Unione Sovietica. Ad Aleksandr Solzenicyn, viene letta la condanna del NKVD: 8 anni in campo di lavoro correzionale. Lui esclama: “Ma e’ tremendo! 8 anni!!! Perche’?”. Le sue parole suonano vuote e inutili. Altri suoi conoscenti si sono presi 25 anni (il quartino di Stalin). Dopo alcune esitazioni, firma: non sa cos’altro fare. Dopo aver scontato la pena, liberato, viene subito condannato al confino perpetuo. Nel GULag, gli sorge un tumore, che gli viene asportato e poi risorge in metastasi. Sopravvive, contro ogni aspettativa. Verra’ liberato da Chruscev nel 1956. Nel 1958 concepisce l’inizio dell’opera che diverra’ Arcipelago GULag. Nel Maggio 1968 riesce a far arrivare in Occidente il microfilm del libro. Poco dopo conosce anche il fisico Andrej Sacharov, e Natal’ja Svetlova, una giovane matematica che diventera’ la sua seconda moglie.



