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Published on: Cs

Aprile 1935

Unione Sovietica. Emilio Guarnaschelli, giovane comunista torinese di 23 anni, viene arrestato e condannato senza processo a 3 anni di esilio a Pinega, uno sperduto villaggio nella Carelia, oltre il Circolo Polare Artico. Emilio Guarnaschelli era solito usare ironia agli incontri coi compagni a Mosca, il che’ non gli porta fortuna. Ironia come “L’orizzonte e’ una linea immaginaria, irraggiungibile. Ora capisco perche’ il compagno Stalin dice che il socialismo e’ all’orizzonte!”. La sua ragazza, Nella Masutti, affronta un viaggio in treno, poi in battello e infine in slitta per raggiungerlo, in quel posto dimenticato da tutti, che diventera’ il loro nido d’amore per 3 anni. Poi Emilio scoprira’, come succedeva spesso, di esser stato condannato ad un’altra pena, stavolta di 5 anni di lavori forzati in Asia Centrale, mentre Nella viene espulsa dall’URSS. Di Emilio non si sapra’ piu’ niente. Nella, ripudiata dal padre, in quanto accompagnata ad un traditore del comunismo, emigrera’ in Francia, e per anni cerchera’ di convincere il cognato a consegnargli l’epistolario del marito Emilio. Alla fine ci riesce, e nel 1979, le lettere sono pubblicate in Francia (Une petite pierre) e saranno anche adottate come lettura delle scuole pubbliche francesi. Nel 1939 il governo italiano fascista e quello sovietico conludono un segreto accordo di scambio di prigionieri. Su specifica richiesta del console italiano, riguardo Emilio Guarnaschelli, un funzionario sovietico mandera’ un breve telegramma che dichiara che, Emilio Guarnaschelli e’ morto il 14 Aprile 1939 a Kazan, per peritonite. Ma sara’ vero?