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Published on: VG

fine 1943 – 1944

Italia Settentrionale. Aerei da caccia notturna alleati compiono solitarie incursioni nel Nord Italia. I “Pippo”, a differenza dei grandi bombardieri che colpiscono da alta quota, arrivano in volo radente, per evitare la contraerea, sganciando bombe o mitragliando nel buio della notte. Le azioni erano rese possibili dalle prime installazioni di apparecchi radar su aerei che proprio con i “Pippo” compirono una sperimentazione su larga scala. Si tratta dell’operazione “Night Intruder” affidata ai piloti della RAF. Gli aerei decollano dalle basi alleate di Falconara Marittima e Foggia, in formazioni da 5 velivoli e so dividono per raggiungere gli obiettivi rispettivamente assegnati. Per questo servizio sono impiegati inizialmente i cacciabombardieri bimotori “Beaufighter”, in seguito affiancati dai più moderni “Mosquito”. Colpendo principalmente nell’oscurità, i “Pippo” rappresentano una presenza misteriosa e incombente. Senza dubbio sono un’efficace arma psicologica nei confronti delle popolazioni rurali, surrogatoria delle azioni di bombardamento strategico utilizzate sui grandi agglomerati urbani. Questo tipo di minaccia, con apparizioni casuali, colpisce anche i piccoli abitati che si sentivano al sicuro dai bombardamenti massicci. Nei confronti dei “Pippo” nascono varie leggende. Tra le convinzioni più diffuse c’e’ quella che si tratti di un solo aereo. Ciò e’ dovuto alla segretezza della missione mantenuta dagli Alleati e alla forte censura dei mezzi di informazione che impedisce di sapere la reale dimensione del fenomeno: gli attacchi dei “Pippo” saranno in realta’ molte centinaia. La stampa fascista sposa la tesi di un unico aereo sfuggito alle maglie della contraerea che e’ definito il “Molestatore Volante”. Ciclicamente appaiono notizie sull’avvenuto abbattimento del molestatore in varie località del Nord Italia.