Marsiglia, Francia. Il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella fa un discorso in cui all’Università di Marsiglia, in occasione della laurea honoris causa, in cui ragiona: “La strategia dell’appeasement non funzionò nel 1938. Perché dovrebbe funzionare oggi? Un abbandono delle responsabilità condusse quei paesi a sacrificare i principi di giustizia e legittimità, nel proposito di evitare il conflitto, in nome di una soluzione qualsiasi e di una stabilità che, inevitabilmente, sarebbero venute a mancare”, comparsa “di figure di neo-feudatari del Terzo millennio – novelli corsari a cui attribuire patenti – che aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche”, “a situazione delle relazioni internazionali è grave: dazi, nazionalismo, nuovi “corsari” che vogliono uscire dal privato ed impadronirsi della cosa pubblica”, “negli anni 30 “anziché la cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. Fu questo il progetto del Terzo Reich e l’aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”. Un discorso che non passerà inosservato a Mosca, che diversi giorni dopo reagisce ufficialmente con la propria diplomazia con un violento attacco al capo dello stato italiano, e con attacchi informatici all’Italia.



