Venerdi. Dealey Plaza, ore 12:29, Dallas, Texas. Il presidente Kennedy ordina di togliere la capote dalla Lincoln. (Quindi nemmeno Oswald sapeva bene cosa si sarebbe trovato di fronte). L’auto presidenziale ha da poco svoltato e sta scendendo verso il cavalcavia ferroviario. All’improvviso si ode uno sparo, un petardo o lo scarico di un auto, pensano in molti, ma subito dopo si sente un secondo sparo e il presidente Kennedy sembra portarsi le mani alla gola e piegarsi all’indietro e di lato, anche il senatore Connally, seduto davanti al presidente, è colpito ad una spalla quasi contemporaneamente, poi un terzo colpo ed ecco che J.F.K. si accascia definitivamente a lato, mentre la first lady si allunga verso il retro dell’auto come se cercasse di recuperare qualche cosa. Un agente del servizio di sicurezza che segue la Lincoln intima alla first lady di tornare al suo posto mentre l’autista, che finalmente si è reso conto dell’accaduto, accelera e porta via la macchina da Dealy Plaza verso il Parkland Memorial Hospital. (Si scoprirà dopo che la moglie del presidente cercava di recuperare, in preda allo shock, una parte del cervello del marito, schizzato via fino in quel punto). Sono attimi di confusione e di panico. L’agente motociclista Marrion L. Baker, due colleghi di Oswald e altre persone hanno sentito chiaramente che i tre spari provenivano dalla ultima finestra a destra del sesto piano dell’edificio. Oswald viene fermato ma subito rilasciato, esce e sale su un autobus verso casa. Vive da solo dopo che la moglie russa lo ha lasciato.



