510 000 000 a.C.

510 000 000 a.C.

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Primi Cefalopodi (ammoniti, nautili, calamari, polpi, seppie); il termine ammonite deriva dal dio egizio Amun, le cui corna assomigliano alla spirale dell’ammonite. Primi cefalopodi, da cui si evolveranno presto anche i polpi. Gli studi messi in evidenza e compiuti da Peter Godfrey Smith, puntano verso una intelligenza articolata da parte del polpo odierno, e probabilmente anche di una coscienza di se’. Pone quindi un dilemma: o la coscienza di se’ si ‘e evoluta in modo indipendente almeno due o tre volte (noi, i polpi, i granchi, ecc.), oppure si e’ evoluta una volta sola ma molto indietro nel tempo, prima della nascita dei cefalopodi. L’ultimo antenato comune fra cefalopodi e Homo Sapiens risale a 600 milioni di anni fa. Il sistema nervoso del polpo e’ molto diverso dal nostro, avendo in pratica un cervello centrale (con due emisferi e senza corpo calloso che li unisce sopra) e 8 nutriti gruppi di neuroni distribuiti per ogni tentacolo. Non e’ noto come funzioni l’interazione fra questi 8+1 “cervelli”, ma una ipotesi e’ che ci siano differenti circostanze dove differenti modalita’ sono utilizzate (indipendenza dei tentacoli oppure comando centrale del cervello nella “testa” del polpo). I polpi hanno anche alcune caratteristiche che si trovano anche in altre specie (fra cui Homo Sapiens) come ad esempio la fase R.E.M. del sonno.

500 000 000 a.C.

500 000 000 a.C.

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L’Anomalocaris, un grosso predatore del Cambriano, possiede due occhi di 3cm di diametro, formati ciascuno di 16000 perfette lente esagonali, arrangiate a loro volte in un disegno a forma di esagono: si tratta del piu’ antico animale noto con occhi composti.

530 000 000 a.C.

530 000 000 a.C.

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Nell’attuale Yoho National Park si forma una frana sottomarina che va a coprire i futuri fossili degli argilloscisti di Burgess: esemplari di organismi dall’anatomia molle conservati con una meravigliosa minuziosita’ di particolari. Si tratta di antichi rappresentanti di tutt’e e quattro i gruppi principali di artropodi, gli animali dominanti sulla Terra: i trilobiti, i crostacei, i chelicerati (ragni e scorpioni moderni ad esempio), gli unirami (gli insetti). Ma il giacimento di Burgess contiene anche almeno una dozzina di organismi che non appartengono ad alcun phylum moderno (spugne, celenterati, anellidi, molluschi, artropodi, echinodermi, cordati) e che potrebbe ciascuno essere rappresentanti unici di un nuovo phylum; oltre a 20-30 artropodi che non possono essere situati in alcun gruppo moderno

530 000 000 a.C.

530 000 000 a.C.

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Nelle acque poco profonde di Burgess, attuale British Columbia, Canada, prosperano diversi piccoli animali: Marrella, Yohoia, Opabinia, Burgessia, Nectocaris, Odontogriphus, Dinomischus, Amiskwia, Hallucigenia, Branchiocaris, Canadaspis, Naraoia, Aysheaia, Odaraia, Sydneia, Molaria, Habelia, Sarotrocercus, Actaeus, Alalcomenaens, Emeraldella, Leanchoilia, Sanctacaris, Wilwaxia, Anomalicaris, Peytoia, Eldonia, Banffia, Portalia, Pollingeria, Archeociatidi, Tegopelte, Olenoides, Ottoia Prolifica, Pikaia Gracilens, …

530 000 000 a.C.

530 000 000 a.C.

