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Published on: Ev

Aprile 1478

Firenze. Dietro alla congiura de’ Pazzi (il prete Stefano da Bagnone, il vicario apostolico Antonio Maffei, entrambi impiccati, Napoleone Franzesi, Bernardo Bandini, Fracesco de’ Pazzi, l’arcivescovo di Pisa Filippo Salviati, tutti impiccati, Jacopo de’ Pazzi impiccato e gettato nell’Arno, Renato de’ Pazzi linciato) contro i Medici e i loro alleati (Giuliano, Francesco Nori, Lorenzo il Magnifico), c’era il papato. Lorenzo non aveva mai avuto dubbi. Papa Sisto IV aveva infatti concesso ai Pazzi la gestione delle finanze pontificie, che i Medici avevano gestito per un secolo, ma anche la gestione delle miniere papali della Tolfa, vicino a Civitavecchia, dove si estrae l’allume, necessario per fissare i colori sulle stoffe, fiorente industria fiorentina (scusate il gioco di parole…).