I carri elettrici e le automobili , a differenza dei tram e dei treni, dipendono da batterie ricaricabili al piombo acido. Sono pesantissime a causa della lastra di piombo e soffrono dello sciabordio del liquido acido e corrosivo che emette anche un tanfo incredibile, simile al piscio di cavallo. Le auto a benzina sono di difficile accensione: il movimento a mano della manovella, all’accensione, rischia di spezzare il braccio. Richiedono anche uno strident e pericoloso cambio di marcia man mano che si accelera. In più producono uno smog maleodorante e sono molto rumorose. I tram a vapore impiegano 45 minuti per andare in temperatura e necessitano di frequenti rifornimenti d’acqua. Per cui i cavalli la fanno ancora da padroni nelle strade delle metropoli occidentali. E con loro, le montagne di escrementi equini ai bordi e al centro delle strade, coi conseguenti problemi di igene ed epidemie. Thomas Alva Edison si dice pronto a scommettere che la trazione elettrica alla fine vincerà, forse non per le automobii, ma almeno per le consegne e i taxi. Nel 1900 i veicoli a vapore sono il 40%, quelli elettrici il 38%, quelli a benzina il 22%. La batteria su cui si basano quelle elttriche si basa sull’invenzione di Gaston Platè del 1859. Ma Edison ha in serbo una rivoluzione nel campo delle batterie…



