Agostino (poi Sant’Agostino) scrive Confessioni. Fra le altre cose, si interroga sulla natura del tempo: “E’ nella mia mente, allora, che misuro il tempo. Non devo permettere alla mia mente di insistere che il tempo sia qualcosa di oggettivo. Quando misuro il tempo sto misurando qualcosa nel presente della mia mente. O il tempo e’ questo, o non so cosa sia.” Questa idea che il tempo possa esistere solo nella mente, verra’ dichiarata eretica nel 1277; ciononostante, sembra abbia un fondamento nella fisica moderna: nel dettaglio intimo della fisica la variabile tempo scompare, rimangono solo i processi irreversibili e non commutativi, che danno origine all’aumento dell’entropia, che e’ relativa all’osservatore (misura il numero di stati che la nostra sfocata visione NON distingue), e che genera la nostra percesione del tempo (locale).



