Il massacro di Sabra e Shatila (مجزرة صبرا وشاتيلا): l’eccidio, compiuto dalle Falangi Libanesi, alleate di Israele, e dall’Esercito del Libano del Sud, con la complicità dell’esercito israeliano, di un numero di civili compreso fra 762 e 3 500, prevalentemente palestinesi e sciiti libanesi. La strage avviene durante il ritiro dell’esercito israeliano, tra le 6 del mattino del 16 e le 8 del mattino del 18 settembre 1982 nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila, entrambi posti alla periferia ovest di Beirut. Le truppe di Bechir Gemayel, assassinato pochi giorni prima, entrano nei quartieri dei loro oppositori per un regolamento di conti, mentre l’esercito israeliano non si preoccupa degli intendimenti vendicativi dei falangisti. Ne deriva una catastrofe umana.



