L’Italia di Alfonso La Marmora firma un trattato di alleanza con la Prussia di Otto von Bismark, in funzione anti-austriaca e con il tacito consenso di Francia e Russia. In realta’ l’Italia, con un esercito di 250 mila uomini, si e’ preparata troppo in fretta al conflitto, al contrario della lunga preparazione scientifica della Prussia. In Italia ci sono tre comandanti supremi: il Re, La Marmora e Cialdini, questi ultimi due che non si vedono di buon occhio. Alla fine Cialdini ottiene un comando praticamente indipendente con le armate in Romagna, a Sud del Po. La Marmora comanda il grosso delle armate a Est del Quadrilatero (Peschiera-Mantova-Verona-Legnago) e infine Garibaldi, con migliaia di nuovi volontari avrebbe aggirato ancora una volta il Lago di Garda per attaccare la Valle dell’Adige. Sul Mincio, assieme ai piemontesi, ci sono gli spagnoli, due napoletani ex borbonici (Pianell e Nunziante) e due ex garibaldini (Bixio e Sirtori).



