1 700 000 a.C.

1 700 000 a.C.

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Kenya. KNM-ER 1808 e’ il nome in codice paleonantropologo di una donna vissuta 1.7 milioni di anni fa, il cui scheletro e’ stato rinvenuto dall’antropologo kenyota Kamoya Kimeu nel 1974 nel sito archeologico di Koobi For a in Kenya. Si tratta di un Homo Erectus femmina, con deformazioni ossee alle gambe, perche’ affetta da ipervitaminosi A, impedendone la locomozione durante gli ultimi mesi di vita. Questo significa che e’ stata accudita ed aiutata per diversi mesi. Si tratta della prima testimonianza fossile del sentimento, molto umano, della compassione.

1 850 000 a.C.

1 850 000 a.C.

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Dmanisi, Georgia, quasi al confine con l’Armenia. Prima comparsa di Homo Erectus, che poi si diffondera’ in Asia Orientale. Homo Erectus sara’ presente come specie su questo pianeta per quasi 2 milioni di anni. Un record che Homo Sapiens (nato solo 70 mila anni fa) molto difficilmente battera’… Fra 5.7 e 1.85 milioni di anni fa non c’e’ invece alcuna evidenza della presenza di ominidi in Europa, che hanno invece continuato ad evolversi in Africa. E’ anche trovato un cranio senza denti. All’epoca essere senza denti significava morte certa, se non aiutato dalla comunita’. Questo significa che l’homo erectus di Dmanisi era gia’ molto sociale. I crani trovati a Dmanisi hanno anche una evidente depressione per l’Area di Broca, adibita linguaggio articolato. Nello stesso sito (Dmanisi) sono trovati resti anche di un lupo (Canis etruscus). Si tratta del primo indizio di possibile co-esistenza di cani-lupo e umani.

2 500 000 a.C.

2 500 000 a.C.

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Prima evidenza della costruzione di strumenti in pietra da parte dell’Homo Sapiens: si tratta di resti fossili di Paranthropus boisei rinvenuti nella gola di Olduvai, con accanto probabili manufatti. Questa rudimentale tecnologia si evolvera’ in due milioni e mezzo di anni nel lancio di manufatti in giro per il Sistema Solare e anche oltre, comunicando continuamente con essi, nell’ingresso di alcuni di questi manufatti nella proibitiva atmosfera venusiana, nella costruzione di razzi alti fino a 110m, per portare esemplari di Homo Sapiens sulla Luna e riportarli a Terra sani e salvi. Non male.

2 500 000 a.C.

2 500 000 a.C.

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Primi utensili di pietra, usati per aprire le ossa delle carcasse animali e mangiare il midollo. Il genere Homo si trova quindi in basso nella piramide dei predatori, potendo accedere alla carcassa solo dopo grandi predatori, iene, e avvoltoi.

2 700 000 a.C.

2 700 000 a.C.

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Primi ghiacci nell’Artico: si formano grazie ad un cambio di inclinazione dell’asse terrestre e ad un contemporaneo aumento di umidita’ (che provoca nevicate intense) dovuto alla stratificazione (a causa della riduzione del ricircolo marino) delle acque del Pacifico

2 800 000 a.C.

2 800 000 a.C.

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La comparsa di una supernova nel cielo provoca pesanti conseguenze, prima fra tutte probabilmente una notevole riduzione dello strato di ozono, specialmente alle latitudini superiori ai 30 gradi

2 800 000 a.C.

2 800 000 a.C.

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Dalle percentuali dell’isotopo Ferro 60, si evince che una supernova di magnitudo -16 deve essere apparsa nel cielo dell’epoca, con pesanti conseguenze, prima fra tutte probabilmente una notevole riduzione dello strato di ozono, specialmente alle latitudini superiori ai 30 gradi

5 330 000 a.C.

5 330 000 a.C.

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Fine della Messinian Salinity Crisis, causata dalla chiusura del Mediterraneo e da un soverchiante effetto serra lo fa lentamente evaporare: si apre un canale fra Atlantico e Mediterraneo, a Sud di Gibilterra, nell’attuale Marocco. Il Mar Mediterraneo si riempie in soli 36 anni. Forse addirittura solo 2 anni con picchi di crescita di 10m al giorno. Un’alluvione catastrofica, di proporzioni mai viste, forse la più grande che abbia conosciuto il nostro Pianeta.