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Compare la famiglia dei Tardigradi. Verranno scoperti nel 1773 dal pastore Johann August Ephraim Goeze. Poi ne verranno scoperte oltre 1150 specie. Sono animali microscopici con corpo dalla struttura segmentata e con 8 gambe. Sono estremofili: vivono anche in condizioni ambientali estreme come temperature appena sopra lo zero assoluto (0K) o molto piu’ elevate del punto di ebollizione dell’acqua, pressioni da zero a diverse volte la pressione nel fondo degli oceani, dosi di radiazione ionizzante diverse volte superiore a quelle che ucciderebbero un uomo, sopravvivono al vuoto dello spazio. Possono non mangiare per piu’ di 10 anni, disidratarsi fino al 3% di contenuto d’acqua. Sono lunghi 0.5mm quando adulti. E sono una specie che risale a 530milioni di anni fa. Si trovano ovunque, dall’Himalaya alle fosse oceaniche, nell’acqua ce ne sono a 25 mila per litro. La Terra e’ il Pianeta dei Tardigradi…

530 – 527 milioni a.C.

530 – 527 milioni a.C.

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Periodo Timmotiano. Il nome deriva da quello del proto-mollusco Tommotia. Il clima e’ mite, e non vi sono glaciazioni. Gran parte del Nordamerica era posizionato in latitudini tropicali e temperate, che permettevano la crescita di imponenti colonie di archeociatidi in acque basse. La Siberia, anch’essa dotata di colonie di questi animali, era un continente separato e si trovava appena a est del Nordamerica. La regione baltica (l’odierna Scandinavia), l’est Europa e e la Russia europea erano molto più a sud delle loro posizioni attuali. Gran parte dei restanti continenti erano uniti insieme in un supercontinente noto come proto-Gondwana. L’attuale Cina e l’Estremo Oriente erano allora frammentati, così come l’Europa occidentale. Il Tommotiano vede l’ascesa di metazoi diversificati dotati di scheletro, la cosiddetta piccola fauna dura. Questa età è nota per aver avuto la prima grande radiazione di animali. L’origine di molti tipi di scheletro durante questo periodo fu un grande sviluppo evolutivo; la rapida evoluzione di una così grande varietà di scheletri esterni fu probabilmente dovuta all’evoluzione di predatori avanzati.

541 milioni a.C. – ora

541 milioni a.C. – ora

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Quarto eone della Terra: Fanerozoico (indica forme di vita visibili ad occhio nudo). La Pangea di frammenta negli attuali continenti. Avviene una esplosione di specie viventi: archea, batteri, protisti, chromisti, funghi, animali e piante, virus (un outsider…), e infine, all’apice dell’evoluzione: i gatti (e noi per cambiargli la sabbia).

540 000 000 a.C.

540 000 000 a.C.

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Gli scienziati dibattono ancora sulle cause dell’esplosione del Cambriano, ma la teoria più accreditata è che l’ossigeno nell’atmosfera terrestre abbia iniziato ad aumentare lentamente circa 550 milioni di anni fa, L’ossigeno forniva un modo molto più efficiente per metabolizzare il cibo, fornendo agli animali più energia per mobilitarsi e cacciare le prede. L’emergere dei predatori ha dato il via a queste crescenti corse agli armamenti, e poi abbiamo sostanzialmente assistito all’esplosione di diversi modi di fare impresa. Tra i più bizzarri: i priapulida (penis worm): vermi che rovesciavano la bocca, rivelando una gola bordata di denti pelosi. Questi vermi, noti anche come vermi cactus, sono oggi per lo più estinti, ma erano diffusi durante il Cambriano. Il verme fossilizzato trovato nel Grand Canyon (che allora si trovava più vicino all’equatore e quindi con un clima tropicale) rappresenta una specie precedentemente sconosciuta. A causa delle sue dimensioni relativamente grandi – circa 10 centimetri – e dei denti distinti, è stato chiamato Kraytdraco spectatus, dal nome del drago krayt immaginario dell’universo di Star Wars. Questo particolare verme penieno sembra aver avuto un gradiente di centinaia di denti ramificati, usati per raccogliere il cibo in una bocca estensibile.

560 – 550 milioni a.C.

560 – 550 milioni a.C.

