31 000 a.C.

31 000 a.C.

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Mato Grosso, Brasile. Oggetti di pietra lavorata sono ritrovati 245 secoli dopo. Questi ritrovamenti sono contestati come datazione e quindi non confermati. Spingerebbe ulteriormente indietro la data del primo insediamento nelle Americhe.

32 000 a.C.

32 000 a.C.

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Sungir, Russia, Monti Urali centrali.Una cultura di cacciatori di mammouth, seppellisce un uomo di circa 50 anni, coperto in collane di perline di avorio di mammouth: circa 3000 perline in tutto, e denti di volpe. Sono seppelliti anche due scheletri di ragazzo e ragazza, testa a testa. Il ragazzo e’ coperto con 5000 perline d’avorio di mammouth, un copricapo di pelliccia di volpe e una cintura con 250 denti di volpe (almeno 60 volpi devono essere state predate per procurarseli). La ragazza e’ decorata con 5250 perline d’avorio di mammouth. Almeno 7500 ore di delicato lavoro devono essere state necessarie per portare a termine questa preparazione funebre.

33 000 a.C.

33 000 a.C.

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Ultima evidenza di animali giganti in Australia e Nuova Guinea. Probabilmente la presenza dell’uomo (aborigeni) dal 50 000 a.C. Ha giocato un ruolo (sterminio e/o alterazione dell’eco sistema) nella scomparsa della Mega Fauna: canguri giganti, marsupiali somiglianti a rinoceronti (diprotodonti) delle dimensioni di una mucca, un marsupiale simile ad un leopardo, un uccello da 200 Kg non in grado di volare, alcuni rettili di dimensioni impressionanti come lucertole da una tonnellata, pitoni giganti, coccodrilli di terra. Qualcosa di simile accadra’ anche nelle Americhe con l’arrivo dei primi colonizzatori asiatici (attuali indiani d’America).

35 000 – 26 000 a.C.

35 000 – 26 000 a.C.

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Chauvet Cave, Francia meridionale. Fa parte di scene di caccia dipinte sulle pareti delle caverne nell’Europa preistorica. Altri siti sono Lascaux Cave, sempre Francia meridionale (15000 a.C.), e Altamira Cave in Spagna meridionale (16500 a.C.). Le scene includono spesso animali nell’atto di defecare. Si ipotizza che sia perche’ questo indicava che stavano per scappare da un attacco umano a scopo di caccia.

36 000 a.C.

36 000 a.C.

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Nascono i primi “europei”, come ibridi fra gli umani di pelle scura provenienti dall’Africa e i Neanderthal di pelle bianca, capelli rossi e occhi azzurri, che gia’ si trovavano nel continente europeo. Subito dopo, in Europa fiorisce una cultura dell’arte che include rappresentazioni di animali e persone sui muri delle caverne e i primi strumenti musicali. Una evidenza viene dai resti di crani trovati a Pestera cu Oase in Romania, alle Iron Gate del Danubio: il cosidetto Danubian Corridor in cui si puo’ facilmente attraversare i Carpazi ed entrare in Europa. I resti umani di Pestera cu Oase hanno chiare sembianze sia Sapiens sia Neanderthal e sono quindi un ibrido. L’analisi genetica dei resti rivela ampie porzioni di DNA di Neanderthal, fra cui l’intero cromosoma 12. L’evidenza sperimentale punta verso una ibridazione Sapiens-Heanderthal avvenuta solo da 4 a 6 generazioni prima degli individui trovati a Pestera cu Oase. Un battito di ciglia per i tempi dell’evoluzione. Non viene trovata alcuna traccia di DNA di Neanderthal nel cromosoma Y maschile. Quindi da qualche parte in Romania, 38 mila anni fa, dei Sapiens maschi e delle donne Neanderthal hanno fatto sesso, e i figli sono stati allevati e a loro volta sono stati in grado di crescere e di riprodursi. Viceversa, e’ possibile che ci fosse stato anche sesso fra donne Sapiens e maschi Neanderthal, ma i figli o non sono nati oppure, seguendo la Haldane’s rule, i figli ibridi con due differenti cromosomi (che nei mammifferi sono i maschi) sono piu’ probabilmente sterili secondo studi statistici fatti da J.B.S. Haldane e pubblicati nel 1922. Alcune caratteristiche Neanderthal, come la pelle chiara, sono probabilmente state di vantaggio per questi ibridi, che sono riusciti a prosperare nella fredda Europa. La pelle chiara ha permesso alla luce solare di penetrare permettendo la creazione di Vitamina D. Diversi studi recenti su 50 fossili trovati in tutta Europa risalenti al perido fra 37000 e 14000 anni fa, rivelano che tutti gli europei di quel periodo erano discendenti della popolazione trovata a Pestera cu Oase in Romania. In questo periodo (37000-14000 anni fa) la percentuale di DNA di Neanderthal e’ circa 6%, ma poi calera’ gradualmente fino a circa 2% odierno, anche se dal 20% al 40% dell’intero genoma DNA sopravvivera’ nell’Homo Sapiens in differenti individui in Asia e Europa.

