Leonardo Da Vinci ritorna nella sua Firenze, proveniente da Milano. Firenze è ancora sconvolta da periodo sotto Savonarola, che prende il potere nel 1494 guidando un ribellione religiosa contro la famiglia Medici, poi brucia libri e opere d’arte nel “falò delle vanità” nel 1497, ma l’anno successivo l’opinione pubblica gli si volge contro e viene impiccato e bruciato in piazza. Quando Leonardo entra in città, Firenze è tornata ad essere un repubblica che celebra le arti, ma l’anima della città è scossa e non è più quella di prima. Leonardo farà di Firenze la sua base dal 1500 al 1506, il periodo più produttivo della sua vita, dove darà un contributo fondamentale a dipinti come la “Mona Lisa” (“la Gioconda”), “Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’agnellino”, “Leda col cigno”. Leonardo si avvicina ai 50 anni di età, si veste e comporta come un dandy: nei suoi appunti, da buon figlio di un notaio, registra con precisione il suo armadio: che comprende vesti lunghe rosa, porpora, viola, con berretti abbinati. Era un vestire eccentrico perfino nella Firenze di quell’epoca e Leonardo ci giocava, manifestando il suo spirito libero. In questo periodo, Leonardo riceve anche la commessa da parte di Isabella d’Este duchessa di Ferrara, che però, fra alterne vicende negli anni, non accetterà mai di realizzare, al di là di una bozza preparatoria (ora conservata al Louvre) fatta nell’anno 1500.



