Roma. Repubblica Romana. Roma e’ difesa da circa 10 mila soldati della Repubblica (l’altra metà dei 20 000 che compongono l’esercito e’ dislocata in altre zone del Lazio). Le truppe sono suddivise in quattro brigate: la prima, comandata da Garibaldi, presidia il Gianicolo tra Porta Portese e Porta San Pancrazio, la seconda, agli ordini del colonnello Luigi Masi staziona sulle mura tra porta Angelica e porta Cavalleggeri, la terza, con i dragoni del colonnello Savini controlla le mura della riva sinistra del Tevere mentre la quarta, al comando del colonnello Galletti, rappresenta un reparto di riserva dislocato tra la Chiese Nuove e largo Argentina. L’attacco francese giunge di fronte a Porta Cavalleggeri e Porta Angelica con 5 000 soldati. Il contingente di Oudinot e’ preso a cannonate e a fucilate e respinto dai militi della Guardia Civica mobilizzata. Nei combattimenti, durati sino a sera, si distingue Garibaldi, il quale, uscito quando i francesi stanno già per desistere, da Porta San Pancrazio (sul Gianicolo) con il Battaglione Universitario Romano e con la sua Legione Italiana, con un attacco alla baionetta sorprende alle spalle gli assedianti in ritirata a Villa Doria-Pamphili, provocandone la rotta. In serata Oudinot ordinera’ la ritirata su Civitavecchia, lasciando dietro di sé oltre 500 morti e 365 prigionieri.



