La giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena viene liberata (forse tramite pagamento di 6-7milioni Euro) dai servizi segreti militari italiani (Sismi); l’ufficiale Nicola Calipari viene ucciso per errore ad un posto di blocco mobile da soldati americani della Guardia Nazionale. Il terrorista Sheikh Husayn, capo di una cellula responsabile di molti sequestri a Bagdad, arrestato dai giordani, fornira’ poi la sua versione su cosa sia avvenuto quella tragica notte. Dopo aver ricevuto un riscatto di 500 mila dollari, Husayn consegna Giuliana Sgrena a Calipari e intima loro di dirigersi all’aeroporto. Husayn poco dopo fa una segnalazione al ministero degli Interni iracheno sostenendo che una vettura Corolla blu (stesso modello e colore di quella su cui viaggiano gli italiani) è un’autobomba pronta a colpire nel settore dello scalo. La polizia mette in allerta le pattuglie della zona. Ed è così che i soldati americani, in servizio ad un posto di blocco, vedono avvicinarsi la Corolla ed aprono il fuoco uccidendo Calipari. Alla stessa conclusione giungera’ nel 2006 un rapporto dei carabinieri del Ros incaricati dell’indagine.



