Torino. Luigi Menabrea, un giovane ingegnere militare che poi diventera’ Primo Ministro italiano, pubblica, con l’aiuto di Charles Babbage una descrizione di una macchina logica general purpose. E’ il frutto di un congresso di scienziati tenutosi proprio a Torino. Ada Lovelace chiede a Babbage di scrivere una traduzione del lavoro. Babbage accetta (le donne all’epoca non scrivevano articoli scientifici) e Ada ne approfitta per compilare un master piece: oltre alla traduzione aggiunge “Notes from the translator” ovvero 19136 parole, il triplo del lavoro di Menabrue, che tracciano un quadro visionario e piu’ dettagliato. Si firma A.A.L. e le sue note diventeranno le fondamenta della Computer Science. Nella Nota A ad esempio prefigura un computer programmabile un numero indefinito di volte per fare qualsiasi compito computabile, prefigura l’estensione dell’algebra booleana di De Morgan e l’uso di simboli (variabili), prefigura l’uso di tale macchina per comporre ed elaborare musica. Nella Nota G finale prefigura l’uso del computer per implementare algoritmi, subroutines, loops, librerie di routines (che altre donne, Grace Hopper, Kay McNulty e Jean Jennings creeranno un secolo dopo), conditional branching. Poi aggiunge il dettaglio di come fare cio’ con registri destinazione, operazioni booleane e commenti al codice. Ma alla finale domanda “Can machine think?” Ada pensa che la risposta sia negativa.



