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Published on: Ev

24 Ottobre 1960

Baikonur, URSS. E’ in preparazione il primo test del razzo R-16. Un test cosi’ importante che e’ presente perfino il capo stesso di Korolyev, Mitrofan Nedelin a capo delle Forze Strategiche. Ore 6:45: viene notato un problema, si arresta il conto alla rovescia, centinaia di ingegneri si avvicinano al razzo per apportare le necessarie correzioni. Un interruttore viene per errore lasciato nella posizione sbagliata. Gli ingegneri si avvicinano al razzo e per effettuare la diagnostica connettono le batterie del razzo. Qualcuno nota l’interruttore nella posizione sbagliata e lo resetta. Questo reset unito al fatto che le batterie sono connesse innesca il comando di accensione del secondo stadio del missile. All’innseco le telecamere automatiche al perimetro dell’area si accendono automaticamente e riprendono l’intera scena nella sua crudezza. Le persone vicino al razzo vengono incenerite all’istante. Poi s’innesca il primo stadio che esplode in una gigantesca palla di fuoco. I pochi sopravvissuti cercano di scappare ma rimangono bloccati dal recinto di sicurezza. I gas letali e la palla di fuoco fanno il resto. Muoiono probabilmente fra le 120 e le 150 persone fra cui lo stesso Nedelin. L’incidente rimane segreto fino al 1989. Lo stesso Sakarov lo descrivera’ nel dettaglio.