5 960 000 – 5 330 000 a.C.

5 960 000 – 5 330 000 a.C.

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Culmine della Messinian Salinity Crisis, causata dalla chiusura del Mediterraneo e da un soverchiante effetto serra lo fa lentamente evaporare; l’alta salinita’ del Mar Nero, Mar Caspio e Lago d’Aral sono i risultati di questo fenomeno. In questo periodo si susseguono, forse col periodo della precessione degli equinozi di 25 000 anni, fasi di evaporazione e prosciugamento del Mediterraneo a fasi di successivo riempimento. Durante la Messinian Salinity Crisis ci sono depositi di sale spessi 1.5Km sul fondo del Mediterraneo (un milione di Km cubi di sale e’ bloccato li’ – cosa che cambia la salinita’ del resto dei mari del mondo), temperature di 80C su tali depositi, il Nilo e gli altri maggiori fiumi non riescono, di un fattore dieci a contribuire abbastanza acqua per mantenere il Mar Mediterraneo. Poi, 5.3 milioni di anni fa, Gibilterra si riapre, l’Oceano Atlantico allaga il Mediterraneo (Langelian Flood) nel giro di un solo secolo (il livello cresceva fino a 10m al giorno).

6 000 000 a.C.

6 000 000 a.C.

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Ultima madre comune di umani e scimpanze’. Questa ominide realmente vissuta ha almeno due figlie: una diventa l’antenata di tutto il genere umano, l’altra di tutti gli scimpanze’.

7 175 000 a.C.

7 175 000 a.C.

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30 milioni di anni fa in Europa si sviluppa una delle prime specie ominide: il Nsungwepithecus, mentre in Africa (Tanzania) la prima specie ominide (Rukwapithecus che dara’ origine a oranghi, gorilla, scimpanze’ ed umani) si sviluppera’ solo 5 milioni di anni dopo. Gli ominidi in Africa non reggeranno la competizione delle altre scimmie, ma in Africa il Nacholapithecus, 13 milioni di anni fa, riuscira’ a passare un temporaneo ponte terretsre con l’Europa per andare il Europa. Poi, 11 milioni di anni fa, anche altre specie di scimmie arriveranno in Europa dall’Africa, mentre in Europa si evolve il Hispanopithecus e poi, 7 milioni di anni fa il Graecopitechus freybergi. Quest’ultimo e’ stato scoperto dopo un re-analisi nel Maggio 2017 di reperti trovati ad Atene da soldati della Wehrmacht mentre costruivano una piscina nel 1944 in un ex rifugio sotterraneo. I resti sono datati a 7175000 anni fa. Sono anche rinvenute numerose tracce umane fossilizzate risalenti a 5.7 milioni di anni fa a Creta, ma poco dopo gli ominidi si estinguono in Europa e probabilmente tornano in Africa, forse a causa della Messinian Salinity Crisis ( causata della chiusura di Gibilterra da parte dell’Africa) che secchera’ completamente il Mar Mediterraneo fra 5.9 e 5.3 milioni di anni fa, rendendo inabitabile buona parte delle zone adiacenti. Durante la Messinian Salinity Crisis ci sono depositi di sale spessi 1.5Km sul fondo del Mediterraneo (un milione di Km cubi di sale e’ bloccato li’ – cosa che cambia la salinita’ del resto dei mari del mondo), temperature di 80C su tali depositi, il Nilo e gli altri maggiori fiumi non riescono, di un fattore dieci a contribuire abbastanza acqua per mantenere il Mar Mediterraneo. Poi, 5.3 milioni di anni fa, Gibilterra si riapre, l’Oceano Atlantico allaga il Mediterraneo (Langelian Flood) nel giro di un solo secolo (il livello cresceva fino a 10m al giorno).

9 000 000 a.C.

9 000 000 a.C.

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Si crea la formazione montuosa dei tetons, a Sud di Yellowstone; da allora ogni circa 900 anni un gigantesco terremoto eleva la catena fino a 2 metri, portandola cosi’ (in 9 milioni di anni) all’altezza di 2000 metri

10 000 000 a.C.

10 000 000 a.C.

