le tigri dai denti a sciabola in Nord America.

13 000 a.C.

13 000 a.C.

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Campi Flegrei, Campania. L’eruzione del Tufo Giallo Napoletano è la seconda per importanza nell’area campana (la prima e’ avvenuta nel 37000 a.C.). Nel corso dell’eruzione furono emesse, da un centro ubicato nei Campi Flegrei, alcune decine di km3 di magma che ricoprirono un’area di circa mille km2. I depositi connessi con l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano si rinvengono nell’area napoletano-flegrea e nella Piana Campana fino ai rilievi dell’Appennino. L’eruzione del Tufo Giallo Napoletano fu accompagnata dalla formazione di una caldera che determinò lo sprofondamento di un’area che comprende parte dei Campi Flegrei e della baia di Pozzuoli.

13 000 a.C.

13 000 a.C.

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Prima evidenza dell’allevamento di cani da parte di Homo Sapiens. Si tratta probabilmente della prima specie addomesticata. E questo prima della Rivoluzione Agricola.

14 000 a.C.

14 000 a.C.

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Giappone. La comprovata possibilita’ da parte delle popolazioni delle isole del Giappone di produrre vasellame di vario tipo, comporta probabilmente la presenza di societa’ stanziali. Si tratta di 4 millenni di vantaggio rispetto a Mesopotamia e Cina.

14 000 a.C.

14 000 a.C.

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Giappone. Le popolazioni delle isole del Giappone, provenienti dalla Corea sfruttando il passaggio aperto dalle glaciazioni, sono gia’ in grado di produrre vasellame di vario tipo. Si tratta di 4 millenni di vantaggio rispetto a Mesopotamia e Cina.

14 000 a.C. – 300 a.C.

14 000 a.C. – 300 a.C.

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Giappone. La cultura monolitica Jomon domina oltre diecimila anni di storia dei foraggiatori: dal 14000 a.C. al 300 a.C. abbracciando lunghe fasi precedenti l’avvento della coltivazione del riso in Giappone. E’ documentata da migliaia di siti archeologici, scoperti soprattutto nella seconda parte del XX e nel XXI secolo. Sono venuti alla luce cicli centennali di nucleazione e dispersione degli insediamenti, con monumenti in legno e pietra, tradizioni rituali, opulenti sepolture, mestieri artigiani specializzati, arti della ceramica, del legno e della lacca. E’ riaffiorata un’intera storia lunghissima e complessa, del fiorente Giappone pre-agricolo.

14 000 a.C.

14 000 a.C.

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Tultepec, Messico. Gli archeologi scoprono nel 2019 dC, enormi trappole contenenti i resti di almeno 14 mammuth. Le trappole risalgono a circa 16000 anni prima. Durante 10 mesi di scavi del sito, che doveva diventare una discarica, finora sono state rinvenute 824 ossa in trappole profonde 5,5 piedi e lunghe 82 piedi. Gruppi di 20-30 cacciatori avrebbero usato torce e bastoni per separare un mammuth dalla sua famiglia e spingerlo nelle trappole. Una volta intrappolato, l’animale sarebbe stato ucciso e usato per cibo e altri scopi. Gli archeologi hanno scoperto che le ossa delle costole venivano usate per tagliare la carne dei mammuth e che venivano mangiati anche gli organi interni. Un osso mammuth mostra la prova di una frattura e gli archeologi sostengono che i cacciatori avrebbero rintracciato questo particolare animale per anni e fatto ripetuti tentativi prima di riuscire ad ucciderlo. Dopo aver finalmente raggiunto il loro obiettivo, hanno posizionato le sue ossa in una formazione simbolica. Le trappole contenevano anche resti di cammelli e un cavallo.

18 000 a.C.

18 000 a.C.