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Periodo chiamato White Sea dal biologo Ben Waggoner. Gli animali sul fondo del mare sono ancora senza pinne o zampe, ma c’e’ evidenza che si potessero muovere, anche se l’habitat e’ ancora bidimensionale: il fondo del mare. Esempi sono le seguenti specie: Kinderella, Helminthoidichnites, Spriggina. Ci sono anche i primi esempi di predazione. E i livelli di ossigeno continuano a salire.

591 000 000 a.C.

591 000 000 a.C.

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Il campo magnetico terrestre quasi collassa completamente 591 milioni di anni fa, e questo cambiamento, paradossalmente, potrebbe aver giocato un ruolo fondamentale nello sbocciare della vita complessa, ha scoperto una nuova ricerca. Lo studio, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment il 2 Maggio 2024, ha scoperto che il campo magnetico terrestre, creato nell’interno della Terra fra mantello liquido e nucleo solido, è stato significativamente più debole della sua intensità attuale per un periodo di almeno 26 milioni di anni. anni. La scoperta del prolungato indebolimento del campo magnetico terrestre ha anche contribuito a risolvere un perdurante mistero geologico su quando si è formato il solido nucleo interno della Terra. Questo lasso di tempo si allinea con un periodo noto come Ediacaran, quando i primissimi animali complessi emersero sul fondo del mare quando la percentuale di ossigeno nell’atmosfera e nell’oceano aumentava. Questi strani animali somigliavano a malapena alla vita odierna: ventagli morbidi, tubi e ciambelle e dischi come Dickinsonia, che cresceva fino a 1,4 metri di dimensione, e la Kimberella simile a una lumaca. Prima di allora, la vita era in gran parte unicellulare e microscopica. I ricercatori ritengono che un debole campo magnetico possa aver portato ad un aumento dell’ossigeno nell’atmosfera, consentendo l’evoluzione della vita complessa e precoce. “La magnetosfera protegge la Terra dal vento solare, mantenendo così l’atmosfera sulla Terra. Pertanto, una magnetosfera più debole significa che gas più leggeri come l’idrogeno andrebbero persi dall’atmosfera terrestre”. Questa concomitanza solleva la questione se l’aumento della perdita di ioni H in un campo magnetico ridotto abbia contribuito all’ossigenazione, consentendo in definitiva la diversificazione degli animali macroscopici e mobili della fauna di Ediacara. L’idrogeno, infatti, può fuoriuscire nello spazio mediante meccanismi termici e non termici con conseguente ossigenazione netta dell’atmosfera

600 000 000 a.C.

600 000 000 a.C.

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Ultimo antenato comune fra Cefalopodi e Homo Sapiens. Gli studi messi in evidenza e compiuti da Peter Godfrey Smith, puntano verso una intelligenza articolata da parte del polpo odierno, e probabilmente anche di una coscienza di se’. Pone quindi un dilemma: o la coscienza di se’ si ‘e evoluta in modo indipendente almeno due o tre volte (noi, i polpi, i granchi, ecc.), oppure si e’ evoluta una volta sola ma molto indietro nel tempo, prima della nascita dei cefalopodi. L’ultimo antenato comune fra cefalopodi e Homo Sapiens risale a 600 milioni di anni fa. Il sistema nervoso del polpo e’ molto diverso dal nostro, avendo in pratica un cervello centrale (con due emisferi e senza corpo calloso che li unisce sopra) e 8 nutriti gruppi di neuroni distribuiti per ogni tentacolo. Non e’ noto come funzioni l’interazione fra questi 8+1 “cervelli”, ma una ipotesi e’ che ci siano differenti circostanze dove differenti modalita’ sono utilizzate (indipendenza dei tentacoli oppure comando centrale del cervello nella “testa” del polpo). I polpi hanno anche alcune caratteristiche che si trovano anche in altre specie (fra cui Homo Sapiens) come ad esempio la fase R.E.M. del sonno.

600 milioni a.C.

600 milioni a.C.

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Antica origine degli occhi: le meduse hanno già un organo sensibile alla luce. Si tratta di un organo nervoso sotto l’ombrello, con cellule sensibili alla luce, che permette le contrazioni e il movimento.