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La spinta dell’Africa verso Nord spinge il Marocco contro la Spagna: il Mediterraneo diventa un mare interno; allo stesso tempo un soverchiante effetto serra lo fa lentamente evaporare (Messinian Salinity Crisis, che culmina 6 milioni di anni fa); l’alta salinita’ del Mar Nero, Mar Caspio e Lago d’Aral sono i risultati di questo fenomeno

10 000 000 a.C.

10 000 000 a.C.

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A seguito della sollevazione delle Ande Nord-Orientali che interrompe il collegamento fra il mare interno nell’attuale foresta amazzonica, e il mar dei Caraibi; nasce il Rio delle Amazzoni che drena i laghi rimasti all’interno

11 000 000 a.C.

11 000 000 a.C.

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30 milioni di anni fa in Europa si sviluppa una delle prime specie ominide: il Nsungwepithecus, mentre in Africa (Tanzania) la prima specie ominide (Rukwapithecus che dara’ origine a oranghi, gorilla, scimpanze’ ed umani) si sviluppera’ solo 5 milioni di anni dopo. Gli ominidi in Africa non reggeranno la competizione delle altre scimmie, ma in Africa il Nacholapithecus, 13 milioni di anni fa, riuscira’ a passare un temporaneo ponte terretsre con l’Europa per andare il Europa. Poi, 11 milioni di anni fa, anche altre specie di scimmie arriveranno in Europa dall’Africa, mentre in Europa si evolve il Hispanopithecus e poi, 7 milioni di anni fa il Graecopitechus freybergi. Quest’ultimo e’ stato scoperto dopo un re-analisi nel Maggio 2017 di reperti trovati ad Atene da soldati della Wehrmacht mentre costruivano una piscina nel 1944 in un ex rifugio sotterraneo. I resti sono datati a 7175000 anni fa. Sono anche rinvenute numerose tracce umane fossilizzate risalenti a 5.7 milioni di anni fa a Creta, ma poco dopo gli ominidi si estinguono in Europa e probabilmente tornano in Africa, forse a causa della Messinian Salinity Crisis ( causata della chiusura di Gibilterra da parte dell’Africa) che secchera’ completamente il Mar Mediterraneo fra 5.9 e 5.3 milioni di anni fa, rendendo inabitabile buona parte delle zone adiacenti. Durante la Messinian Salinity Crisis ci sono depositi di sale spessi 1.5Km sul fondo del Mediterraneo (un milione di Km cubi di sale e’ bloccato li’ – cosa che cambia la salinita’ del resto dei mari del mondo), temperature di 80C su tali depositi, il Nilo e gli altri maggiori fiumi non riescono, di un fattore dieci a contribuire abbastanza acqua per mantenere il Mar Mediterraneo. Poi, 5.3 milioni di anni fa, Gibilterra si riapre, l’Oceano Atlantico allaga il Mediterraneo (Langelian Flood) nel giro di un solo secolo (il livello cresceva fino a 10m al giorno).

12 000 000 a.C.

12 000 000 a.C.

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Quando le placche continentali africana ed europea si scontrano non solo sollevano nuove montagne nell’Europa centrale, ma creano il lago più grande che il mondo abbia mai conosciuto. Questo vasto specchio d’acqua, il Paratethys Sea, ospita specie che non si trovano da nessun’altra parte, comprese le balene più piccole del mondo.

14 500 000 a.C.

14 500 000 a.C.

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Un asteroide del diametro di 1km, accompagnato da un satellite di 150m di diametro, si schianta in Baviera in Germania, provocando i crateri Nordlinger Ries (25Km) e Steinheim Basin (4Km)

15 000 000 a.C.

15 000 000 a.C.

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La sollevazione delle Ande Nord-Orientali interrompe il collegamento fra il mare interno nell’attuale foresta amazzonica, e il mar dei Caraibi; questo inneschera’ la nascita del Rio delle Amazzoni

23 000 000 a.C.

23 000 000 a.C.

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Il 93% del continente Zelandia, a Est dell’Australia e a Nord dell’Antartide, finisce sott’acqua. La parte che rimane emersa e’ l’attuale Nuova Zelanda. Zelandia era grande circa il doppio dell’attuale Australia.

25 000 000 a.C.

25 000 000 a.C.

