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5 Marzo 1918

I tedeschi introducono il codice di criptaggio ADFGVX, subito prima dell’offensiva che stanno per iniziare il 21 Marzo. Concettualmente non e’ nulla di nuovo, ma “solo” molto complesso, un misto di parecchie sostituzioni e transposizioni. Gli alleati hanno pero’ un asso nella manica: il critpoanalista francese Georges Painvin, che il 2 Giugno riesce a rompere il codice tedesco, quindi non in tempo per l’offensiva di fine Marzo, ma in tempo per quella successiva le cui sorti verranno dettate in buona parte anche dalla lettura in chiaro dei messaggi tedeschi. Sempre nel 1918, i crittografi di diversi paesi iniziano a sperimentare con chiavi crittografiche lunghe e senza struttura (random keys – una lunga sequenza di numeri casuali che occupano centinaia di fogli di carta) e con il one-time-pad-cypher, ovvero cchiavi crittografiche che vengono distrutte dopo l’uso e mai piu’ utilizzate. Per certi versi, si tratta di un Santo Graal per i crittografi, siccome si tratta di un sistema assolutamente sicuro, anzi, se mai fosse possibile testare tutte le possibili chiavi, verrebbe si’ rivelato il messaggio vero, ma assieme a parecchi messaggi falsi positivi. Il one-time-pad-cypher non verra’ pero’ quasi mai usato, a causa della sua impraticabilita’ sul campo di battaglia ed in generale, dovuta alla enorme quantita’ di fogli da far recapitare in qualche modo e senza rischiare che cadano in mano nemica. Una curiosita’ e’ pero’ che in alcuni casi, in cui le comunicazioni sono rare e il costo non ha importanza, il one-time-pad-cypher e’ ancora utilizzato: si tratta della hot-line fra il governo americano e quello russo (prima sovietico).