37 000 a.C.

37 000 a.C.

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Campi Flegrei, Campania. Eruzione dell’Ignimbrite Campana. L’Ignimbrite Campana è il prodotto della maggiore eruzione esplosiva avvenuta nell’area mediterranea negli ultimi 200 mila anni. Tale eruzione, avvenuta in un centro ubicato nei Campi Flegrei, ha seppellito gran parte della Campania sotto una spessa coltre di tufi. Durante l’eruzione si formò una caldera che determinò lo sprofondamento di una vasta area che comprende i Campi Flegrei, parte della città di Napoli ed una parte delle baie di Napoli e Pozzuoli. I segni evidenti di tale eruzione si trovano fino in Russia e sul Caucaso. In Romania ha depositato ben un metro di cenere. L’eruzione è iniziata con una fase esplosiva Freatomagmatica di apertura del condotto, cui ha fatto seguito una fase Pliniana, con la formazione di una colonna eruttiva alta fino a 44 km, durante la quale sono estratti i magmi presenti nel serbatoio o camera magmatica. L’eruzione ha fasi esplosive nel corso delle quali si formano enormi flussi di pomici e ceneri che, spinti dai gas, scivolano sul terreno e si allargano fino agli Appennini e valicando rilievi alti oltre 1000 m. Questi prodotti col tempo si compattarono fino a diventare una roccia leggera e resistente, chiamata Tufo Grigio o, più propriamente, Ignimbrite Campana. Al termine di questa eruzione i due terzi della Campania sono ricoperti da una coltre di tufi spessa fino a 100 m, mentre enormi volumi di cenere vulcanica sono sospesi nell’atmosfera causando sconvolgimenti climatici estesi all’intero pianeta. Il volume di magma emesso nel corso dell’eruzione è stimato in circa 150 km3 e corrisponde al volume collassato del fondo della caldera, con uno sprofondamento di circa 600m.

38 000 a.C.

38 000 a.C.

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Australia. Gli aborigeni, divisi in tribu’ antagoniste, sono fra le societa’, o la societa’ piu’ avanzata del mondo. Dispongono gia’ da diverse migliaia di anni di imbarcazioni in grado di affrontare l’alto mare e raggiungere mete oltre l’orizzonte. Hanno utensili di pietra di vario tipo, armi composte come accette di pietra con manico di legno, e dipingono sulle pareti delle rocce. Tutto cio’ 28 mila anni prima della fine dell’ultima glaciazione (Wurz) quando anche il resto del pianeta iniziera’ lo stesso sviluppo. Quando nel 1642, arriveranno in contatto con i primi europei, 40 mila anni dopo, verranno giudicati da questi come la piu’ semplice e arretrata cultura del mondo. Diversi fattori hanno fatto giocato contro gli aborigeni fra cui l’assenza di grossi animali addomesticabili (perlopiu’ sterminati dagli stessi aborigeni), assenza di piante con alta resa per l’agricoltura, territorio limitato senza possibilita’ di facile comunicazione Est-Ovest per scambi con altre culture.