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30 milioni di anni fa in Europa si sviluppa una delle prime specie ominide: il Nsungwepithecus, mentre in Africa (Tanzania) la prima specie ominide (Rukwapithecus che dara’ origine a oranghi, gorilla, scimpanze’ ed umani) si sviluppera’ solo 5 milioni di anni dopo. Gli ominidi in Africa non reggeranno la competizione delle altre scimmie, ma in Africa il Nacholapithecus, 13 milioni di anni fa, riuscira’ a passare un temporaneo ponte terretsre con l’Europa per andare il Europa. Poi, 11 milioni di anni fa, anche altre specie di scimmie arriveranno in Europa dall’Africa, mentre in Europa si evolve il Hispanopithecus e poi, 7 milioni di anni fa il Graecopitechus freybergi. Quest’ultimo e’ stato scoperto dopo un re-analisi nel Maggio 2017 di reperti trovati ad Atene da soldati della Wehrmacht mentre costruivano una piscina nel 1944 in un ex rifugio sotterraneo. I resti sono datati a 7175000 anni fa. Sono anche rinvenute numerose tracce umane fossilizzate risalenti a 5.7 milioni di anni fa a Creta, ma poco dopo gli ominidi si estinguono in Europa e probabilmente tornano in Africa, forse a causa della Messinian Salinity Crisis ( causata della chiusura di Gibilterra da parte dell’Africa) che secchera’ completamente il Mar Mediterraneo fra 5.9 e 5.3 milioni di anni fa, rendendo inabitabile buona parte delle zone adiacenti. Durante la Messinian Salinity Crisis ci sono depositi di sale spessi 1.5Km sul fondo del Mediterraneo (un milione di Km cubi di sale e’ bloccato li’ – cosa che cambia la salinita’ del resto dei mari del mondo), temperature di 80C su tali depositi, il Nilo e gli altri maggiori fiumi non riescono, di un fattore dieci a contribuire abbastanza acqua per mantenere il Mar Mediterraneo. Poi, 5.3 milioni di anni fa, Gibilterra si riapre, l’Oceano Atlantico allaga il Mediterraneo (Langelian Flood) nel giro di un solo secolo (il livello cresceva fino a 10m al giorno).

30 000 000 a.C.

30 000 000 a.C.

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In Europa si sviluppa una delle prime specie ominide: il Nsungwepithecus, mentre in Africa (Tanzania) la prima specie ominide (Rukwapithecus che dara’ origine a oranghi, gorilla, scimpanze’ ed umani) si sviluppera’ solo 5 milioni di anni dopo. Gli ominidi in Africa non reggeranno la competizione delle altre scimmie, ma in Africa il Nacholapithecus, 13 milioni di anni fa, riuscira’ a passare un temporaneo ponte terretsre con l’Europa per andare il Europa. Poi, 11 milioni di anni fa, anche altre specie di scimmie arriveranno in Europa dall’Africa, mentre in Europa si evolve il Hispanopithecus e poi, 7 milioni di anni fa il Graecopitechus freybergi. Quest’ultimo e’ stato scoperto dopo un re-analisi nel Maggio 2017 di reperti trovati ad Atene da soldati della Wehrmacht mentre costruivano una piscina nel 1944 in un ex rifugio sotterraneo. I resti sono datati a 7175000 anni fa. Sono anche rinvenute numerose tracce umane fossilizzate risalenti a 5.7 milioni di anni fa a Creta, ma poco dopo gli ominidi si estinguono in Europa e probabilmente tornano in Africa, forse a causa della Messinian Salinity Crisis ( causata della chiusura di Gibilterra da parte dell’Africa) che secchera’ completamente il Mar Mediterraneo fra 5.9 e 5.3 milioni di anni fa, rendendo inabitabile buona parte delle zone adiacenti. Durante la Messinian Salinity Crisis ci sono depositi di sale spessi 1.5Km sul fondo del Mediterraneo (un milione di Km cubi di sale e’ bloccato li’ – cosa che cambia la salinita’ del resto dei mari del mondo), temperature di 80C su tali depositi, il Nilo e gli altri maggiori fiumi non riescono, di un fattore dieci a contribuire abbastanza acqua per mantenere il Mar Mediterraneo. Poi, 5.3 milioni di anni fa, Gibilterra si riapre, l’Oceano Atlantico allaga il Mediterraneo (Langelian Flood) nel giro di un solo secolo (il livello cresceva fino a 10m al giorno).

