Polonia. Il maresciallo sovietico Michajl Nikolaevic Tuchacevskij, nella prospettiva di una sicura vittoria contro i polacchi, in un ordine del 2 luglio 1920 lancia il proclama “.. e’ giunto il momento della resa dei conti. L ‘esercito della Bandiera Rossa e l’esercito dell’Aquila Bianca predatrice stanno l’uno di fronte all’altro in uno scontro mortale. La via della conflagrazione mondiale passa sul cadavere della Polonia Bianca”. Il 7 agosto 1920, Lenin stesso afferma in modo categorico: “Sì, le truppe sovietiche sono a Varsavia. Fra poco avremo anche la Germania. Riconquisteremo l’Ungheria, e i Balcani si solleveranno contro il capitalismo. L’Italia tremerà. L’Europa borghese scricchiola da tutte le parti, in mezzo a questa tempesta”. Davanti al pericolo il 24 luglio 1920 si costituisce in Polonia un governo di coalizione (primo ministro Wincenty Witos, leader del Partito Contadino) che mobilita oltre 700 000 persone.