38 000 a.C.

38 000 a.C.

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Hohlenstein-Stadel, Swabian Jura, Germania. In una profonda grotta viene trovato nel 1939, un manufatto mezzo uomo e mezzo leone, alto 30cm, risalente a 40 mila anni fa, quando in Europa vi erano i Neanderthal. Nello stesso sito e’ rinvenuta anche la venere Venus of Hohle Fels risalente allo stesso periodo. Si tratta della piu’ antica raffigurazione di un essere umano. E viene trovato anche un flauto: il piu’ antico strumento musicale. Swabian Jura e’ la prova di un processo di auto-domesticazione degli esseri umani, che si focalizzano sulle pacifiche interazioni inter-personali.

40 000 a.C.

40 000 a.C.

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Probabilmente l’intera popolazione umana del pianeta vive in bande, senza nessuna evidenza di tribu’, domini, regni, stati, che invece inizieranno a sorgere nei successivi 30-40 mila anni. Per l’anno 11 000 a.C. comunque le bande sono ancora la forma di organizzazione piu’ diffusa. L’organizzazione sociale dei nostri antenati è però probabilmente molto variegata, se non altro per il fatto certo che sul piano fisico erano molto, ma molto, più eterogenei di quanto lo sia il genere umano oggi. Oggi siamo una specie uniforme ma questa uniformità non è particolarmente antica.

40 000 – 20 000 a.C.

40 000 – 20 000 a.C.

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Un fattore chiave che dovrebbe far riflettere quando si compara il fabbisogno nutrizionale odierno con quello del paleolitico è pertanto l’“etologia” della nostra specie, e le abitudini sociali. In assenza di automobili, strade, ascensori, smartphone, armi da fuoco e tutto quello che la tecnologia fa per noi, gli uomini e le donne vissuti 40.000 o 20.000 anni fa facevano molta più attività fisica. La separazione dei ruoli era minima e le donne contribuivano tanto quanto gli uomini alla caccia. La cattura di un grosso erbivoro non era semplice e tutto il villaggio doveva contribuire, inclusi anziani, bambini e donne incinte, e anche raccogliere canne palustri o avena in mezzo alla tundra artica per avere un po’ di carboidrati richiedeva grandi sforzi. Le prede catturate erano specie selvatiche povere di grassi e i vegetali avevano semi e tuberi molto più piccoli di quelli odierni selezionati, difficili da raccogliere. Molto diverso è il caso degli animali addomesticati, selezionati nel corso degli ultimi 10.00 anni per fornire più grassi e proteine possibile, o dei vegetali coltivati che producono moltissimi carboidrati con relativamente poco sforzo. I polli moderni discendono da una specie asiatica molto piccola rispetto a una moderna gallina da carne, e mangiare del petto di pollo oggi è molto diverso dal mangiare una folaga nel paleolitico, dal punto di vista di grassi e proteine assunti, e di calorie spese per procacciarsi il cibo.

45 000 – 35 000 a.C.

45 000 – 35 000 a.C.

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Migrazione di tribu’ di homo sapiens nell’attuale Ucraina e Russia meridionale (insediamento Kostenki sul Don) e nell’Asia centrale fino alle rive del Lago Baikal; le tribu’ provengono dal Medio Oriente (attuale Siria, Iraq, Iran)

45 000 a.C.

45 000 a.C.

