Ore 14:40. Gettysburg, Pennsylvania. Dopo quasi due ore di bombardamento intenso i confederati passano all’assalto in massa. La marea grigia ancora una volta esce dai boschi, immensa, spaventevole, a passo cadenzato, niente grida, niente spari. Mai il mondo aveva visto qualcosa del genere: la totalita’ degli uomini che si fronteggiavano erano cittadini liberi, che conoscevano il coraggio, la risolutezza, il valore del nemico che avevano affrontato in innumerevoli battaglie, convinti della correttezza della propria scelta. Un attimo e i cannoni federali vengono piazzati avanti e aprono il fuoco contemporaneamente ad alzo zero, ma la marea grigia continua l’avanzata. E’ il momento dei cartocci da mitraglia sparati dai cannoni. Le truppe sudiste soffron pesanti perdite e serrano i ranghi. Poi arriva il comando nelle linee nordiste: fuoco! Seimila fucili sparano a bruciapelo, parecchie bandiere confederate cadono ma si alzano, anche i confederati ora aprono il fuoco. Paurosi vuoti si aprono nelle linee da entrambe le parti. In un punto il fronte nordista cede e il generale Armistead con un pugno di uomini passa oltre per venire li’ polverizzati da cariche di cartocci da mitraglia. Inizia l’inevitabile ritirata sudista.



