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Published on: VG

586 a.C.

Distruzione di Gerusalemme (mette fine alla dinastia di Davide) da parte di Nabucodonosor, re di Babilonia, esilio degli ebrei in Babilonia. Il Tempio i Gerusalemme viene incendiato, il Re Sedecia tenta di scappare ma viene preso e condotto alla presenza di Nabucodonosor. I figli vengono sgozzati di fronte a lui ed è l’ultima cosa che vede perchè poi gli sono cavati gli occhi. I babilonesi decidono di annettere il territorio all’impero. La classe dirigente ebraica e l’elite sacerdotale sono deportate in Babilonia. Prima della distruzione di Gerusalemme la religione ebraica non può essere affatto definita monoteista. Sono gli scritti di inizio epoca persiana che formulano chiaramente enunciati monoteisti. Nel contesto della ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, attorno al 515 a.C., viene inventato il “monoteismo inclusivo”, con YHWH che si rivela a tutta l’umanità come “elohim”. Questa parola si può tradurre come Dio. In certo qual modo, si ritiene qui che tutti gli dei possano essere manifestazioni del dio unico, un’idea corripondente alla concezione persiana di Ahura Mazda. Solo a Mosè, e per suo tramite solo a Israele, Dio si rivela sotto il suo nome di YHWH e in questo sta il privilegio unico di Israele, secondo la sua religione, mentre gli altri popoli, pur venerando i loro dei, venerano ugualmente il dio d’Israele senza saperlo.