Incontro dei tre grandi a Yalta. Il 4 febbraio 1945 il presidente degli USA Franklin D. Roosevelt, il primo ministro britannico Winston Churchill e il premier sovietico Josif Stalin si incontrano a Yalta, città ucraina sul Mar Nero. Durante la seconda e più difficile conferenza i tre alleati giungono a un compromesso sul nuovo ordine mondiale per il dopoguerra e discutono le implicazioni militari della guerra contro il Giappone. Con la vittoria sui tedeschi ormai imminente i tre leader decisero di dividere la Germania in zone di occupazione. Roosevelt, indebolito (morirà due mesi dopo), si impegnò soprattutto a coinvolgere Stalin nella guerra contro il Giappone. Stalin accettò, ma solo dopo che gli fu promessa una zona di occupazione in Corea e il possesso, a guerra finita, di territori storicamente contesi tra Russia e Giappone. L’entrata dei sovietici nella guerra del Pacifico accelerò la resa dei giapponesi, ma in seguito Roosevelt fu accusato di aver fatto troppe concessioni a Stalin con gli accordi di Yalta e di aver ceduto l’Europa dell’est e la Corea del nord al controllo comunista. Contrariamente a quanto comunemente si crede, negli accordi di Yalta in particolare non c’e’ nulla che impedisce a Italia, Turchia, Iran, Grecia, di entrare spontaneamente nel campo socialista.