635 – 540 milioni a.C.

635 – 540 milioni a.C.

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La fauna di Ediacara (Australia) rappresenta un esperimento del tutto distinto di vita pluricellulare, che si concludera’ infine con l’estinzione del tardo Precambriano. Si tratta di specie viventi che prosperano sul fondo marino, non affini a nessuna specie attualmente esistente. Sono organismi in due dimensioni, una soluzione alternativa al problema di guadagnare spazio: la vita avrebbe potuto prendere la via di Ediacara o la via, in 3D, moderna, ma la prima ne uscira’ totalmente sconfitta dopo un lungo successo, e non sappiamo perche’. Se avesse continuato a prosperare la via di Ediacara difficilmente avremmo mai potuto avere organi interni e la vita animale sarebbe rimasta al livello di fogli e frittelle…

640 milioni a.C.

640 milioni a.C.

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Possibile episodio di “snowball earth” (Marinoan) cioe’ una terribile era glaciale in cui gli oceani ghiacciano fino ai tropici’ la vita probabilmente sopravvive in oasi limitate come i Caraibi, il Mar Rosso, il Golfo Persico, il Mediterraneo Orientale, l’Amazzonia, l’Africa Centrale, l’Indonesia, l’Australia Settentrionale. Alla fine di questo ultimo evento di SnowBall Earth, la concentrazione di ossigeno nell’aria improvvisamente aumenta da 1% a 20% permettendo l’evoluzione degli organismo multicellulari di grosse dimensioni.

700 – 800 milioni a.C.

700 – 800 milioni a.C.

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Inizio prosciugamento degli oceani: l’acqua riemessa in atmosfera dai vulcani sotto forma di vapore acqueo non eguaglia piu’ l’acqua che filtra nel sottosuolo e nel mantello, soprattutto attraverso le faglie continentali: il pianeta si sta raffreddando a causa della diminuzione della radioattivita’ interna

680 000 000 a.C.

680 000 000 a.C.

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Le stromatoliti diminuiscono in modo definitivo; si verifica una modesta ripresa solo nel passaggio Cambriano-Ordoviciano. Tale declino è attribuibile alla comparsa dei primi metazoi brucatori e degli organismi fossatori che bioturbavano la tessitura delle lamine. In Italia sono abbastanza frequenti nelle formazioni del Cambriano inferiore della Sardegna e triassiche delle Alpi e dell’Appennino; non sono mai state segnalate in epoca precambriana. Attualmente le stromatoliti si formano in ambienti marini della zona intertidale a salinità normale od elevata ma anche in ambienti subtidali di alcune aree dell’Australia, della Florida, delle Bahamas e del Golfo Persico.

710 milioni a.C.

710 milioni a.C.

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Possibile episodio di “snowball earth” (Sturtian) cioe’ una terribile era glaciale in cui gli oceani ghiacciano fino ai tropici’ la vita probabilmente sopravvive in oasi limitate come i Caraibi, il Mar Rosso, il Golfo Persico, il Mediterraneo Orientale, l’Amazzonia, l’Africa Centrale, l’Indonesia, l’Australia Settentrionale

1 100 000 000 a.C.

1 100 000 000 a.C.

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Il gene della globina del sangue si duplica formando due geni distinti, uno diventera’ quello per fabbricare l’emoglobina nei vertebrati, l’altro quello per fabbricare la mioglobina, una proteina che lavora nei muscoli

1 200 000 000 a.C.

1 200 000 000 a.C.

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Prima ancora della vista, nascono due cose fondamentali per la vita sulla Terra: la sessualità e la morte. Il vantaggio della morte e della sessualità, che sono infatti legate, è che ogni coppia di essere viventi dopo essersi riprodotto in modo sessuato, genera uno o più esseri diversi (che rende possibile l’evoluzione delle specie), e in seguito, dopo la riproduzione sessuata, l’essere vivente muore e non sopravvivono sue copie, lasciando spazio e risorse naturali per la nuova generazione. La morte rappresenta quindi un grande vantaggio per l’evoluzione.