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Tabun e Kebara Caves, Carmel Mountains, attuale Israele. Piccoli gruppi di Homo di Neanderthal vivono in queste caverne. 55 000 anni prima, nelle caverne Skhul e Qafzeh, che si trovano solo a pochi Km di distanza, sono vissuti piccoli gruppi di Homo Sapiens. Secondo Svante Paabo si tratta di un indizio che forse Homo Sapiens e Homo di Neanderthal sono entratti in contatto in Medio Oriente, prima di diffondersi in Asia, Europa, Oceania, Americhe, e si sono, qui in Medio Oriente, accoppiati fino a far rimanere nel DNA umano un 2% di geni Neanderthaliani.

46 000 a.C.

46 000 a.C.

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I Neanderthal si baciavano con i Sapiens e, tra una scappatella ed un’altra, si (auto)medicavano ed alcuni erano prevalentemente vegetariani. Attraverso il sequenziamento di tracce di DNA antico rinvenuto da 5 campioni di placca dentale, ci indica che la dieta del cugino Neanderthal fosse molto variegata: nella grotta di Spy, in Belgio, i dati ci indicano che la dieta fosse quasi esclusivamente a base di carne. Comprendeva perlopiù rinoceronti lanosi e mufloni, caratteristici di ambienti di steppa. Nella grotta di El Sidrón in Spagna, invece, l’alimentazione del Neanderthal comprendeva funghi, muschio, pinoli che riflettevano un ambiente di foresta. Insomma, il Neanderthal si adattava bene un po’ ovunque. Le differenze sono state collegate ad un cambiamento in generale nella comunità batterica orale, dove un microbiota ha suggerito che il consumo di carne ha contribuito alla variazione proprio del microbiota stesso del Neanderthal. In un individuo giovane, rinvenuto a El Sidrón, è stato individuato un patogeno gastrointestinale cronico, Enterocytozoon bieneusi, un parassita intracellulare obbligato che infetta le cellule epiteliali intestinali. In più in quest’individuo era presente anche un genoma quasi completo di Methanobrvibacter oralis, datato 48000 anni fa circa. La particolarità è che molti batteri della saliva sono condivisi con la nostra specie, e questo potrebbe indicare che Sapiens e Neanderthal si baciassero (oppure si sputavano addosso…). Nulla di così anormale visto che le due specie si accoppiarono, e tra una scappatella ed un’altra qualche bacio ci stava. Ma quest’individuo non si fece mancare nulla in quanto i resti di El Sidrón ci offrono prove di automedicazione: quest’individuo neanderthaliano aveva un ascesso dentale, che curò con ‘prodotti naturali’. Infatti, nel tartaro dell’adolescente sono state trovate tracce di: corteccia di pioppo, dalla quale si estrae l’acido acetilsalicilico (l’aspirina, per intenderci); fungo penicillio, che produce l’antibiotico penicillina. Probabilmente, queste sostanze vennero usate per automedicarsi, come indicano altri ritrovamenti sempre a El Sidrón come tracce di achillea e camomilla, piante amare che venivano mangiate per le loro proprietà.

50 000 a.C.

50 000 a.C.

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Great Leap Forward del genere umano. In Africa Orientale, Vicino Oriente e Europa Sud-Orientale e successivamente in Europa Sud-Occidentale, si accumula evidenza di armi composte da pezzi multipli come archi e frecce, utensili complessi come reti e corde che permettono di aggiungere i pesci alla dieta, e arte come gioielli, pitture, statuette, strumenti musicali. Su questa “Rivoluzione Cognitiva” esistono comunque discussione se sia accaduta quasi improvvisamente (secondo ad esempio Noah Harari ma non solo) o molto gradualmente (secondo ad esempio Clive Finlayson ma non solo). Sembra comunque assodato che sia accaduta almeno anche per i Neanderthal, e che alcuni elementi potrebbe essere passati dai Neanderthal all’Homo Sapiens moderno.

50 000 a.C.

50 000 a.C.

