40deg North, 180deg West, Pacifico Settentrionale. 5500m di profondita’. Il tool Clementine aggancia il sottomarino sovietico K-129. Dopo diverse ore di risalita, gli artigli che agganciano parte del sottomarino si spaccano, e due terzi del corpo del natante si spaccano e ricadono sul fondale. Si tratta della parte di poppa, coi missili balistici. Il resto (dalla torretta, inclusa fino a prua, coi siluri nucleari) continua a salire verso la nave Hughes Glomar Explorer. Sotto al naso il rimorchiatore sovietico SB-10, che resta a pochi centinaia di metri di distanza, sospettoso. L’attivita’ di copertura (raccolta di noduli di manganese) regge.



