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Published on: B

21 Gennaio 1968

Un B-52 e’ in volo su Thule in missione Thule Monitor. Tiene costante contatto visivo con la base americana nel Nord Ovest della Groenlandia, considerato obiettivo primario per i sovietici. L’aereo carica 4 bombe nucleari Mark-28. Il copilota ha messo della gomma piuma dietro al sedile per stare piu’ comodo. Dopo alcune ore sente freddo e accende il riscaldamento della cabina, che porta dentro aria rovente dai motori, proprio dietro al sedile, innescando un incendio a causa della gomma piuma. L’equipaggio lascia l’aereo, che passa sopra a Thule, fa un’inversione di 180 gradi e si schianta sul pack artico a 1000Km/h in una palla di fuoco. L’esplosivo ad alto potenziale delle 4 bombe termonucleari esplode all’impatto senza causare esplosioni nucleari. L’incendio brucia per 5h finche’ non e’ spento dal ghiaccio del pack artico che non si e’ rotto. I test on-point safe voluti da Eisenhower sulle testate atomiche sono stati soldi ben spesi: se fossero esplose, avrebbero distrutto Thule, e possibilmente indotto il NORAD a pensare ad un attacco nucleare sovietico. La ricerca dei pezzi delle bombe dura 8 mesi, siccome molti sono penetrati nel ghiaccio che poi e’ righiacciato. Tutte le parti delle 4 bombe sono recuperate, in pezzi, compreso l’Uranio e il Plutonio, a parte una piccola porzione di Uranio di una delle 4 bombe, che non verra’ mai trovata, nonostante ricerche anche sul fondo marino. Il giorno dopo l’incidente di Thule, il airborne alert progrm viene definitivamente terminato: i rischi di avere atomiche a bordo non sono piu’ giustificati.