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Published on: VG

3 Febbraio 1831

Modena. Dopo aver raccolto le armi, Menotti raduna una quarantina di congiurati nella propria abitazione, poco distante dal Palazzo Ducale, per organizzare la rivolta. Francesco IV, tuttavia, con un brusco voltafaccia certamente impostogli dal governo austriaco, decide di ritirare il suo appoggio alla causa di Menotti ed anzi chiede l’intervento restauratore della Santa Alleanza. Gli storici si sono sempre chiesti il motivo di questo doppio gioco del duca: certi pensano che il rampollo della famiglia Asburgo-Este capisce che il progetto di un Regno dell’Alta Italia sia solo un’utopia; alcuni invece sostengono che Francesco e’ geloso del carisma di Menotti, altri ancora credono che il duca abbia paura di perdere, dopo la rivoluzione, molti dei suoi privilegi. Il duca fa circondare dalle sue guardie la casa; seguono alcuni spari e i congiurati cercarono di fuggire, alcuni ci riuscirono, altri no e fra questi Ciro Menotti, che, saltato da una finestra nel giardino retrostante la casa, rimane ferito e viene catturato e imprigionato. Intanto però i disordini cominciano soprattutto nella vicina Bologna. Il duca scrive subito un ordine al Governatore di Reggio: Questa notte è scoppiata contro di me una terribile congiura. Mandatemi il boia, poi pensa bene di riparare a Mantova, facente parte dei domini austriaci in Italia, portando però con sé Menotti. Alcuni dicono anche che Francesco IV abbia dato a Menotti più volte l’assicurazione che gli avrebbe salvata la vita, ma questo non è provato. Fallita la rivolta, il duca, rassicurato, il 9 marzo rientrera’ a Modena, sempre portandosi dietro il Menotti prigioniero.