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Una mutazione genetica rende possibile al genere umano il pensiero simbolico, che a sua volta rende possibile il linguaggio. Su questa “Rivoluzione Cognitiva” esistono comunque discussioni se sia accaduta quasi improvvisamente (secondo ad esempio Noah Harari ma non solo) o molto gradualmente (secondo ad esempio Clive Finlayson ma non solo). Sembra comunque assodato che sia accaduta almeno anche per i Neanderthal, e che alcuni elementi potrebbe essere passati dai Neanderthal all’Homo Sapiens moderno.

50 000 a.C.

50 000 a.C.

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Gli aborigeni australiani (o quelli che oggi sono chiamati tali) raggiungono per la prima volta l’Australia dalle isole indonesiane. Anche dall’isola piu’ vicina all’Australia (Timor e Tanimbar), il nuovo continente e’ invisibile all’orizzonte, anche considerando il deperimento del livello dei mari dovuto alle glaciazioni. Gli aborigeni devono quindi aver attraversato il profondo canale di mare con barche di tecnologia evoluta, sviluppata quasi 40 mila anni (!) prima di qualunque altra civilta’ sul pianeta! Questo (enorme) vantaggio iniziale non e’ stato pero’ sufficiente per gli aborigeni per dominare le altre civilta’ del pianeta, a causa di forti limitazioni ambientali locali, come l’assenza di rilevanti specie addomesticabili (forse a causa di sterminio da parte degli stessi aborigeni).

50 000 a.C.

50 000 a.C.

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Spagna sud-orientale. I Neanderthal usano pigmenti rossi e gialli e collane di conchiglie. La scoperta e’ di Joao Zilhao e del suo team, il 19 Gennaio 2010.

50 000 a.C.

50 000 a.C.

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Italia. In una grotta del Circeo un branco di iene porta i resti di alcuni Neanderthal. Nel Maggio 2021 verrano rinvenuti i resti di 9 Neanderthal, fra cui un adolescente e una donna, nella grotta, usata come tana da branchi di iene. Ci sono anche resti di enormi animali come orsi delle caverne, leoni delle caverne, megalocervi. La caverna e’ stata abitata da 100 mila a 60 mila anni fa, quando l’entrata crollo’. Fu poi riscoperta per caso nel 1939, quando furono ritrovati i primi resti Neanderthal. Sia nei resti trovati nel 1939, sia in quelli attuali, ci sono teschi aperti nello stesso modo. I ritrovamenti attuali permettono l’uso di tecniche sconosciute all’epoca del primo ritrovamento.

52 000 a.C.

52 000 a.C.

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La scoperta del dente di un bambino e degli strumenti di pietra in una grotta nel sud della Francia suggerisce che l’Homo sapiens si trovava nell’Europa occidentale circa 54.000 anni fa. Questo è diverse migliaia di anni prima di quanto si pensasse in precedenza, indicando che le due specie avrebbero potuto coesistere per lunghi periodi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science Advances. I reperti sono stati scoperti in una grotta, nota come Grotte Mandrin nella Valle del Rodano, da un team guidato dal Prof Ludovic Slimak dell’Università di Tolosa: “Ora siamo in grado di dimostrare che l’Homo sapiens è arrivato 12.000 anni prima del previsto, e questa popolazione è stata poi sostituita da altre popolazioni di Neanderthal. E questo riscrive letteralmente tutti i nostri libri di storia”.

68 000 a.C.

68 000 a.C.

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La stella binaria di Scholz, scoperta nel 2013 d.C. e composta da una nana rossa e una nana bruna, entrambe molto deboli come luminosita’ e massa, passano ad appena 52000 UA (Unita’Astronomiche = distanze Terra-Sole) dal Sole (sono 0,8 anni luce). Interagiscono sicuramente, quindi, con gli strati esterni della Nube di Oort, magazzino di comete dormienti, lanciandone un certo numero (forse diversi milioni) verso il lungo viaggio (un paio di milioni di anni!) verso l’interno del Sistema Solare, mentre altre potrebbero essere state catturate e altre ancora lanciate nello spazio interstellare o addirittura alla fine nello spazio extragalattico.