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Nonostante gli uomini di Neanderthal siano strutturalmente e anatomicamente adatti al freddo, in realta’ non si stabiliscono piu’ a Nord della Germania, mentre le popolazioni di ominidi che arrivano dalla Siberia vivono in climi ben piu’ freddi. Cio’ non e’ sorprendente se si pensa che l’Uomo di Neanderthal non ha la tecnologia del cucito (ago e filo) e non ha case calde o altre tecnologie essenziali per sopravvivere il climi freddi. Le popolazioni che in questi anni popolano la Siberia e iniziano a spostarsi ad Ovest e scendere verso l’Europa, sono probabilmente responsabili, tramite caccia intensiva, della scomparsa del Mammuth lanoso e del rinoceronte lanoso, nonché’ dell’alce gigante.

18 000 a.C.

18 000 a.C.

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Neuvo Tolima cliff face, Guaviare, Colombia, Sud America. Qualcuno disegna su una gigantesca facciata di roccia liscia, centinaia di immagini, fra cui scene di caccia coi Mehatherium (Giant Sloths: Bradipi Giganti di 4-5m di altezza!).

20 000 a.C.

20 000 a.C.

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L’estremita’ meridionale del ghiacciaio che copre buona parte del nord America, arriva a Staten Island (subito a Sud di Manhattan). Il movimento del ghiaccio scava il paesaggio fino al basamento roccioso, ancora visibile ad esempio a Central Park. Il successivo ritiro dei ghiacci sara’ piu’ veloce del ripopolamento da parte di alcune specie come i lombrichi. Quando gli europei arriveranno in New England, i lombrichi non erano ancora tornati!

20 000 a.C.

20 000 a.C.

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Al culmine dell’era glaciale un enorme smottamento di terra nel Mediterraneo libera immense quantita’ di metano, probabilmente oltre 500 milioni di tonnellate, che fanno raddoppiare il metano in atmosfera in brevissimo tempo causando un repentino effetto serra

23 000 a.C.

23 000 a.C.

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Nel sito di Bilancino II (Firenze), 25.000 anni fa si macinavano con mortai i rizomi di Typha, la canna palustre, di felce, e di diverse altre graminacee selvatiche. Non c’era olio, perché per la domesticazione dell’olivo, avvenuta in Medio Oriente tra 8.000 e 6.000 anni fa, dobbiamo attendere svariate migliaia di anni, ma c’erano grassi animali in abbondanza. Non c’erano agrumi, quasi tutti di provenienza asiatica e non c’erano ovviamente tutte le piante americane come pomodori, patate, mais, peperoni e melanzane e cacao. Qualche legume c’era, per esempio il pisello selvatico e forse le fave, di cui non si trova l’antenato selvatico. Ma soprattutto, c’erano decine di specie, animali e vegetali, che oggi sono andate perse. Non abbiamo idea del tasso di estinzione delle specie al passaggio tra il paleolitico e il neolitico, ma sicuramente i cambiamenti climatici causati dalla fine della glaciazione, l’innalzamento del livello del mare di molti metri e l’antropizzazione dovuta all’agricoltura che richiedeva il taglia e brucia delle foreste deve aver pesato moltissimo. Questo vuol dire che così come sono scomparsi l’uro, l’asino idruntino, il cavallo selvatico, l’alca impenne, il mammut e tanti altri animali, sono anche scomparse moltissime specie vegetali che sicuramente gli uomini del paleolitico sapevano sfruttare. Una ricostruzione precisa di quel che poteva davvero essere la dieta sapiens e neanderhtal del paleolitico è pertanto quasi impossibile, dal momento che è impossibile ricostruire i valori nutrizionali di specie che non conosciamo. Sappiamo però che coltivatori e allevatori del neolitico mangiavano molto peggio dei loro predecessori, e lo sappiamo osservando i loro resti. L’altezza diminuisce, i denti cadono, le ossa si fanno più fragili.

24 000 a.C.

24 000 a.C.

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Chauvet Cave, Francia. Un bambino di 8-10 anni e il suo cane camminano sulla sabbia nell’interno della caverna per circa 45m fino alla Room of Skulls, una grotta con parecchi scheletri di orso delle caverne. Il bambino scivola un paio di volte e si ferma altrettante volte a sistemare la torcia (lo si capisce dalle tracce e anche dai resti di carbone trovati ai suoi piedi). E’ la prima prova inequivocabile del rapporto stretto fra umani e cani. Altri indizi ci sono, molto precedenti, ma non sono prove inequivocabili. I cani si sono separati dai lupi circa 30 mila – 40 mila anni fa.

