Otranto. Una schiera di navi ottomane si ingrossa all’orizzonte, minacciosa, mostruosa. Di colpo, ai paesani, pare le scene dell’Albero del Male della cattedrale siano diventate profetiche. Si tratta di raffigurazioni di esseri spaventosi e sciagurata umanita’, fatte con 600 mila tessere di fine mosaico, posate dal presbyter Pantaleone nel lontano 1165. Gli ottomani formeranno un accampamento militare fuori dalle mura, per preparare l’assedio. L’immane spettacolo dell’accampamento turco include: diverse migliaia di armigeri, i terribili giannizzeri con i caratteristici lunghi copricapi bianchi, i sipahiler della cavalleria pesante con lancia e sciabola, e si distingue nettamente il bronzo lucidi di 7 enormi bombarde, e cataste di spingarde a cavalletto e targoni, i pesanti archibugi alti quanto un uomo, che per funzionare andavano appoggiati a pesanti pali di ferro conficcati nel terreno. Si tratta in tutto di 10 mila guerrieri, con un seguito ben piu numeroso di addetti alle armature, cucinieri, medici, meretrici di truppa. Dentro alla mura di Otranto ci sono circa 10 mila individui inetti alle guerre, armati e istruiti in tutta fretta.