70 000 a.C.

70 000 a.C.

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Bande di Homo Sapiens escono dall’Africa una seconda volta, e questa volta permanentemente. E non arriveranno solo in Eurasia, ma anche nelle Americhe, in Australia, e sulla Luna…

72 000 a.C.

72 000 a.C.

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Eruzione del vulcano Mount Toba a Sumatra; dura 6 anni e provoca un episodio di era glaciale che dura secoli; questo evento potrebbe aver portato il genere umano sull’orlo dell’estinzione, riducendo l’intera popolazione umana sulla Terra a poche migliaia di individui; questo potrebbe essere la spiegazione dell’incredibile uniformita’ (mancanza di diversita’) del genoma umano nella popolazione mondiale

75 000 a.C.

75 000 a.C.

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Termina Periodo interglaciale Sangamon, un periodo di circa di relativa stabilita’ climatica, non dissimile da quello che stiamo vivendo ora, negli ultimi 12 mila anni.

90 000 a.C.

90 000 a.C.

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Siberia. Nasce un ibrido fra Homo di Neanderthal (madre) e Homo Sapiens di Denisova (padre). La scoperta verra’ effettuata nel 2018 da Viviane Slon e Svante Pääbo del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology in Leipzig, Germania.

100 000 a.C.

100 000 a.C.

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Carmel Mountains, attuale Israele. Nelle caverne Skhul e Qafzeh vivono piccoli gruppi di Homo Sapiens. In cavarne vicine solo alcuni Km, le Tabun e Kebara Caves, 55 000 anni dopo vivranno piccoli gruppi di Homo di Neanderthal. Secondo Svante Paabo si tratta di un indizio che forse Homo Sapiens e Homo di Neanderthal sono entratti in contatto in Medio Oriente, prima di diffondersi in Asia, Europa, Oceania, Americhe, e si sono, qui in Medio Oriente, accoppiati fino a far rimanere nel DNA umano un 2% di geni Neanderthaliani.

100 000 a.C.

100 000 a.C.

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Bande di Homo Sapiens mettono piede in Medio Oriente, nel Levante (attuale Libano e Siria), ma non riescono a stabilire insediamenti permanenti. Sul territorio sono gia’ presenti bande di Homo di Neanderthal.

100 000 a.C.

100 000 a.C.

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Prima evidenza del comportamento simbolico umano complesso, quello che chiamiamo cultura. Ad esempio esistono prove trovate in Sudafrica e in altre parti dell’Africa, dell’uso espressivo dell’ocra e delle conchiglie.

100 000 a.C.

100 000 a.C.

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Prima evidenza dell’uso dell’ocra a fini ornamentali o sanitari da parte di Homo Sapiens. Una congettura e’ che lo facessero per imitazione di certe specie animali come il gipeto (avvoltoio barbuto, lammergeier), che potrebbe farlo perche’ l’ocra esposta alla luce del Sole, produce sostanze chimiche che uccidono batteri e virus.

128 000 a.C.

128 000 a.C.

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I Neanderthal usano collane e bracciali, a scopo ornamentale, molto primo che lo facessero i moderni Homo Sapiens, e decine di migliaia di anni prima che i moderni Homo Sapiens raggiungessero il continente europeo. La scoperta avviene nel 2015 a Krapina, Croazia, da parte degli archeologi Davorka Radovčić, Ankica Oros Sršen, Jakov Radovčić, David W. Frayer.

128 000 a.C.

128 000 a.C.

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Prima evidenza che i Neanderthal usano collane e bracciali, a scopo ornamentale, molto primo che lo facessero i moderni Homo Sapiens, e decine di migliaia di anni prima che i moderni Homo Sapiens raggiungessero il continente europeo.

130 000 a.C.

130 000 a.C.

