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Ottobre 2015

Siria. La situazione militare e’ alquanto articolata: i russi intervengono con bombardamenti a tappeto e mirati soprattutto contro i ribelli anti-Assad addestrati dal governo americano; i russi combattono per difendere la loro unica base navale nel Mediterraneo: quella di Tartus in territorio siriano. Oltre ai ribelli addestrati, in modo poco efficace, dal governo americano, ci sono anche quelli (piu’ preparati) armati dalla CIA (con missili anti-carro Tow forniti dai sauditi). Gli americani appoggiano anche i peshmerga curdi del YPG che sono una sorta di truppa di terra coordinata con gli attacchi aerei alleati. Gli iraniani hanno stabilito il quartier generale a Baghdad. In poche settimane sono arrivati 7 mila uomini: 2 mila sciiti iracheni della milizia al Haydarejeen, 2 mila afghani del movimento Fatimidis, 2 mila pasdaran. Rinforzi che si sommano alle unità scelte raccolte attorno alla IV Divisione e alla milizia che ha preso il posto dell’esercito. In tutto questo i turchi bombardano soprattutto obiettivi del PKK curdo. E milioni di persone lasciano disperate l’area, per un percorso incerto nei Balcani verso la Germania, ostacolate dai vari governi europei impauriti dal gigantesco flusso migratorio.