1 300 000 000 a.C.

1 300 000 000 a.C.

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Secondo uno studio, pubblicato il 13 agosto 2020 sulla rivista Physical Review Letters, i ricercatori hanno migliorato la stima dell’età del solido nucleo interno della Terra, portandola tra 1 e 1,3 miliardi di anni.

1 700 000 000 a.C.

1 700 000 000 a.C.

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Oklo, Gabon. Si innescano da soli ben 17 reattori nucleari naturali. Sono evidenti infatti le scorie nucleari dello stesso tipo e percentuale prodotte dai reattori nucleari moderni: si tratta del terribile Plutonio 239 che nel processo di decadimento genera tutta una serie di sottoprodotti della fissione ritrovati esattamente (con uno scarto di 1ppm) nelle percentuali predette dalla teoria; considerando che i reattori sono vecchi di 1.7 miliardi di anni, si puo’ concludere che le leggi della fisica (perlomeno l’interazione debole) sono cambiate di meno di 1ppm negli ultimi 2 miliardi di anni! La combinazione fortunata e’ un misto di Uranio, acqua e cianobatteri. I batteri rendono l’acqua acida, che corrode l’Uranio (all’epoca l’Uranio 235, quello fissile, e’ il 3% del U238, mentre oggi e’ solo lo 0.7%), poi le alghe e il suolo filtrano l’Uranio e quando viene a mancare l’acqua per evaporazione, l’Uranio 235 si trova in concentrazione sufficiente ad innescare la reazione. Quando si spegne per esaurimento del combustibile fissile, il ciclo re-inizia. L’acqua funge anche da rallentatore dei neutroni (come intuira’ Enrico Fermi) in modo da renderli preda dei nuclei. In 150 mila anni di attivita’, i 17 reattori nucleari naturali, consumano ben 6 tonnellate e mezzo di Uranio, con cicli di 150 minuti circa. Una meraviglia galattica (in tutti i sensi).

2 000 000 000 a.C.

2 000 000 000 a.C.

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Un proto-eucariote inghiotte un batterio, oppure il batterio tramite un flagello penetra all’interno del proto-eucariote. Il batterio diventera’ quello che noi chiamiamo mitocondrio. Un fenomeno di endosimbiosi oppure di parassitismo, quindi. E’ ormai infatti un dato accettato che mitocondri e cloroplasti si siano originati nelle cellule eucariotiche per effetto di una simbiosi (cioè una convivenza tra specie diverse che porta vantaggio reciproco ad entrambe) tra due organismi “procariotici” ancestrali. Si ritiene che uno dei due abbia “mangiato” (o si sia introdotto nel) l’altro ma poi non sia riuscito a digerirlo (o ad uscirne), e pertanto questo secondo organismo ha cominciato a vivere dentro il primo. Col tempo questa convivenza si sarebbe mantenuta e rinforzata, fino alla completa integrazione dell’organismo simbiotico con il suo ospite, dando vita ad un organello chiamato mitocondrio. A conferma di questa teoria sono disponibili numerose prove, legate ad una serie di somiglianze tra mitocondri e batteri, che rimandiamo ad un secondo momento. Lo stesso discorso potrebbe essere avvenuto, in seguito, anche per i cloroplasti.

2 023 000 000 a.C.

2 023 000 000 a.C.

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Un enorme asteroide di almeno 10Km di diametro impatta nell’attuale Sud Africa. Il cratere Vredefort è il più grande cratere meteorico sulla Terra. È situato nella provincia sudafricana di Free State e contiene la città di Vredefort. Il sito è noto anche con il nome di Vredefort dome o Punto d’impatto Vredefort. Il cratere ha un diametro di circa 300 km, più ampio di quelli di Sudbury Basin (250 km) e di Chicxulub (170 km).

2 200 000 000 a.C.

2 200 000 000 a.C.

