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Published on: Ev

29 Luglio 1925

Nasce il figlio Aldo di Palmiro Togliatti e Rita Montagnani, sofferente di schizofrenia con spunti autistici. La nascita avviene con Palmiro rinchiuso in carcere. Dopo la morte della madre Rita (1979) Aldo verra’ rinchiuso in un ospedale psichiatrico (Villa Igea) di Modena, dove vivra’ fino alla morte il 9 Luglio 2011. Fra il 1952 e il 1957 Aldo andrà più volte con la madre in URSS, i Bulgaria e in Ungheria per fare visite e cure specialistiche. Prima di essere ricoverato nel 1981, viveva a Torino con la madre fino al 1979 come una specie di spettro di cui solo pochi compagni sapevano. Il padre era ormai da diversi anni a Roma con Nilde Iotti. Aldo Togliatti era genialoide e coltissimo, aveva la passione della scienza, dei numeri e dell’ ingegneria, giocava a scacchi da solo, parlava bene diverse lingue. A Villa Igea Aldo non avrà più un cognome, nemmeno uno finto. Su alcune sue cose c’è scritto solo “Aldo”, oppure “Aldo 227”, il numero della sua camera. Di lui si occupa un incaricato del partito, Onelio Pini, che per anni andrà a trovarlo ogni settimana. Gli porta le sigarette e la settimana enigmistica. Qualche volta vanno fuori a bere il caffè, ma non è facile, non sempre Aldo esce volentieri. Il partito gli ha fissato la residenza in casa di un altro militante di Modena, ma lui non ci va mai. Aldo resta un appassionato lettore nelle “sue tre lingue”. In clinica è sempre educato, gentile, persino elegante. Lo mettono in camera coi pazienti più gravi, ma non se ne lamenta mai. È sempre solo. Anche a scacchi gioca in solitaria. Onelio Pini riferirà che non parla mai di suo padre, tranne poche volte in cui lo chiama “il Vegliardo”. Di Aldo non si parlerà più fino al 1993, quando la Gazzetta di Modena pubblica uno scoop sul ritrovamento del “figlio di Togliatti” a Villa Igea. Alcuni titoli di giornale spazieranno dall’”ingresso volontario” al “ricovero forzato del figlio di Togliatti”.