24 500 a.C.

24 500 a.C.

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Caverna di Chlquihulte, Messico. Oggetti di pietra lavorata sono ritrovati 245 secoli dopo. Questio spingerebbe indietro di parecchio la data del primo insediamento umano nelle Americhe.

26 000 a.C.

26 000 a.C.

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Dopo l’estinzione dei Neanderthal, i sapiens più o meno moderni che vivevano in Italia erano alti, forti, robusti e godevano di ottima salute. Uno dei Cro-magnon trovato nelle grotte dei Balzi Rossi in Liguria, l’uomo di Mentone, risalente a circa 25.000 anni fa, era alto 1.90 m, ed è stato sepolto con un copricapo di conchiglie forate e denti di cervo, e così pure il suo “collega” della Barma grande, anche lui 1.90 m con ossa degli arti superiori molto sviluppate. Dall’altro lato d’Italia la donna di Ostuni, in Puglia, una sapiens moderna risalente a 27.000 anni fa, era alta 1.70 m, robusta e con una dentatura in perfette condizioni alla morte, sui 20 anni, per problemi legati a una gravidanza. Anche lei aveva un copricapo di conchiglie forate e denti di cervo, quindi ungulati e forse molluschi erano parte della dieta di questi nostri antenati.

26 000 a.C.

26 000 a.C.

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Secondo uno studio condotto da Bryan Hockett del Bureau of Land Management del Nevada una donna Neanderthal in gravidanza aveva bisogno di almeno 5.500 kcal al giorno, oltre il doppio rispetto a una donna moderna. Un fabbisogno da esploratore polare equivalente a 10 cheesburger grandi al giorno, che renderebbero più che obesa qualunque seguace delle paleodiete moderne. Per chi si volesse cimentare, bisogna ricordare che sfortunatamente i cheeseburger non esistevano, quindi lo stesso studio propone la seguente paleodieta neandertaliana: 2,7 kg di bisonte, mezzo chilo di costolette di cervo e di coda di uro, 60 grammi rispettivamente di cervello, fegato, e lingua, 120 di stomaco, un coniglio intero, 60 grammi di midollo. Togliendo le parti non edibili questo equivale a 2.5 kg di carne al giorno, di cui il 40% sono grassi.

27 000 a.C.

27 000 a.C.

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Primi oggetti (oggettini) in argilla cotta prodotti nell’area della moderna Repubblica Ceca. Negli stessi luoghi si trovano anche evidenze rudimentali della tecnica della tessitura. Tuttavia questo non viene generalmente considerata indizio sufficiente per provare la sedentarieta’ dei gruppi umani dell’area.

30 000 a.C.

30 000 a.C.

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I nostri antenati commerciano sulle lunghe distanze: oggetti in ambra baltica sono trovati nel Mediterraneo e oggetti fatti di conchiglie del Mediterraneo sono trovati a migliaia di Km di distanza.

30 000 a.C.

30 000 a.C.

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Duvanny Yar, fiume Kolyma, Siberia. Una piantina di Silene stenophylla cade per caso in una tana di scoiattoli a 38 metri di profondità nella tundra siberiana. Dopo 32 mila anni un gruppo di scienziati russi del Centro di ricerche di Pushkino lo riportera’ in vita e lo fara’ germogliare. Il fiore, al di là delle più rosee aspettative degli stessi ricercatori, sboccia e, al posto di mammut giganteschi che se lo sarebbero ingollato in un attimo, si trovera’ accudito meglio di un figlio, bersagliato di fotografie e pubblicato sulla rivista scientifica americana Pnas. Il record precedente era posseduto da una palma da dattero, il cui seme – datato 2 mila anni – verra’ recuperato nelle rovine della cittadella fortificata di Masada, nel deserto del mar Morto in Israele.