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Published on: VG

4 Marzo 1832

Il francese Jean-Francois Champollion muore a soli 41 anni. Pochi anni prima aveva pubblicato il libro “Precis du systeme hieroglyphique”: grazie alla decodifica della Stele di Rosetta, per la prima volta in 14 secoli e’ finalmente possibile leggere la storia dei faraoni, in geroglifico. Il progresso era stato reso possibile anche grazie all’inglese Thomas Young che fece un gigantesco passo avanti nell’interpretazione della stele di Rosetta ed in particolare nella comprensione del suono e della pronuncia della lingua degli antichi Egizi. Il punto chiave sono i cartouche, ovvero piccoli gruppi di geroglifici circondati da una linea continua, una specie di sottile cornice. Scopre che queste parole erano incorniciate perche’ rappresentavano nomi di personaggi importanti, come Ptolemaios (Tolomeo), o Berenika (Berenice), o Cleopatra. Siccome il suono di questi nomi doveva essere circa uguale nelle differenti linghue, arriva a comprendere la fonetica di diversi geroglifici. Poi nel 1822, il francese Jean-Francois Champollion, applichera’ questa metodologiaad altri cartouches, e con alcuni assunzioni (ad esempio gli scribi tendevano spesso ad omettere le vocali pensando che un lettore le avrebbe comunque immaginate, come per Alksentrs che rappresenta Alexander), Champollion arriva a decifrare la Stele di Rosetta. Irrompe nell’ufficio del fratello ed esclama: “Je tiens l’affaire!”.