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Published on: VG

Settembre 1812

Russia. Pamfil Nazarov, un contadino di proprieta’ della corona, viene chiamato alle armi. Si tratta di uno dei due soli soldati semplici russi che hanno lasciato degli scritti. Nelle sue memorie ci lascera’ un quadro ineguagliabile del servizio militare russo visto dal basso. In Russia sono i gruppi familiari ad essere chiamati, non i singoli individui. E’ triste consuetudine che i capi famiglia mandino i fratelli o i nipoti al posto dei propri figli. Mosca cade in mano al nemico proprio mentre lo arruolano. Pamfil non prova alcun sentimento patriottico, solo sorda disperazione e terrore dell’ignoto. Lo guida la forza d’animo e la rassegnazione, la preghiera e l’obbedienza alla volonta’ di Dio. La visita medica consiste in una sua dichiarazione di essere in buona salute e in un veloce controllo dei denti, poi gli viene rasata la testa. Il trauma del mondo estraneo lo fa ammalare, durante la degenza gli vengono rubati tutti i soldi e i vestiti. Poi si becca un pugno in faccia da un sottufficiale e la bastonatura per un pasticcio combinato con la polvere da sparo. Pamfil rimarra’ ferito a Lipsia e avra’ la fortuna di rientrare ben tre volte a casa in licenza. Poi, dopo 23 anni di servizio militare (!), durante i quali impara a leggere e scrivere, si fa monaco e scrive le sue memorie. Uno dei due a farlo.