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Periodo interglaciale Eemiano. Si tratta del primo dei soli due periodi interglaciali con le temperature giuste e stabili a sufficienza per permettere lo sviluppo dell’agricoltura. L’opportunità non viene colta dal genere umano a causa del ridotto raggio d’azione e dalla ridottissima popolazione. Il secondo periodo (Olocene e poi Antropocene) è quello dal 10000 a.C. ad ora, ovvero dopo l’ultima glaciazione.

160 000 a.C.

160 000 a.C.

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Attuale Tibet (Cina). Un Homo di Denisovan muore e i suoi resti finiscono dentro una caverna a 3000 metri di quota. 1600 secoli dopo i resti della sua mandibola e di alcuni denti vengono ritrovati e analizzati. Inanzi tutto e’ incredibile che questa specie, molto vicina all’Homo Sapiens e sicuramente incrociata anche con Homo di Neanderthal, fosse in grado di stabilirsi a quote cosi’ elevate, in carenza di ossigeno e a temperature proibitive. La mandibola e i denti vedranno le proteine su essi trovate, essere analizzate in dettaglio (Proteomics), sfruttando il fatto che le proteine sono piu’ robuste e quindi durano intatte o quasi, piu’ a lungo del DNA.

162 000 a.C.

162 000 a.C.

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Sud Africa, Grazie alle evidenze portate nel 2007 dall’archeologo Curtis Marean, sappiamo della presenza di invertebrati marini nella dieta (come le cozze) di Homo Sapiens in Sud Africa 164000 anni fa.

170 000 a.C.

170 000 a.C.

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Grande Nube di Magellano. Esplode una supernova. I suoi 10^39 neutrini viaggiano per 170 mila Km prima che alcuni di loro raggiungano un piccolo pianeta blu dove undici di loro sono catturati dal Kamiokande, un apparato sotterraneo in Giappone, e otto neutrini sono invece catturati nelle profondita’ della miniera d’oro di Homestake, N.D. dall’esperimento IMB.

176 000 a.C.

176 000 a.C.

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Bruniquel Cave, Francia sud occidentale. Un gruppo di Neanderthal costruisce due complesse di strutture di circa 400 stalattiti, spaccate con cura e precisione e accumulate una sull’altra. L’articolo su questa scoperta viene pubblicato nel 2016. Il sito si trova a piu’ di 300m dall’ingresso della grotta, per cui si trovava nell’oscurita’ piu’ totale se non illuminato artificialmente. Il lavoro e’ stato sicuramente aiutato dall’uso di torce o del fuoco comunque, di cui si sono trovate abbondanti tracce attorno all’opera d’arte con le stalattiti. Lo scopo dell’opera rimane sconosciuto, ma potrebbe essere stato utilizzato per qualche forma di rituale, o forse, piu’ semplicemente, una base di qualche forma di riparo e capanna.

180 000 a.C.

180 000 a.C.

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Homo sapiens, evolutosi in Africa circa 300 mila anni fa, raggiunge la regione dove oggi si trova Israele, dove trova i Neanderthal, con cui crea un ibrido Sapiens-Neanderthal, che pero’ inizialmente non continuera’ verso l’Europa, non fino a circa 60 mila anni fa, quando in una seconda spinta fuori dall’Africa diffonde Homo Sapiens in Asia e poi, 37 mila anni fa, in Europa. Quasi contemporaneamente i Neanderthal si estinguono in Europa.

400 000 a.C.

400 000 a.C.

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Grotta di Kessem, Rosh Haayim, attuale Israele. In una grotta un gruppo di esseri umani si nutrono di carne macellata e arrostita, semi e radici, e respirano il fumo del fuoco. Quattro denti di uno di loro verranno trovato nel 2015, con tracce di tartaro, placca, e carie.

780 000 a.C.

780 000 a.C.

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Probabile uso del fuoco di fulmini e incendi spontanei (Primo Fuoco) da parte dell’Homo Erectus; questo genera la figura sociale del custode del fuoco per ore, giorni, mesi, perfino anni o secoli (ad esempio il culto di Adura Mazda da parte dei Zoroastrani); questo, a sua volta, cementa le prime organizzazioni sociali

900 000 – 783 000 a.C.