34 000 000 a.C.

34 000 000 a.C.

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Europa. Un cambiamento drammatico: la grande coupure (the great cut). Termine l’Eocene, con clima tropicale, e inizia l’Oligocene, con clima continentale e artico. Sembra che la causa possa farsi risalire al distaccamento del Sud America dall’Antartico Occidentale, che ha modificato drasticamente le correnti oceaniche. Le temperature in Inghilterra calano di 6-8C, e in estate di ben 10C in media.

35 – 12 milioni anni a.C.

35 – 12 milioni anni a.C.

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Fra la Groenlandia e la Norvegia si alza un’isola lunga 500Km Nord-Sud e 15Km in larghezza, di natura paludosa, coperta di conifere e felci, non e’ stata trovata presenza di mammiferi che probabilmente non arrivarono mai qua; ora giace a 2Km sotto le onde nel mezzo dell’Atlantico: la Hovgaard Ridge

40 000 000 a.C.

40 000 000 a.C.

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I roditori e le scimmie arrivano in Sudamerica, probabilmente dalla prospicente (ma non attigua) Africa. Come ci siano arrivati non è ancora del tutto chiaro ma probabilmente sono passati da un’isola all’altra, gradualmente.

49 000 000 a.C.

49 000 000 a.C.

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Diramazione fra la specie che poi diverranno i delfini, in mare, e quella che rimane sulla terraferma, che dara’ luogo ad esempio agli ippopotami. 15 milioni di anni dopo si dirameranno anche le balene.

50 000 000 a.C.

50 000 000 a.C.

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Primo Eocene. Le palme crescono in Antartico, i coccodrilli sguazzano nelle basse acque inglesi. Il clima e’ significatamente piu’ caldo che oggi. Questo dimostra che un clima molto caldo non significa necessariamente problemi per la vita. Anzi. Potrebbe significare piu’ specie viventi sul lungo termine (anche se non necessariamente includenti l’Homo Sapiens). Quasi ogni specie che si trova sul pianeta oggi, e’ adattata al freddo, a causa delle ripetute ere glaciali susseguitesi negli ultimi milioni di anni.

50 000 000 a.C.

50 000 000 a.C.

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Cava della Pesciara, Verona, Italia. Si forma qua un eccezionale deposito di fossili, che testimonia come i coralli moderni si siano evoluti nel Mare Tetide (Tethys Sea), fra Europa e Africa.

55 000 000 a.C.

55 000 000 a.C.

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Estinzione della fine del Paleocene dovuta all’acidificazione degli oceani. Non si tratta di una delle 6 principali estinzioni di massa, ma di un evento comunque rilevante.

55 – 34 milioni a.C.

55 – 34 milioni a.C.

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L’Eocene rappresenta un periodo speciale nella storia dei carnivori, un punto di equilibrio fra due possibilita’, una delle quali si realizza e l’altra e’ oggi dimenticata. I mammiferi infatti non erano gli unici candidati al successo: un gigantesco (piu’ di due metri di altezza) uccello predatore eocenico trovato nel Wyoming, la Diatryma Gigantea, racconta una storia diversa. Lo scettro di carnivori dominanti sarebbe potuto andare agli uccelli, ma andra’ ai mammiferi, non sappiamo perche’. In sudamerica ad esempio gli uccelli predatori prendono il sopravvento fino alla chiusura dell’istmo di Panama.

56 000 000 a.C.

56 000 000 a.C.

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Massimo Termico del Paleocene-Eocene (PETM): al Polo Nord d’estate l’acqua arriva a 23 gradi Celsius, il livello degli oceani e’ di 70m piu’ alto di oggi. I gusci del plancton spariscono dal fango sul fondo marino, che da bianco divenne rosso. Durante il PETM, una massa di carbonio di provenienza ancora sconosciuta, pari al contenuto di tutti i giacimenti odierni di carbone, petrolio e gas, invade l’atmosfera; la temperatura aumenta in media di 5°C. Mari e foreste impiegano più di 150.000 anni per riassorbirlo. L’anidride carbonica si diffonde anche nei mari, acidificandoli e sciogliendo i gusci. Le correnti oceaniche cambiano drasticamente, i mari si inacidiscono e gli organismi unicellulari nelle profondita’ oceaniche si estinguono in massa. La fonte del carbonio immesso in atmosfera in quantita’ abnormi, potrebbe essere stato il rilascio di enormi bolle di metano e gas naturale dai fondi oceanici, di cui si vedono ancora i crateri. Si noti che tutto cio’ e’ stato innescato da una quantita’ di effetto serra inferiore a quello oggi causato dall’umanita’.

