India. La vittoria dei Mogol assicura l’ascesa di Akbar. Cinquanta miglia a nord di Delhi un esercito mughal (mogol) sconfigge le forze di Hemu, generale di etnia indù che sta cercando di usurpare il trono Mogol al quattordicenne Akbar, recentemente proclamato imperatore. La vittoria di Panipat assicura l’ascesa al trono di Akbar, ma l’impero da questi ereditato dal padre è molto ridotto dopo decenni di sconfitte contro gli indù e gli afghani. Sotto la guida di abili reggenti e quindi sotto il comando dello stesso Akbar l’impero mughal raggiunse uno splendore senza precedenti, stendendo il suo potere sulla gran parte del subcontinente indiano. Akbar il Grande, è conosciuto come un abile amministratore e un valoroso generale e sposò due principesse indù per garantire l’unità del suo impero. Pur non avendo mai abiurato all’Islam, si interessò attivamente ad altre religioni e la sua corte rappresentò un importante centro di conoscenza e cultura. Akbar morì nel 1605. La Battaglia di Panipat assicura la continuita’ ed espansione di potere e territori alla Dinastia Moghul o Mughal, ovvero la più importante dinastia imperiale indiana di religione musulmana, che regnò su quasi tutto il territorio dell’Asia meridionale durante la dominazione islamica in India. Il termine Mughal (o Moghul) deriva dall’arabo e dal persiano, come alterazione del vocabolo “Mongolo”, per enfatizzare l’origine mongola e turca della dinastia timuride. Fu l’economia più forte del mondo, e globalmente, ebbe le più alte uscite industriali nel XVII secolo, valendo quasi un quarto del PIL mondiale. L’Impero rappresentò anche il culmine dell’architettura indiana, con monumenti famosi come il Taj Mahal, una delle nuove sette meraviglie del mondo. Gli imperatori principali della dinastia, discendenti diretti di Tamerlano e Gengis Khan, furono Bābur, Humāyūn, Akbar, Jahāngīr, Shāh Jahān, Aurangzeb, e Bahādur Shāh I.



