Roma. Clemente V pubblica la Bolla Flagitosumscelsus di scomunica nei confronti di Modena. Nei pressi della citta’ di Modena infatti, l’anno precedente, gli uomini del Duca Passerino la combinano davvero grossa: Raimondo da Spello, nipote di papa Clemente V, viene depredato e ucciso. Stava portando alla sede pontificia di Avignone 200 mila ducati d’oro. Il convoglio papale viene intercettato a Castelvetro. I cavalieri francesi della scorta sono sgozzati mentre il cadavere di Raimondo e’ portato a Bologna e li’ seppellito. Il 4 Aprile 1314, con la bolla Flagitosumscelsus, Clemente V scomunica i colpevoli e interdice la ciita’ di Modena, i modenesi privati di tutti i feudi ecclesiastici, i cittadini dichiarati infami e inabili, il vescovo, i preti e tutti i religiosi vengono intimati di lasciare la citta’, e i modenesi non possono piu’ essere ammessi ai sacramenti, tranne il battesimo e l’estrema unzione. La cosa e’, in realta’, meno grave e meno duratura di quel che sembra: il 14 Aprile 1314, con la morte di Clemente V, il suo successore Giovanni XXII di fatto congela la sentenza. E nel Gennaio 1324 il Pontefice acconsente al ritorno del clero a Modena.



