Berchtesgaden, il “nido d’aquila”. Hitler e Mussolini si incontrano, con un largo seguito di generali. La situazione torna a volgere al meglio. Mai i soldati tedeschi avevano innalzato la loro bandiera su un territorio cosi’ vasto: dagli Urali all’Atlantico, da Capo Nord e il Mare del Nord fino all’Africa. Ma il pensiero strategico di Hitler si spinge anche oltre: una gigantesca manovra a tenaglia le cui branche, una attraverso il Caucaso, l’altra attraverso l’Egitto, si sarebbero serrate sul Golfo Persico, per poi prendere contatto con i giapponesi attraverso l’India. Terragno convinto, il fuhrer nutre un’avversione innata per le operazioni anfibie. Trascura infatti la presa di Gibilterra e di Malta. Per Malta viene infatti preparata una forza d’attacco composta dalle divisioni Friuli, Livorno e Superga, dal reggimento di marina San Marco, e dai paracadutisti e guastatori della Folgore. E’ l’Operazione Hercules. L’isola viene sottoposta a quotidiani bombardamenti da parte di 300 aerei. Dei 200 Spitfire che difendono l’isola ne restano solo 7. Ma poi Rommel convince Hitler a rimandare lo sbarco a Malta, per prendere Tobruk. E cosi’ i paracadutisti della Folgore, creati per lo sbarco a Malta, saranno destinati a scarpinare nella sabbia libica.



