Otranto. Viene lanciato l’assalto alle mura di Otranto ottomana. Gli ungheresi si proiettano sulla rampa entusiasti, intonando i loro tipici canti marziali. Il piu’ celere ad issarsi (vincendo i 500 ducati di premio promessi dal Duca di Calabria) e’ Galeazzo Caracciolo. Si accende una mischia furibonda. Davanti agli attaccanti si apre pero’ il baratro, impressionante, del fossato interno, scavato dai turchi. Ungheresi e napoletani vi cascano dentro sfracellandosi. Poi segue il disordinato ripiegamento napoletano. E’ il tracollo. Si azzerano le possibilita’ di prendere la citta’. La frustrazione e lo scoramento si diffondono fra gli aragonesi e i regni italici. Ma anche i turchi di Otranto non se la cavano meglio: stanno iniziando a mangiare cani e gatti, e rimangono solo due mila persone fra sane e malate. I turchi decideranno quindi, comunque, di trattare con gli aragonesi.