56 000 000 a.C.

56 000 000 a.C.

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Picco dell’effetto serra: viene chiamato Massimo Termico del Paleocene-Eocene (PETM). Una massa di carbonio di provenienza ancora sconosciuta, pari al contenuto di tutti i giacimenti odierni di carbone, petrolio e gas, invade l’atmosfera; la temperatura aumenta in media di 5 °C.

60 000 000 a.C.

60 000 000 a.C.

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Si evolvono i cavalli in Nord America; da li’ si trasferiranno diverse volte in Eurasia per poi estinguersi, probabilmente a causa dell’uomo (gli antenati dei pellerossa americani) in Nord America 10 000 anni prima di Cristo, per essere infine reintrodotti in Nord America proprio dall’uomo attraverso i conquistadores spagnoli

66 036 000 a.C.

66 036 000 a.C.

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Deccan Traps Episode (India meridionale): massiccia serie di eruzioni in un breve periodo di meno di un milione di anni, l’episodio avviene a causa dell’affioramento di una cella convettiva del mantello, che espelle abbastanza lava da coprire l’intero territorio degli USA con uno spessore maggiore di 1 Km

66 036 000 a.C.

66 036 000 a.C.

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La Quinta Estinzione di massa, il K-T Boundary, o fine Cretaceo, 66milioni di anni fa, con l’estinzione del 76% delle specie fra cui le ammoniti e i dinosauri non volatili. La Quarta Estinzione di massa era la fine del Triassico, 200milioni di anni fa, con l’estinzione dell’80% delle specie. La Terza Estinzione di massa era la fine del Permiano, 251 milioni di anni fa, dove si estinguono il 96% delle specie. La Seconda Estinzione era il tardo Devoniano, 375milioni di anni fa, dove si estinue il 75% delle specie viventi. La Prima era 444milioni di anni fa, estinzione di massa (80-90%) di specie viventi, estinzione della fine dell’Ordoviciano. La sesta e’ quella attuale causata dall’Homo Sapiens, fin dai tempi pre-storici.

66 036 000 a.C.

66 036 000 a.C.

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Le conseguenza dell’impatto del meteorite di Chixulub nello Yucatan, oltre gli effetti devastanti immediati del gigantesco tsunami sul Nord America, sono la dispersione di enormi quantita’ di polvere ricca di zolfo (provenienti dalla composizione della penisola dello Yucatan). Il lungo inverno che ne deriva decima le foreste mondiali, l’enorme diffusione della felce, l’acidificazione degli oceani con il conseguente collasso dell’ecosistema marino per diversi milioni di anni. Sulla terraferma ogni animale piu’ grande di un gatto, scompare, compresi tutti i dinosauri non volatili. Ma anche gli uccelli e gli stessi mammiferi, sono quasi spazzati via. Le ammoniti, sul pianeta da un tempo immemorabile, scompaiono completamente.

66 036 000 a.C.

66 036 000 a.C.

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K-T + 40 minuti. I detriti mandati in orbita dal meteorite di Chicxulub iniziano a ricadere in quantita’ enormi, vetrificando. Si ritrovano ora in tutto il mondo nel sottile strato K-T. Si crea un improvviso sbalzo termico di diverse centinaia di gradi in tutta la superficie terrestre (secondo alcune simulazioni superiore ai 800C). Molte forme di vita sulla superficie sono sterminate. Ma gia’ pochi cm sotto la superficie la temperatura potrebbe essere accettabile per parecchie specie viventi fra cui i mammiferi.

66 036 000 a.C.

66 036 000 a.C.

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K-T + 90 secondi. L’acqua dell’Oceano Atlantico, apertasi per l’impatto del meteorite di Chicxulub, ora si richiude per riempire il cratere, e forma un picco verticale alto ben 35Km. Sara’ la caduta di questa incredibile colonna d’acqua a provocare lo tsunami peggiore.