Mauthausen, Austria. Il 30 aprile 1942 il capo dell’Ufficio delle SS dirama una circolare (“circolare Pohl”) per sfruttare nel modo più completo la manodopera: l’industria bellica tedesca aveva un crescente fabbisogno di forza lavoro. I sottocampi nascono dall’esigenza di collocare le industrie belliche al riparo dai bombardamenti (in gallerie scavate nelle montagne) e di decentrare e distribuire l’enorme quantità di prigionieri che serviva allo scopo, e che non poteva essere concentrata in un unico campo, spesso molto distante dai luoghi di lavoro. I prigionieri sono impiegati in tre settori: costruzione di infrastrutture (strade, centrali elettriche, indotto); trasferimento sotterraneo delle industrie belliche (scavi gallerie, installazione macchinari); produzione di armamenti. Il Lager principale di Mauthausen nel 1942 assume funzioni nuove legate a questi sviluppi. Esso infatti si presenta come: Sede amministrativa centrale del sistema di raccolta, selezione e distribuzione della manodopera schiavile, secondo le richieste provenienti dalle varie industrie. Direzione finanziaria per controllare i proventi derivanti dall’affitto dei prigionieri-schiavi alle varie industrie. Direzione centrale dell’organizzazione di sorveglianza. Di conseguenza, ogni nuovo trasporto inviato nell’area di competenza di Mauthausen arrivava al Lager centrale, dove i prigionieri erano registrati, selezionati e predisposti alle durissime condizioni di disciplina e lavoro del Lager mediante la quarantena. Oltre ad assolvere a questa funzione di smistamento, Mauthausen serviva anche come luogo di raccolta ed eliminazione degli inabili (divenuti tali in conseguenza dei trattamenti subiti durante la prigionia e il lavoro forzato) e come centro di annientamento di particolari categorie di nemici del Reich, soprattutto prigionieri di guerra sovietici (eliminati col gas), ebrei olandesi e un consistente numero di intellettuali cecoslovacchi.



