Stati Uniti. Il libro “Theory of games and economic behaviour” e’ finalmente terminato da parte di John von Neumann e Oskar Morgenstern. 1200 pagine mandate in pubblicazione all’editore. Verra’ pubblicato nel 1944. Il libro cambiera’ per sempre le scienze sociali e influenzera’ profondamente le decisioni politiche ed economiche a partire dagli anni ’50 del XX secolo. Von Neumann si lamenta privatamente: “Economists simply don’t know what science means (…) I’m quite disgusted (…)”. Mongerstern passa anch’egli un chiaro messaggio nella sua introduzione: “The emperor has no clothes (…) The behaviour of individuals had been neglected altogether, even though their decisions in aggregate swayed the economy – just as the motion of molecules determine the bulk properties of a gas (…) sweeping generalizations had been made on the basis of very little evidence”. Il modesto obiettivo di Theory of Games, e’ iniziare a catturare in rigorosi termini matematici tali interazioni tra individui e organizzazioni, considerando, ad esempio, giochi a somma zero, con un giocatore, due (con informazioni perfette, ad esempio gli scacchi, e con informazioni imperfette, ad esempio il poker), casi particolari ma rilevanti di giochi con 3, 4, 5, n giocatori (dove i giocatori si coalizzano), afffrontando anche i giochi a somma non zero, introducendo un giocatore fittizio. Un punto non coperto da Theory of Games, sono i giochi con piu’ di 2 giocatori dove le coalizioni non si formano o perche’ sono vietate dalle regole o per ragioni culturali. La mentalita’ mittle-europea di von Neumann, lo porta infatti a pensare che le coalizioni e alleanze siano la condizione sine qua non di ogni teoria di organizzazione sociale. 50 anni dopo la pubblicazione di Theory of Games, John Nash prendera’ il premio Nobel per l’economia, per le sue toerie dei giochi non-cooperativi, assieme ad altri due game theorists: Reinhard Selten e John Harsanyi. Le teorie di von Neumann evolevranno in campo sociale, ad esempio tramite l’apporto del suo ammiratore Richard Kahnemann, anche lui premio Nobel, che sfidera’ l’idea che le decisioni umane siano solo e sempre razionali (ad esempio quando ragioniamo col sistema S1). Ed evolveranno anche in campo biologico, ad esempio con le applicazioni nell’evoluzione delle specie attraverso la competizione fra i geni, nota al grande pubblico grazie ai libri di Richard Dawkins (ad esempio, “The Selfish Gene”, ma non solo).