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SnowBall Earth detta Makganyene: era glaciale di enorme proporzioni, probabilmente la piu’ estrema mai verificatasi sulla Terra: le temperature medie crollano di 45C, forse l’intero pianeta diventa un’enorme distesa di ghiaccio, fino all’equatore; con gli oceani ghiacciati per 800m ad alte latitudini e forse decine di metri perfino all’equatore; eppure in diversi posti deve essere rimasta acqua allo stato liquido dove la vita e’ sopravvissuta, perlomeno per quanto riguarda i cianobatteri. Alla fine dell’episodio di snowball earth la concentrazione di ossigeno in atmosfera aumenta da 0% a 1%.

2 200 000 000 a.C.

2 200 000 000 a.C.

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L’Ossigeno inizia a diffondersi sul pianeta Terra. L’ossigeno e’ l’elemento che rovina gli altri, incrostando la loro superficie pura con uno strato di caos e deterioramento. Allo stesso tempo arricchisce in modo enorme la quantita’ a varieta’ di composti e minerali sul pianeta, rendendo allo stesso tempo molto piu’ varia la vita. La vita e la stessa vita civiltà’, da un punto di vista chimico, possono essere pensate come una resistenza organizzata all’ossidazione. Qui e la’ riusciamo ad arginare la marea e persino a farla retrocedere un po’, strappando i metalli dai loro minerali, piantando foreste, estinguendo gli incendi, ma mai per molto tempo su scala geologica. L’ossidazione accompagna la marcia del tempo e l’inevitabile trionfo dell’entropia. L’ossigeno da’ la vita, ma nel farlo, rende piu’ vicina e inevitabile la morte. Esso e’ la singola causa piu’ importante dell’invecchiamento e delle malattie connesse alla vecchiaia.

2500 – 541 milioni a.C.

2500 – 541 milioni a.C.

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Terzo eone della Terra: Proterozoico. All’inizio del proterozoico, nel periodo Sideriano, si verifica la Catastrofe dell’Ossigeno: alcuni micro-organismi inventano la fotosintesi e iniziano ad avvelenare l’aria con l’ossigeno, letale per quasi tutti gli altri organismi. Questa provoca una gigantesca estinzione di massa, e una enorme diversificazione delle rocce che iniziano ad ossidarsi. Si tratta del piu’ grande sterminio di esseri viventi di ogni tempo.

3 600 000 000 a.C.

3 600 000 000 a.C.

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Formazione delle rocce sedimentarie non metamorfosate (cioe’ non alterate da calore e pressione violente) in Africa e Australia, dove nel 1977 e 1983 d.C. Verranno trovati da Knoll e Barghoorn e da Walter, sia stromatoliti (tappeti di sedimenti legati da batteri e alghe azzurre) sia vere cellule.

3.6 – 2.7 miliardi a.C.

3.6 – 2.7 miliardi a.C.

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Dalla collisione ed unione di diversi cratoni (affioramenti di granito leggero forse formato anche grazie ai micro-organismi) si forma il primo super-continente: Vaalbara; i cratoni sono anche chiamati Archaean cratons (protocontinents) ad esempio sono rimasti il Kaapvaal craton (South Africa) e il Pilbara craton (Western Australia)

3 750 000 000 a.C.

3 750 000 000 a.C.

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Formazione di rocce sedimentarie nella attuale Groenlandia occidentale. Esaminate da Shidlowski nel 1988 d. C., mostreranno valori accresciuti dell’isotopo 12C che rivela una probabile origine organica, a causa ad esempio, della fotosintesi.

3 800 000 000 a.C.

3 800 000 000 a.C.

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I Batteri si differenziano dagli Archea, entrambi organismi monocellulari senza nucleo (in seguito gli Eucharia, o eucarioti, o organismi mono o pluricellulari con nucleo si differenzieranno dai Batteri)

3 850 000 000 a.C.

3 850 000 000 a.C.

