Il medico tedesco Paul Ehrlich, un personaggio veramente eccentrico (ad esempio fumava 25 sigari al giorno e spendeva ore nelle birrerie in discussioni filosofiche) nota che vari coloranti derivati dal carbon fossile, colorano alcuni tessuti e alcuni micro-organismi, ma non altri e ne dediuce, correttamente, che questa proprieta’ avrebbe permesso ad un colorante tossico di uccidere un tessuto che lo assorbiva senza danneggiare quelli che non lo assorbivano. Battezza la sua teoria come “la pallottola magica”. Ricevera’ il Premio Nobel nel 1908. Il primo successo lo ottiene col rosso Tripan I, contro i tripanosomi (protozoi parassiti) sui topi di laboratorio. Comincio’ poi a studiare la sifilide, causata dal batterio spirocheta. Nel 1909, dopo aver sperimentato ben 605 farmaci diversi, Ehrlich trova finalmente un composto che efficace ed innocuo. E’ il “numero 606”, composto con arsenico. La Hoechst, con cui lui lavora, lo immette come prodotto sul mercato nel 1910, col nome di Salvarsan. Rispetto alla terapia col mercurio (piu’ una tortura che una terapia) che era in uso da 4 secoli, si tratta di un enorme passo avanti. Poi, all’iniziom degli anni’30 del XX sec., Gerhard Dogmak, della IG Farben, mettera’ a punto, con lo stesso metodo, il Prontosil rosso, provandolo su sua figlia, con proprieta; antibatteriche, che, si scoprira’ poi, sono dovute alla sulfanilammide, efficace contro la polmonite, la scarlattina, la gonorrea. Centinaia di altre varianti verranno prodotte, e gli antibiotici cosi’ ottenuti risparmieranno amputazioni o morte a milioni di persone durante la Seconda Guerra Mondiale.



