Comacchio. Garibaldi si attarda nelle zone paludose, rallentato dalla moglie Anita, incinta (al sesto mese) ed ammalata. Insieme al capitano Giovanni Battista Culiolo, sono soccorsi da un paesano, che li ricovera in una capanna. Culiolo ha poi la incredibile fortuna di incontrare, nei pressi, Giovanni Nino Bonnet, fratello di Gaetano, un volontario di Comacchio che aveva combattuto a Villa Corsini e lui stesso già conoscente del Garibaldi. Comincia, così, la “trafila”: la fuga, durata 14 giorni, che permette ai patrioti romagnoli di porre in salvo il generale, sottraendolo alla caccia degli Austriaci. Per prima cosa il Bonnet convince i fuggitivi a muoversi dalla capanna.



