Battaglia di Pittsburg Landing, al confine meridionale del Tennessee col Mississippi. Si confrontano la Armata del Mississippi (conf.) e quella del Tennessee (conf.) per 45000 uomini con a capo Johnston e l’Armata del Tennessee (union.) per altrettanti uomini con a capo Grant. L’iniziativa strategica e’ di Johnston ma il primo ad attaccare in forze e’ in realta’ il generale unionista Sherman che conosce bene l’impeto e il coraggio sudista. Altre parti del fronte unionista invece cedono rapidamente. Grant si trova altrove al momento dell’attacco, si precipita al fronte giusto in tempo per risollevare il morale e le sorti della battaglia. I confederati prendono la collina Shiloh e gli unionisti si ritirano nell’altura battezzata dai conf. nido di calabroni. Ripetuti attacchi confederati per diverse ore non servono ad altro che lasciare sul terreno centinaia di morti fra cui lo stesso Johnston. Sherman viene ferito due volte. Alla fine l’attacco confederato viene fermato: 1723 morti, 8313 feriti, 959 prigionieri in campo confederato, 1754 morti, 8408 feriti, 2285 prigionieri in campo federale. In tutto il 50% dei soldati coinvolti cadono morti, feriti o prigionieri. A Solferino, combattuta 3 anni prima e considerata una delle piu’ terribili della storia, erano il 10%.