900 000 – 783 000 a.C.

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L’antica umanità fu quasi spazzata via circa 900.000 anni fa, quando la popolazione globale si ridusse a circa 1.280 individui in grado di riprodursi. Inoltre, la popolazione dei primi antenati umani rimase così piccola per circa 117.000 anni. Il metodo statistico ha utilizzato informazioni genetiche provenienti da 3.154 genomi umani attuali. I ricercatori sostengono che il crollo della popolazione è correlato a una lacuna nella documentazione fossile, che potrebbe portare all’emergere di una nuova specie di ominidi che era un antenato comune degli esseri umani moderni, o Homo sapiens, e dei Neanderthal. Il collo di bottiglia della popolazione ha coinciso con i drammatici cambiamenti climatici durante quella che è conosciuta come la transizione del Pleistocene medio, ha suggerito il gruppo di ricerca. I periodi glaciali divennero più lunghi e più intensi, portando ad un calo della temperatura e a condizioni climatiche molto secche.

1 000 000 a.C.

1 000 000 a.C.

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Un cranio umano risalente a un milione di anni fa, rinvenuto in Cina, suggerisce che la nostra specie, l’Homo sapiens, abbia iniziato a emergere almeno mezzo milione di anni prima di quanto pensassimo, sostengono i ricercatori in uno studio pubblicato nel Settembre 2025. Dimostra anche che abbiamo coesistito con altre specie sorelle, tra cui i Neanderthal, per molto più tempo di quanto crediamo, affermano.L’evoluzione umana è come un albero. Questo albero comprendeva diversi rami, e ce n’erano tre principali strettamente correlati, che potrebbero essersi incrociati tra loro e che hanno coesistito per quasi un milione di anni: Homo Sapiens, Homo Longi, Neanderthal

1 000 000 a.C.

1 000 000 a.C.

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Esplode la supernova RX J185635-3754 dando origine ad una stella di neutroni 100 000 miliardi di volte piu’ densa dell’acciaio, che viaggia verso la Terra alla velocita’ di 100Km/s e la raggiungera’ nel 300 000 d.C. passandole a 170 anni luce di distanza; e’ la stella di neutroni piu’ vicina mai osservata (scoperta da Hubble il 16 Novembre 2000)

1 000 000 a.C.

1 000 000 a.C.

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In una caverna in South Africa alcuni ominidi fanno uso del fuoco. Le tracce di temperature elevate (400-700C) verranno trovate su manufatti, ossa e denti, circa un milione di anni dopo: nel 2012.

1 400 000 a.C.

1 400 000 a.C.

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Olduwai Gorge, Africa. Qualcuno scheggia accuratamente una pietra, probabilmente da essere fissata su una ascia da usare come arma. Si scoprira’ poi, sorprendentemente, che l’area del nostro cervello che usiamo quando scheggiamo un oggetto, si sovrappone in buona parte con quella che usiamo quando parliamo: probabilmente se sapevano sagomare una pietra, sapevamo anche parlare.

1 500 000 a.C.

1 500 000 a.C.

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Lo scambio di calore fra l’emisfero Nord e Sud si incrementa grazie probabilmente al North Atlantic Conveyor (la Corrente del Golfo o Gulf Stream); questo porta ad un incremento dell’oscillazione termica fra le glaciazioni e i periodi di surriscaldamento globale e, forse, ad un cambio della forma dell’orbita terrestre

1 500 000 a.C.

1 500 000 a.C.

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Inizia deposizione di uno strato di detriti portati dal Po e dai suoi affluenti, che formera’ la pianura Padana; lo strato e’ profondo dai 1000 ai 2000m e si deposita, a Sud, su formazioni rocciose risalenti per lo piu’ al Mesozoico (247-65milioni anni fa)