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Un meteorite delle dimensioni di Rhode Island si schianta sulla Luna e crea il Mare Imbrium, il cratere piu’ grande del lato vicino della Luna (lato NW); l’impatto distribuisce torio radioattivo in una vasta area del lato vicino della Luna; quest’area risultera’ essere (1999) l’unica area con residui radioattivi sull’intero corpo celeste e, per caso, e’ stata proprio la meta del prelievo di materiale di tutte le missioni Apollo, in particolare le missioni Apollo 12 e Apollo 14 hanno prelevato campioni nei punti in assoluto piu’ radioattivi della Luna

4 030 000 000 a.C.

4 030 000 000 a.C.

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La quantita’ di minerali e composti sul pianeta Terra si espande da circa 250 a diverse 1500. Questo grazie alla tettonica a zolle, al vulcanismo e all’acqua abbondante che crea i graniti. Poi sara’ l’avvento dell’Ossigeno (liberato da forme di vita come le piante) ad espandere ulteriormente il numero di composti e minerali a circa 4500. E la vita espande tale varieta’ ulteriormente oltre i 5000. L’avvento della tecnologia umana espandera’ ulteriormente tale numero.

4.8 – 3.8 miliardi a.C.

4.8 – 3.8 miliardi a.C.

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Early Heavy Bombardment. Il migrare continuo dei pianeti giganti esterni del Sistema Solare, provoca una intensa pioggia di meteoriti sui pianeti interni. Il fenomeno colpisce particolarmente la Terra, portando episodicamente anche alla parziale o totale rifusione della crosta terrestre, e compromettendo una eventuale prima formazione della vita a livello primordiale.

4 200 000 000 a.C.

4 200 000 000 a.C.

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Ultima evidenza di nucleo magnetico (ferroso) rotante sulla Luna. L’evidenza sperimentale arriva da campioni lunari resi disponibili dalle missioni Apollo, non shockati da impatti (che potrebbero anch’essi essere la fonte del campo magnetico)

4 350 000 000 a.C.

4 350 000 000 a.C.

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4,35 miliardi di anni fa la Luna è andata attraverso un evento di rifusione a causa dell’evoluzione orbitale della sua orbita. Durante il passaggio attraverso la transizione del piano di Laplace, la Luna sperimenta un riscaldamento e una fusione di marea diffusa, che sono sufficienti per ripristinare le età di formazione della maggior parte dei campioni lunari, pur mantenendo una precedente forma cristalizzata di rari zirconi formati in precedenza. Tutto ciò spiegherebbe i diversi campioni lunari portati a Terra dalle missioni Apollo.

4 450 000 000 a.C.

4 450 000 000 a.C.

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Dopo l’impatto il nucleo terrestre raggiunge temperature di 4000-7000C; la capacita’ di mantenere il calore del pianeta e’ talmente buona che si stima che nei successivi 4 miliardi di anni il nucleo si e’ raffreddato di solo 110C

4 500 000 000 a.C.

4 500 000 000 a.C.

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La densita’ dell’energia e di altre forme di materia scende sotto quella dell’energia del vuoto. L’Universo continua ad accelerare l’espansione. Ha dimensioni pari al 73% di quelle attuali (4.5 miliardi di anni dopo).

4 700 000 000 a.C.

4 700 000 000 a.C.

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Braccio di Orione, Via Lattea. L’onda supersonica di una supernova attraversa una nuvola appiattita di pulviscolo cosmico, del diametro di circa 20 miliardi di Km, probabilmente il rimasuglio di due stelle scomparse. La polvere si mischia con le particelle della supernova, e il tutto inizia a girare in vortice, e la parte centrale collassa in una stella. E’ nato il Sole.

5 000 000 000 a.C.

5 000 000 000 a.C.

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L’energia oscura prende il sopravvento: l’espansione dell’Universo, che finora ha sempre rallentato (a causa della gravita’), ora inizia ad accelerare. L’Universo ha il 57% delle dimensioni attuali. 4.5 miliardi di anni dopo tre team di cacciatori di supernova di classe internazionale guidati da Saul Perlmutter dei Lawrence Berkley Laboratories in California, da Brian Schmidt e Robert Kirschner in Australia, e il High-z Supernova Project diretto da Adam Riess dell’Universita’ di Harvard, scoprono che l’espansione dell’universo sta accelerando.